LA FRASE dal film:
"Tu muori dopo di me, vero?" "Sì,
credo"
Non potendo fare meglio (ma siamo sicuri
che non si sarebbe potuto?) si fa di più, ovvero
si alzano i tassi di sangue, e forse non è una scelta
così idiota. La Morte viene a riprendersi coloro
che sarebbero dovuti morire nei modi più complessi
possibili e così, come si alza il tasso di splatter
nel momento delle morti dei protagonisti, così si
alza anche l'intrattenimento. C'è chi rimane decapitato
da un ascensore (ma meno prosaicamente rispetto all'omicida
di Profondo Rosso, 1975),
chi tagliato a pezzi, chi perforato da una scala di sicurezza,
insomma c'è di che non annoiarsi. Sempre che siate
accaniti del gore, altrimenti rimane un po' poco. La novità
finisce col primo episodio del 2000, la struttura e lo stile
narrativo rimangono invariati, un tocco in più di
sesso e qualche battuta da college-film (questa volta c'è
un ragazzo svarionato che dovrebbe far ridere). Quello che
resta allo spettatore è di vedere di che fine muoiono
i protagonisti del film e con una certa curiosità
sadica si sta ad attendere che succeda l'inevitabile; in
genere si viene colti impreparati (ad esempio nel caso della
morte della ragazza spocchiosa) il che depone a favore della
pellicola. Ma anche solo assistere alle arzigogolate maniere
in cui la Morte si manifesta per mietere vittime è
davvero uno spasso, notevole e comica la scena dal dentista.
Eppure, mentre il primo Final
Destination (2000) nato sulla scia della corrente new-slasher
nata con Scream (1996) riesce a
stupire (e per me a superare Scream stesso) creando
un serial killer invisibile, un Jason ancor più implacabile
ed ineluttabile, qui rimane solo il gioco fine a sé
stesso; esattamente quello che avviene di solito in tutti
i sequels di tutti gli slasher movies. Peccato. Comunque
chi ha visto il primo episodio non si perda questa seconda
puntata che saprà, se non spaventare o stupire, almeno
intrattenere o divertire. Da non guardare prima di un viaggio
in autostrada.
Seguono Final
Destination 3 (2006) e The Final Destination (2009) e Final Destination 5 (2011).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il manicomio dove sta Clear è lo
stesso usato nella sequenza iniziale di Halloween
- La Resurrezione (2002).
In questo film il coordinatore degli stunts
si chiamava Freddie Hice. Nel film un camion (con un tipo
che beve birra) sorpassa il SUV di Kimberly, il nome del
cammion è HICE Pale Hale.
Nel film ci sono riferimenti al volo
180 di Final Destination
(2000). Per esempio quando Kimberly sta fuori dal SUV
e viene salvata dal poliziotto, poco prima vede un segnale
conscritto "lavori in corso per i prossimi 180
piedi".
Quando Kim entra nel manicomio si sente
una voce proveniente da una cella che dice "toglietemeli
di dosso" (o roba del genere, in inglese è
"Get them off me"). Questo è un riferimento
ad un pazzo che si vede nel film Hellbound
- Hellraiser II (1988) che si tagliava con un rasoio
nel tentativo di scacciare dei bacarozzi che a lui sembrava
gli invadessero la pelle.
Anche in questo secondo episodio si citano
nomi di registi: Kimberly Corman vi dice qualcosa?
(la soluzione è: Sì, Roger Corman).
Gli scrittori Eric Bress e J. Mackye
Gruber scrissero Final Destination 2 dopo che
la Benderspink entertainment lesse The Butterfly
Effect (2004). Gli scrittori accettarono
di scrivere FD2 se gli avessero fatto dirigere quest'ultimo
film.