TRAMA

Quattro amici vanno ad assistere alla McKinnon Speedway, una gara automobilistica, quando Nick O’Bannon (Bobby Campo) ha la premonizione di un gravissimo incidente che esita in un’ecatombe ai danni dei guidatori e degli spettatori. Spaventato, Nick convince i suoi amici a lasciare l’autodromo poco prima che il disastro abbia inizio. Poco giorni dopo, coloro che sarebbero dovuti morire all’autodromo iniziano a morire secondo la successione mostrata dalla visione di Nick. I ragazzi se non altro possono prevedere i piani della Nera Signora.

 


THE FINAL DESTINATION
titolo or.:The Final Destination - USA - 2009 - 82' - Colore

di David R. Ellis

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Routine. Splatter, 3D e niente di nuovo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Se avere noi tre qui, in questo istante, fosse il piano fin dall'inizio?

Quarto film del fortunato franchise della destinazione finale decisa dalla Morte per il solito gruppo di ragazzi americani che prima se la ride e poi la paga cara. E in modi che dovrebbero divertire il pubblico. All’inizio era proprio così, perché godersi le svariate dipartite architettate dalla Morte nel modo più strano ed originale si profilava come uno spasso di giovanile originalità. Adesso, dopo l’ennesimo deja vu, ci si diverte di meno. Prima di tutto perché in quattro film nessuno si è degnato di offrire la benché minima spiegazione del perché la Morte faccia quello e quell’altro; e poi sarà davvero la Morte o c’è lo zampino di qualche diavolaccio? Chissà. The Final Destination sembra funzionare solo come luna park di morti bizzarre e violente inserite all’interno di un film teen-oriented. La grande differenza in questo quarto capitolo è sostanzialmente l’articolo determinativo aggiunto al titolo, cosa che getta il pubblico in un baratro di sconforto, lasciato solo ad interrogarsi sul motivo per cui The Final Destination non è stato intitolato Final Destination 4 e morta lì, con buona pace dell’elenco titoli. Certo, poi la vera grande novità è il Real 3D con il quale si può sparare fuori dallo schermo verso il pubblico qualsiasi oggetto nella scena, le sequenze di morte certamente ci guadagnano in spettacolarità, il film in sé però non fa nemmeno un passo avanti. Il gioco quindi si riduce nel beccarsi in faccia (virtualmente s’intende) gli schizzi di sangue dei giovani chiusi nella camera della morte della mattanza. Completa l’impatto l’ab-uso dell’effettistica computerizzata, in determinate scene ben integrata, in altre un po’ posticcia. Nessuno sforzo di creare qualcosa di nuovo per questo quarto capitolo che si limita a due spunti di mediocre originalità: il film 3d nel film 3d e il fatto che ci siano due precognizioni di disastro. E basta. La speranza che The Final Destination possa chiudere la saga prima che si arrivi a toccare il fondo rimane una vana speranza, dato che è già stato annunciato il quinto capitolo che uscirà nelle sale USA nell’anno del Signore MMXI. Robetta, per quanto decisamente splatter, nemmeno sufficiente per una serata disimpegnata.

Preceduto da Final Destination (2000), Final Destination 2 (2003), Final Destination 3 (2006) e seguito da Final Destination 5 (2011).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 43 milioni di dollari ed è stato girato a Harahan, New Orleans (Louisiana), Mobile (Alabama), Orlando (Florida).

I credits iniziali sono un “greatest hits” delle uccisioni dei film precendenti, presentati digitalmente come Raggi X e ovviamente in 3D.

La scena del lavaggio macchina inizia con la rottura dell’antenna radio esterna della Scion xB. Peccato che quel tipo di auto non ha un’antenna esterna.

Il sistema antincendio ad acqua non avrebbe potuto mai spegnare l’incendio chimico al cinema, anzi avrebbe potuto peggiorare la situazione. Per un incendio chimico ci vogliono le schiume… chimiche.

E’ impossibile che una pistola sparachiodi… spari… chiodi come si vede nel film. Una sparachiodi deve avere la parte frontale premuta contro il legno, oltre a dover premere il grilletto, e alcune devono essere tenute con una certa angolatura affinché avvenga l’espulsione del chiodo. Inoltre, quando la sparachiodi colpisce il contenitore del liquido infiammabile, si legge chiaramente sul contenitore che esso contiene una sostanza pericolosa di classe 4. Le sostanze di classe quattro sono però solidi infiammabili e non liquidi.

Il body count è di 11, il numero più alto fra i film del franchise.

La corsa delle macchine è la “McKinley Speedway” ovvero il nome della città, del liceo e del personaggio Ian McKinley (Kris Lemche) in Final Destination 3 (2006).

Quando Nick sta guidando, un segnale con scritto Clear Rivers Water gli fa venire una premonizione. Clear River era un personaggio principale sia in Final Destination che in Final Destination 2.

Anche in questo film si vede bere della birra Hice Pale Ale, come in Final Desination 2 e 3. Il nome Hice viene da quello del coordinatore degli stunt Freddie Hice che fece il suo lavoro in Final Destination 2.

Il film che le protagoniste vanno a vedere al cinema è Long Kiss – Arrivederci a mai più (1996) di Renny Harlin. La canzone usata ripetutamente nel film è “The Strangers are Tuning” di Trevor Jones, dal film Dark City (1998) di Alex Proyas. I due film sono della New Line.

Nel primo film del franchise il volo che cadeva era il 180. Per questa corsa di macchine i protagonisti sono seduti nel settore 180 e un bus nella scena finale ha il numero 180. Questo numero torna in tutti I film della serie.

In Final Destination 2 (2003), in Cellular (2004) e anche in questo film torna l’azienda fittizia Bill Wall Leather, presente nella maggior parte dei film di David R. Ellis. La corsa di macchine è sponsorizzata dalla B.W.Leather.

E’ il primo film della serie per il quale le musiche non sono state composte da Shirley Walker, deceduta nel 2006.

L’Anyx City Bus dell’ultima scena è noto come Lynx ed un mezzo di trasporto pubblico usato nella città di Orlando e nella maggior parte della Florida Centrale. L’ultima scena fu girata nella sezione “New York” degli Universal Studios di Orlando.

E’ il primo film della serie a non essere stato girato in Canada.

La macchina che si distrugge ribaltandosi nella corsa ha il numero 666.

Numeri sfortunati. Quando Nick ha la sua prima vision l’orologio segna le 2:15; se si sottrae 2 a 15 si ha 13, numero infausto. La sala cinematografica nella quale vanno Laurie e Janet è la 13.

Il cinema che si vede nel film è il multisala Tagert. Tagert è il nome della sorella del regista.

Il nome Brevig, citato da Lori e Janet, è un riferimento a Eric Brevig, regista di Viaggio al Centro della Terra 3D (2007) della New Line.

E’ il primo film della serie in cui non compare Tony Todd.

L’effetto sonoro della macchina nella corsa che scivola sull’olio è stato ottenuto campionando il verso di un delfino.

I personaggi principali del film hanno dei cognomi che si rifanno a famosi registi horror: Dan O'Bannon, Sean Cunningham, Andy Milligan e Jim Wynorski.

E’ il primo film della serie a non avere sul poster (originale) il nome del cast.

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