La Frase dal Film:
"I have a deep appreciation for beauty. True beauty
isn't about anorexical women who would crack their pelvises
if they're tryin' to give birth to their baby. [...] Models
are skinny and androgynous women with small breasts: they're
more like boys. They have no curves, no hips, small bunny
buns and no body here. Fashion has reduced their fisical
femininity to something defined by clouds and air, rather
than a body itself. The women I nurture are free of the
artificial pursue of the vanity"*
"Consumption is evolution". Questo
il motto nella pellicola di Brett Leonard (Il tagliaerbe,
1992; Man-Thing, 2005) che pone
una questione fondamentale: se sei quello che mangi, che
cosa sei quando sei mangiato? E' puro zen. Doveste trovare
la risposta passereste di botto ad un piano d'esistenza
più elevato; almeno prima finite di leggere la recensione.
La pellicola punta il riflettore sul arcano fenomeno culturale
del "Feederism", termine che indica una relazione
simbiotica, anaclitica e consensuale nella quale una persona
(il "feeder" o "encourager" - colui
che nutre o incoraggiatore) dà da mangiare e promuove
il consumo di cibo nei confronti di un'altra persona che
viene definita "feedee" (ma nel film si usa il
termine "gainer", ovvero "colui che guadagna").
La finalità di questa relazione perversa è
quella che il feedee raggiunga una certo peso deciso consensualmente
a priori, il che rende il feeder responsabile del nutrimento,
della cura e dell'igiene del primo che acquisterà
una tale massa corporea tale da impedirgli la totale libertà
di movimento. Perché questa follia? Ad una prima
analisi si può parlare di celebrazione del cibo,
del consumo di esso, della sfida nei confronti dei canoni
di bellezza socialmente condivisi, del fare un po' quel
diavolo che si vuole e di avere la relazione affettivo-relazionale
che si desidera. Ad un'analisi più approfondita appare
chiaro che in una coppia che pratica il feederism sia in
atto una dinamica sadomasochistica particolarmente complessa
in quanto il ruolo materno (di nutrimento e cura) viene
assunto dal maschio che dà il cibo ad una donna regredita
allo stato di bambina dipendente. Ma in questo stato la
donna diventa anche statua immobile, oggetto d'amore ideale,
alla quale l'uomo porta offerte di cibo come fosse una dea.
Difficile dare una risposta definitiva nei rapporti sadomasochistici
su chi sia il dominatore e chi il dominato: è noto
che ogni sadico è anche masochista e il contrario.
Pensate ad una persona che, in un rapporto sessuale, si
fa frustare e a quanto è grande il controllo sadico
del frustato il quale, anche solo a livello inconscio, percepisce
che è il proprio dolore a generare piacere nel sadico.
Molto zen anche questo; ma torniamo al film. La materia
trattata dalla pellicola è weird, come avete potuto
leggere, e come tale affascinante; il regista si discosta
dalle sue precedenti opere che avevano a che fare con la
tecnologia e i suoi pericoli, ed esplora un territorio meno
fantastico ma non meno pericoloso e certamente più
scioccante. Cosciente che il film avrebbe avuto una distribuzione
limitata e mirata ad un certo pubblico, Leonard mette in
scena più di un momento disturbante e non lesina
neppure sul sesso: in Feed la figura femminile
non esce a testa alta poiché se da una parte c'è
la dipendente ed obesa Deidre, dall'altra c'è l'emancipata
ragazza del poliziotto che si vanta di rapporti promiscui
in assenza di lui. In pratica entrambi i rapporti affettivi
dei due protagonisti (Phillip e Michael) sono disfunzionali,
il che rende difficile tirare una linea netta che separi
il protagonista buono da quello cattivo; il finale del film
rimarcherà questo fattore. Detto questo, e a dispetto
di alcuni dialoghi accattivanti e profondi, i personaggi
rimangono un pochino macchiettistici e il plot non si discosta
poi molto dal gatto che insegue il topo con resa dei conti.
Il finale di cui sopra, inoltre, va più in cerca
di uno shock che di una logica narrativa. Il regista opta
per la riprese realizzate con una mobile HD, cosa che dà
un tono intimo e realistico al film, in qualche modo elicitando
un senso voyeuristico nello spettatore. Meno condivisibile
la scelta di un montaggio nervoso e dello split screen,
entrambe cose che ricordano lo stile dei video musicali.
Lo score fatto di vecchie canzoni ha un suo senso solo perché
quelle canzoni fanno riferimento al cibo. Feed
ha i suoi punti deboli ma d'altra parte presenta più
di una caratteristica che lo rende un prodotto allettante
per il weird-seeker e anche per l'appassionato di horror
e cinema estremo: scene di sesso crude, SFX ottimamente
curati (tenete conto che la donna obesa indossa una "tuta"
di silicone), momenti disgustosi che hanno a che fare con
l'ingestione forzata di cibo (e che cibo!) e con il vomito.
Feed non è dunque un film adatto ai bambini
e alle persone dallo stomaco debole, ma non è neppure,
parafrasando ciò che si legge in locandina, il film
più "malato" che voi possiate aver visto...soprattutto
se siete lettori abituali del mio sito. Rimane comunque
una pellicola disturbante, da non guardare prima dei pasti.
Non mi sento di consigliare esplicitamente il film, perché
non lo considero un "fondamentale", ma vale la
pena vederlo e anche l'acquisto non sarebbe cosa poi così
insensata.
*-trad: "Io ho
un profondo apprezzamento per la bellezza. La vera bellezza
non ha nulla a che fare con donne anoressiche che potrebbero
spezzarsi le pelvi nel momento in cui provassero a mettere
al mondo un figlio. [...] Le modelle sono donne magrissime
e androgine con piccoli seni: assomigliano più ai
ragazzi. Non hanno curve, non hanno fianchi, chiappe piccole,
lì non c'è corpo. La moda ha ridotto la loro
femminilità fisica in qualcosa di più simile
alle nuvole e all'aria che a un corpo stesso. Le donne che
io nutro sono libere dall'artificiale corsa alla vanità"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
L'utente Supalova mi ha fatto notare che: "...al minuto 18 il protagonista deve rilevare l'indirizzo ip di utente che partecipa ad una chat, usando un programma che tra l'altro non dovrebbe esiste, rileva l'indirizzo 192.168.0.100; tale indirizzo fa parte degli indirizzi privati e quindi è impossibile che un ip tracer rilevi tale indirizzo.