TRAMA

Due poliziotti trovano Von Helsing - sì, von e non van - ancora al capezzale di Dracula pochi secondi dopo averlo trafitto col mitico paletto di frassino. Von Helsing (Edward Van Sloan) viene arrestato e creduto matto. Lui chiede che un collega, Jeffrey Garth (Otto Kruger) venga ingaggiato per testare la sua sanità mentale. Nello stesso tempo la Contessa Marya Zaleska (Gloria Holden), che è la figlia di Dracula, ruba il corpo del padre che era tenuto in locali guardati dalla polizia. Marya brucia il corpo sperando di potersi liberare dal vampirismo. Incontrando Garth, la Zaleska rimane affascinata dall'idea che il vampirismo possa essere battuto solamente con la forza di volontà. Nella sua lotta contro il vampirismo, Marya proverà a mettere in pratica i consigli di Garth.


LA FIGLIA DI DRACULA
titolo or.: Dracula's Daughter - USA - 1936 - 71' - b/n

di Lambert Hillyer

GENERE
HORROR
IN BREVE
Dopo 5 anni di attesa la Universal poteva fare di meglio, tuttavia il personaggio della Zalesca ben scritto ed intrigante.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Vi prendete delle libertà cui una comune segretaria non penserebbe mai" "Le comuni segretarie non hanno l'intelligenza di pensarci!"

L'idea di produrre un sequel per una pellicola che aveva dimostrato di funzionare al box-office, un tempo non era cosa ovvia. Il Dracula del 1931, che fu un enorme successo, non stimolò subito al seguito e quando, cinque anni dopo la produzione del primo film, si giunse all'idea di un sequel, ci vollero altri sette anni prima di arrivare a realizzare un terzo film direttamente connesso al secondo (Il Figlio di Dracula, 1943). La Universal fu restia a resuscitare Dracula in persona e preferì cavarsela dando vita a seguiti nei quali agivano i suoi figli; il motivo principale fu la riluttanza di Bela Lugosi a indossare di nuovo i panni del vampiro, riluttanza vinta solo negli anni '40 quando Lugosi, sbancato, si trovò costretto ad essere meno snob relativamente agli ingaggi offertigli. Il progetto originario prevedeva di usare una scenggiatura scritta da James Whale, regista di quel Frankesntein (1931) molto più vezzeggiato a livello di seguiti, ma quando lo scritto di Whale arrivò all'attenzione dei produttori lo si ritenne decisamente "oltraggioso" e così il lavoro fu affidato ad un manipolo di scrittori. Alla regia Lambert Hillyer, tanto prolifico quanto mediocre (su più di 150 film almeno 60 erano western di serie B). Il pezzo letterario d'ispirazione è "Dracula's Guest" di Bram Stoker, un pezzo di letteratura che avrebbe dovuto far parte del romanzo "Dracula" (1897) come un semplice capitolo ma che poi fu espunto e pubblicato nel 1914, due anni dopo la morte dello scrittore. Il film è anche vagamente basato sul breve racconto "Carmilla" (1872) di Sheridan Le Fanu. Nonostante l'assenza del magnetico Lugosi, questo primo sequel riesce a reggersi con dignità sulle proprie gambe. E' soprattutto interessante il passaggio concettuale fra il vampiro incarnazione del Male, e il vampiro "suo malgrado" che combatte contro la sua stessa natura. E' altresì interessante sottolineare il fatto che il vampiro è da sempre l'incarnazione dell'istinto, della seduzione e del lato oscuro della sessualità e della passione che porta alla morte: è quindi comprensibile, tenendo in mente questo, che mentre era accettabile un vampiro maschio fiero del proprio essere, almeno ai tempi una vampira penitente era molto più in linea con un modello culturale che vedeva (cioé voleva vedere) la donna come creatura distante e refrattaria all'istinto, alla passione sessuale. Marya Zalesca, creatura della notte e della seduzione speculare alla bibblica Lilith, rifugge se stessa e si perde nella speranza che l'autocontrollo e la forza di volontà possa tenerla distante dall'inconscio, così come un monaco s'illude di tenersi distante dalla sessualità con continenza e astinenza. Il regista Hillyer, non un genio della mdp, intuisce tuttavia, ed esalta, il potere sinistro e affascinante della figura della Zalesca che incappucciata pronuncia parole arcane vicino alla pira funeraria di suo padre immersa in un panorama che più gotico non si potrebbe. La Zalesca, così ambigua nel suo essere, nonostante lotti contro la sua natura per tutto il film (sfruttando però i suoi poteri), ottiene in pratica l'opposto: il suo incontro con la modella Lili ha degli innegabili toni saffici davvero audaci per i tempi. La bravura del regista, al di là della costruzione di atmosfere gotiche, pare proprio quello di essere riuscito a tirare fuori il massimo dall'attrice Gloria Holden che, di fatto, non era un'attrice eccelsa. Peccato per alcuni siparietti a metà del film (pellicola comunque decisamente breve) che tentano di inserire nel racconto elementi comici quando in effetti non solo non se ne sentiva alcun bisogno ma essi rischiano di compromettere l'impianto orrorifico di tutta la storia. Nonostante le intuizioni di Hillyer, molte cose del film vengono trattate in modo troppo sbrigativo: una su tutte il finale, che abbraccia sì gli archetipi del genere ma si chiude in maniera affrettata. In altre mani probabilmente la pellicola, complessa per le valenze insite nel vampirismo femminile, avrebbe potuto rendere di più. Anche così comunque horror d'annata assai gradevole.

Il film viene più o meno rifatto nel 1994 da Michael Almerayda col titolo Nadja.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

All'inizio del film, che dà un seguito diretto al Dracula del 1931, un poliziotto specifica la location: la prigione di Whitby. Inoltre, nel film del 1931, Carfax Abbey è inizialmente indicato come Whitby e successivamente si dice che è "vicino a Londra". Tuttavia Whitby dista più di 320 Km da Londra.

La Contessa Marya Zaleska, cioé la figlia di Dracula del titolo, nel film batte gli occhi solo una volta, dutante il party di Lady Hammond.

Fu l'ultimo horror prodotto sotto la supervisione di Carl Laemmle, questo perché quattro giorni dopo l'inizio della produzione del film, la Standard Capital Corp., il maggior creditore della Universal, ne prese possesso e defenestrò la famiglia Laemmle e il vecchio Carl che aveva fondato la casa di produzione.

Bela Lugosi ai tempi guadagnò 4000 $ per essersi prestato ad un servizio fotografico legato alla pubblicizzazione del film, benché in effetti non abbia partecipato al film.

Il 9° giorno di riprese il regista Hillyer si ferì in quanto gli cadde in testa una luce di scena. Si disse, a fini pubblicitari, che l'evento era successo di venerdì 13 ma fra il 4 febbraio e il 10 marzo 1936, forchetta di tempo in cui il film fu girato, nessun giorno 13 cadeva di venerdì.

Costato 278.000 $, il film fu una delle produzioni Universal più costose.

All'inizio fu ingaggiato alla regia A. Edward Sutherland per la cifra di 17.500 $. Siccome il progetto subiva continui ritardi, Sutherland si scocciò e mollò la produzione. Lambert Hillyer, regista di B-movies, fu ingaggiato con soli 5.000 $.

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