La Frase dal Film:
"I'd say I'm a pretty darn good father. My father tried to eat me, I don't remember trying to eat Timmy"*
Stanchi dei soliti morti viventi che grufolano nelle viscere di qualche centauro entrato di straforo al Monroeville Mall? Tediati dalle torme inferocite che sgambano veloci per le vie deserte di Londra? Allora Fido è il migliore amico che possiate avere. La zombie comedy, o zom-com, non è un sottogenere inventato dal regista Currie ma è una deviazione comica nella macabra e sanguinosa corrente ortodossa dello zombie-movie. Già da tempo si era intuito che un argomento tanto fantasy quanto splatter potesse essere ribaltato nei toni: Il Ritorno dei Morti Viventi (1984) e L'Alba dei Morti Dementi (2004) sono solo due esempi passati di pellicole che hanno unito morti viventi e risate. Fido dunque non crea un genere ma dà vita a molti particolari e ad altrettante riflessioni. Il film si svolge in un futuro retrò in cui le radiazioni spaziali hanno ri-dato vita ai morti; la presenza di questi ha obbligato la gente a rifugiarsi in cittatdine sicure che hanno tutto l'aspetto dei perfetti quartieri USA anni '50 in pieno periodo Eisenhower e sperimentazione nuleare. Al di fuori di queste isole di felicità plastificata, si trovano le "Wild Zones", territori incontrollati zeppi di zombies. Questa la base irreale e contemporaneamente famigliare in cui prende vita la storia, gli stessi ambienti, per capirci, di Pleasantville (1998) e, per rimanere nel campo horror, de Il Pranzo Misterioso (1989). Attraverso l'archetipo anni '50 di conformismo, conservatorismo e famiglia per bene (ma profondamente disfunzionale), Fido prende la forma di una pellicola che ha qualcosa da dire sulla società, sull'infanzia e l'amicizia (altro archetipo cinematografico: l'amico spesso è un animale o un diverso), sull'amore romantico fra donne emotivamente sole e maschi zombie più "vivi" dei mariti vivi. Fido, insomma, è una zom-com (notare che la multinazionale del film si chiama Zomcon!) che fa "un'elegante" satira sia nei confronti del passato che del presente. Si prendono per i fondelli i filmati educativi proiettati nelle scuole americane, il periodo della guerra fredda e la famiglia per bene, ma anche la società attuale che vive di paure (post 11 settembre?). Il padre di Timmy è uno: teme di morire, cosa che comporterebbe l'immediata trasformazione in zombie (quindi desidera che, dopo morto, la sua testa venga separata dal corpo), inoltre teme l'intimità affettiva con la moglie e il figlio. Mr. Bottoms è l'altro: istilla paura insegnando rigidi metodi per non averne. La minaccia è fuori di casa ma anche all'interno se chi abita con noi è troppo anziano, in quanto la persona vecchia ormai appartiene più alla morte che alla vita ("The elderly seem friendly enough, but can we trust them?" Gli anziani sembrano abbastanza amichevoli, ma possiamo fidarci di loro?). Mentre tutti sono impegnati a rimanere vivi non si accorgono che probabilemnte sono già morti dentro. Lo zombie Fido, all'inizio "cane da compagnia" e poi padre putativo, si rivela invece la creatura emotivamente più viva di tutto il quartiere. In una sinergia affettiva, Fido sarà la scintilla che innescherà la rinascita di Timmy, che troverà finalmente un amico-padre con cui giocare a baseball, e della bella e formale Helen che inizierà a porsi domande sulla sua dimensione di donna, moglie e madre. Fido è pieno di trovate divertenti ed originali ed anche se non riesce a spingere la storia verso orizzonti davvero nuovi (soprattutto in visione dell'idea di partenza), nondimeno offre coloratissimi quadretti di vita bizzarra. Il gioco di affiancare il bello e divertente all'horror e allo splatter a volte pare fine a sè stesso, così come avveniva, con più "bad taste", ne L'Alba dei Morti Dementi, ma il risultato è ampiamente sopra la media. Gli attori sono tutti in forma, soprattutto Connolly che, nella parte di Fido, deve recitare solo con sguardi e versi gutturali. Carrie-Anne Moss è ancor più bella che in Matrix (1999) ma qui si tratta di gusti personali; sta di fatto che l'attrice, per quanto in palla, non sembra avere l'istinto giusto per fare la mamma camp anni '50. Bravo il giovane K'Sun Ray. Curatissima la scenografia, coloratissima la fotografia e adattissimo lo score musicale. Fido è una commedia horror originale che non inventa (quasi) nulla ma che mischia generi e suggestioni al punto da sembrare qualcosa di assolutamente nuovo. Si tratta in tutti i casi di una boccata di aria fresca, una gioiellino zom-com piacevole per l'appassionato ma anche per il pubblico meno avvezzo all'horror a patto di sopportare qualche leggero momento splatter. Consigliato.
* Trad: "Direi che sono un padre abbastanza buono. Mio padre provò a mangiarmi, non ricordo di aver provato a mangiare Timmy!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra il 9 giugno 2005 e il 29 luglio dello stesso anno, è costato circa 8 milioni di dollari.
Le locations sono Kelowna e il Polson Park di Vernon, entrambi nella Columbia Britannica (Canada).
Il film mostra filmati tratti dal film Night of the Living (1997) corto diretto dal regista Currie.
La vera madre di Carrie-Anne Moss, Barbara Moss, compare pochi secondi nel film nei panni della madre di Helen, il personaggio interpretato da Carrie-Anne.
Il letto e le tende nella stanza di Timmy sono in un coordinato favoloso: la fantasia vede dei soldati e degli zombi inscritti in rettangoli. Evidentemente le lenzuola e le tende commemorano le "Zombie Wars" delle quali si parla nel film.
Nei credits finali compaiono simpatiche note:
- Ogni somiglianza a persone vive, morte o non-morte è puramente casuale.
- Nessuno zombi è stato ferito nella produzione di questo film.
- I trasgressori (delle leggi sul copyright) saranno perseguiti a termini di legge dalla RCMP (Royal Canadian Mounted Police), l'FBI, l'Interpol, la ZomCon e altre agenzie di sicurezza, e verrà mandato nella wild zone.
Il film scritto da Currie, Robert Chomiak e Dennis Heaton (a cui si deve il soggetto), è passato attraverso 13 anni di bozze e correzioni.