La Frase dal Film:
"E' in gioco il futuro della nostra lotta. Ci troviamo qui per affermare il diritto di essere ancora degli uomini liberi" "Le solite belle parole. E' da quando me ne andavo in giro a mendicare un tozzo di pane nero che le sento. Io credo solo nei soldi, me li sogno tutte le notti! Una pioggia di soldi che mi annega" "La tua collaborazione verrà pagata profumatamente" "Questa sì che è musica!"
Girato back-to-back con Orinoco prigione del sesso (1979) che condivide cast, crew e location, Femmine Infernali è un canonico women in prison che vede un gruppo di detenute vessate da un manipolo di aguzzini, capitanati dal superbo Pigozzi, il Peter Lorre di casa nostra (Gli orrori del castello di Norimberga, 1972; Tutti i colori del buio, 1972; La morte negli occhi del gatto, 1973; Terror! Il castello delle donne maledette, 1974; La sanguisuga conduce la danza, 1975; Casa privata per le SS, 1977). La cosa si fa un po' più interessante per il fatto che tutto si svolge in una foresta pluviale: un'ambientazione selvaggia che ben si addice con il tono della pellicola. In testa alle detenute, la trans Ajita Wilson, attrice di tanto erotico-bis, anche se non è mai stato chiaro perché, con tante belle donne disponibili, si facesse ricorso ad un transessuale operato come elemento portante della bellezza femminile in questo ed altri film. In tutti i casi è chiaro che la mulatta Wilson ha il suo perché in un'ambientazione selvaggia, e veicola una discreta atmosfera esotica e anchesì erotica. Naturalmente la compianta (?) Ajita non è la sola che nella pellicola si mostri generosa alla mdp, anzi sono ben altre le attrici e le comparse disposte a impegnarsi in sequenze hot. Qua e là, benché Mulargia non sia un maestro nel gestire le scene di sesso, il film presenta qualche buono spunto erotico. d'altra parte, fra i film di genere WIP, Femmine Infernali non è il più sadico e il fatto che gli aguzzini siano maschi e non femmine, come spesso accade in questo tipo di pellicole, si declina nel fatto che le scene di violenza siano sovente legate allo stupro e non ad un cervellotico sadismo fine a se stesso (si pensi alle organizzatissime torture di Ilsa la belva delle SS, 1974, e seguiti). Non mancano scene saffiche e tutta la serie di clichées tipici delle produzioni erotiche che vedono un gruppo di donne tenute prigioniere. A contraltare tanta lascivia e brutalità, ci pensa Anthony Steffen, volto storico dello spaghetti western e di pochi altri horror (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, 1971; Sette scialli di seta gialla, 1972; Killer Fish, 1979) che veste i panni del dottore del campo di prigionia: prima beve pesantemente per dimenticare le brutalità alle quali è obbligato ad assistere senza poterci mettere becco, poi organizza una tragica fuga. Nel suo genere Femmine Infernali non è malaccio, gli attori sono di mestiere e la regia è misurata, alcune scene di sesso tendono a spingere troppo verso l'hard (ma sarà un difetto?!) mentre il sadismo atteso non è poi così truce da infastidire. Per quello che ha da offrire però dura un po' tantino. Ottimo il pezzo musicale di Marcello Giombini al pianoforte che si sente in conclusione. Per amatori.
Noto all'estero come: El infierno de las mujeres (Spagna), Les evadées du camp d'amour (Francia), Die Liebeshexen vom Rio Cannibale o Das Foltercamp der Liebeshexen (Germania), Escape from Hell (USA), Hell Prison (UK), Pako helvetistä (Finlandia), Die Hetethel Van Rio Cannibale (Olanda), Flykten frn Helvetet (Svezia).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il visto censura del film (n° 74517) è del 21 dicembre 1979, quindi il film è stato girato in quell'anno anche se la sua prima al cinema fu del 27 marzo 1980. Io ho preferito attribuire la data '79 proprio perché quello è l'anno di produzione.
Ajita Wilson fu un noto transessuale del tempo. Nato nel 1950 a Brooklyn (NY) con il nome di George Wilson, iniziò a lavorare come travestito in un locale di New York City. A metà degli anni '70 si fece cambiare sesso e da lì in poi apparve in produzioni porno così come in produzioni meno erotiche ma sempre in ruoli che la vedevano mostrarsi generosa davanti alla mdp ((Le Notti porno nel Mondo n°2, 1978; Orinoco: Prigioniere del sesso, 1979; Perverse Oltre le Sbarre, 1983; Detenute Violente, 1985). Il 26 maggio 1987 la Wilson morì in seguito ad un'emorragia cerebrale causata da un incidente stradale avvenuto a Roma.