TRAMA

Phillip (Patrick Thompson) è un poliziotto australiano che sta indagando su uno strano sito internet in cui è possibile vedere donne obese che, volontariamente, vengono nutrite e curate (e segregate) da un uomo. Questa ricerca lo porta in contatto con il mondo feticistico dei "feeders" e dei "feedees". Il webmaster del sito è Michael Carter (Alex O'Loughlin), un giovane palesemente disturbato con un oscuro passato. Phillip dovrà recarsi negli USA per poter porre termine al pericoloso e perverso gioco di Michael.


FEED
(titolo or.: Feed - AUSTRALIA - 2005 - 97min - Colore)

di Brett Leonard

GENERE
THRILLER - HORROR
IN BREVE
Disturbante e originale. Non tutto è ben fatto ma è uno di quei film che l'amante del weird e dell'estremo non si dovrebbe far sfuggire.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I have a deep appreciation for beauty. True beauty isn't about anorexical women who would crack their pelvises if they're tryin' to give birth to their baby. [...] Models are skinny and androgynous women with small breasts: they're more like boys. They have no curves, no hips, small bunny buns and no body here. Fashion has reduced their fisical femininity to something defined by clouds and air, rather than a body itself. The women I nurture are free of the artificial pursue of the vanity"*

"Consumption is evolution". Questo il motto nella pellicola di Brett Leonard (Il tagliaerbe, 1992; Man-Thing, 2005) che pone una questione fondamentale: se sei quello che mangi, che cosa sei quando sei mangiato? E' puro zen. Doveste trovare la risposta passereste di botto ad un piano d'esistenza più elevato; almeno prima finite di leggere la recensione. La pellicola punta il riflettore sul arcano fenomeno culturale del "Feederism", termine che indica una relazione simbiotica, anaclitica e consensuale nella quale una persona (il "feeder" o "encourager" - colui che nutre o incoraggiatore) dà da mangiare e promuove il consumo di cibo nei confronti di un'altra persona che viene definita "feedee" (ma nel film si usa il termine "gainer", ovvero "colui che guadagna"). La finalità di questa relazione perversa è quella che il feedee raggiunga una certo peso deciso consensualmente a priori, il che rende il feeder responsabile del nutrimento, della cura e dell'igiene del primo che acquisterà una tale massa corporea tale da impedirgli la totale libertà di movimento. Perché questa follia? Ad una prima analisi si può parlare di celebrazione del cibo, del consumo di esso, della sfida nei confronti dei canoni di bellezza socialmente condivisi, del fare un po' quel diavolo che si vuole e di avere la relazione affettivo-relazionale che si desidera. Ad un'analisi più approfondita appare chiaro che in una coppia che pratica il feederism sia in atto una dinamica sadomasochistica particolarmente complessa in quanto il ruolo materno (di nutrimento e cura) viene assunto dal maschio che dà il cibo ad una donna regredita allo stato di bambina dipendente. Ma in questo stato la donna diventa anche statua immobile, oggetto d'amore ideale, alla quale l'uomo porta offerte di cibo come fosse una dea. Difficile dare una risposta definitiva nei rapporti sadomasochistici su chi sia il dominatore e chi il dominato: è noto che ogni sadico è anche masochista e il contrario. Pensate ad una persona che, in un rapporto sessuale, si fa frustare e a quanto è grande il controllo sadico del frustato il quale, anche solo a livello inconscio, percepisce che è il proprio dolore a generare piacere nel sadico. Molto zen anche questo; ma torniamo al film. La materia trattata dalla pellicola è weird, come avete potuto leggere, e come tale affascinante; il regista si discosta dalle sue precedenti opere che avevano a che fare con la tecnologia e i suoi pericoli, ed esplora un territorio meno fantastico ma non meno pericoloso e certamente più scioccante. Cosciente che il film avrebbe avuto una distribuzione limitata e mirata ad un certo pubblico, Leonard mette in scena più di un momento disturbante e non lesina neppure sul sesso: in Feed la figura femminile non esce a testa alta poiché se da una parte c'è la dipendente ed obesa Deidre, dall'altra c'è l'emancipata ragazza del poliziotto che si vanta di rapporti promiscui in assenza di lui. In pratica entrambi i rapporti affettivi dei due protagonisti (Phillip e Michael) sono disfunzionali, il che rende difficile tirare una linea netta che separi il protagonista buono da quello cattivo; il finale del film rimarcherà questo fattore. Detto questo, e a dispetto di alcuni dialoghi accattivanti e profondi, i personaggi rimangono un pochino macchiettistici e il plot non si discosta poi molto dal gatto che insegue il topo con resa dei conti. Il finale di cui sopra, inoltre, va più in cerca di uno shock che di una logica narrativa. Il regista opta per la riprese realizzate con una mobile HD, cosa che dà un tono intimo e realistico al film, in qualche modo elicitando un senso voyeuristico nello spettatore. Meno condivisibile la scelta di un montaggio nervoso e dello split screen, entrambe cose che ricordano lo stile dei video musicali. Lo score fatto di vecchie canzoni ha un suo senso solo perché quelle canzoni fanno riferimento al cibo. Feed ha i suoi punti deboli ma d'altra parte presenta più di una caratteristica che lo rende un prodotto allettante per il weird-seeker e anche per l'appassionato di horror e cinema estremo: scene di sesso crude, SFX ottimamente curati (tenete conto che la donna obesa indossa una "tuta" di silicone), momenti disgustosi che hanno a che fare con l'ingestione forzata di cibo (e che cibo!) e con il vomito. Feed non è dunque un film adatto ai bambini e alle persone dallo stomaco debole, ma non è neppure, parafrasando ciò che si legge in locandina, il film più "malato" che voi possiate aver visto...soprattutto se siete lettori abituali del mio sito. Rimane comunque una pellicola disturbante, da non guardare prima dei pasti. Non mi sento di consigliare esplicitamente il film, perché non lo considero un "fondamentale", ma vale la pena vederlo e anche l'acquisto non sarebbe cosa poi così insensata.

*-trad: "Io ho un profondo apprezzamento per la bellezza. La vera bellezza non ha nulla a che fare con donne anoressiche che potrebbero spezzarsi le pelvi nel momento in cui provassero a mettere al mondo un figlio. [...] Le modelle sono donne magrissime e androgine con piccoli seni: assomigliano più ai ragazzi. Non hanno curve, non hanno fianchi, chiappe piccole, lì non c'è corpo. La moda ha ridotto la loro femminilità fisica in qualcosa di più simile alle nuvole e all'aria che a un corpo stesso. Le donne che io nutro sono libere dall'artificiale corsa alla vanità"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'utente Supalova mi ha fatto notare che: "...al minuto 18 il protagonista deve rilevare l'indirizzo ip di utente che partecipa ad una chat, usando un programma che tra l'altro non dovrebbe esiste, rileva l'indirizzo 192.168.0.100; tale indirizzo fa parte degli indirizzi privati e quindi è impossibile che un ip tracer rilevi tale indirizzo.

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