TRAMA

I superstiti del secondo capitolo cercano di sfuggire dalla cittadina assediata dai mostri. Incontreranno altri strane persone (l'Eroe, il Profeta, il karateca Jean Claude Segal) ma l'avventura si rivelerà soprattutto un bagno di sangue.

 


FEAST III: The Happy Finish
titolo or.: Feast 3: The Happy Finish - USA - 2009 - 77' - Colore

di John Gulager

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Eccessivo, volgare e, a tratti, insensato. Ma divertente.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ah, shit! We're ones left. The world is gone to hell. We have... we gotta do some. I tell you what we gotta do: we gotta repopulate earth, that's what we gotta do. We gotta start fucking! Right now!"*

Terzo capitolo della saga dei mostri mangia uomini, iniziata nel 2006 con un Feast, divertente horror per palati non fini, ed evolutosi nel secondo capitolo (Feast II: Sloppy Seconds, 2008) seguendo le logiche demenziali della waky comedy, ma mantenendosi ancora grassamente simpatico. Feast III non ci pensa assolutamente a tornare verso i toni "moderati" del primo capitolo, piuttosto preme sulla demenzialità irriverente e sul non senso, trasformando il racconto in qualcosa di assolutamente schizofrenico, fuori dall'ordinario e quindi, per chi scrive, qualcosa di potenzialmente interessante. Non si tratta comunque di quel genere di "interessante" che permette recensioni pensate e colme di riflessioni profonde. Feast III si apre con una scena che mette subito in chiaro i toni: uno dei mostri prende la testa di una donna decapitata, mangia la testa e, dopo pochi secondi, evacua il cranio dal retto; l'angolo di ripresa è "anale", nel senso che vi è un primo piano del culo della bestia!. Non si va per il sottile in questo Feast III ed è ovvio che il pubblico al quale è diretto è lo stesso che può avere apprezzato eccessi splatter-demenziali come Bad Taste (1987) ma chiaramente aggiornato alla volgarità e al sesso ostentato che negli anni '80 non era ancora possibile. E' altresì un film che difficilmente potrà essere capito completamente se non si è visto il capitolo precedente perché Feast III prende il via esattamente da dove si era fermato il secondo e ci si ritrovano gli stessi personaggi (o, meglio, quelli che non sono morti prima!); anche a non conoscere perfettamente la storia, rimane lo spasso di osservare le sorti di un gruppo di persone che non si sopportano l'una con l'altra e devono comunque affrontare una situazione folle con l'unica finalità di sopravvivere. Feast III offre, nel suo tragitto: uno stupro anale (con relativa e assurda fecondazione), un profeta handicappato, un nano che sproloquia in spagnolo, un protagonista che va avanti per tutta la storia con un tubo conficcato nel cranio**, un "eroe" delle arti marziali che si trova senza braccia, mutanti che vomitano, donne nude e dialoghi assurdi. Il finale del film è così fuori dai canoni (e insensato) che va visto per crederci. Interessante e intelligente l'idea di far entrare nell'azione un personaggio che ha tutta l'aria di essere un durevole deus ex machina ma che dimostrerà a sorpresa di avere vita breve. Divertentissima poi la scena che vede il vecchio barista tentare di cauterizzare il moncherino del karateca Jean Claude Segal (già il nome!) utilizzando della polvere da sparo come, a quanto dice lo stesso vecchio, ha visto fare in Rambo 3; il risultato è che, una volta dato fuoco alle polveri, queste eplodono strappando anche l'altro braccio al giovane. Naturalmente Feast III non è quel genere di horror che passerà alla storia come capolavoro, né semplicemente come buon horror a dire il vero, però una certa dose d'intrattenimento per chi ama una la grossolanità programmatica c'è. Rispetto al secondo film migliorano alcuni aspetti tecnici come le scenografie e gli SFX, e quindi nel complesso il film ha un aspetto migliore di quanto visto precedentemente. Feast III rimane tuttavia una pellicola fortemente sbilanciata verso l'horror eccessivo e demenziale che potrebbe non incontrare i gusti degli appassionati in cerca di qualcosa di più moderato e cerebrale. Comunque spassoso. Probabilmente ci sarà anche un quarto capitolo.

* Trad: "Ah, merda! Siamo gli ultimi rimasti. Il mondo è precipitato all'inferno. Dobbiamo... dobbiamo fare qualcosa. Ti dico cosa dobbiamo fare: dobbiamo ripopolare la Terra, questo è ciò che dobbiamo fare. Dobbiamo iniziare a scopare! Proprio adesso!"

** Nel film un uomo si becca un tubo di metallo che gli trapassa la mandibola e gli esce dalla fronte; nonostante questo l'uomo va in giro così per tutta la storia. Sembra assurdo ma in effetti è possibile sopravvivere ad un trauma del genere: tutti coloro che hanno un'infarinatura di neuropsicologia, conoscono il caso di Phineas Cage, un operaio che fu trafitto nello stesso modo da un'asta di metallo mentre lavorava per le ferrovie USA. L'uomo subì la distruzione di una vasta area del lobo frontale del cervello ma sopravvisse. Ne derivò però una sindrome frontale caratterizzata da cambiamento (anche radicale) della personalità.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, costato circa 2 milioni di dollari, è stato girato fra Los Angeles (California), New Orleans e Shreveport (Louisiana).

Il vecchio barista, l'attore Clu Gulager, è il padre del regista.

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