La Frase dal Film:
"Uguali agli occhi della morte? Tutti? Ma come
fa a dirlo? Provate a pensarci: Charlie Manson è
arrivato a 70 anni. Osama? E' vivo e vegeto. Pedofili, vice
presidenti, in ottima salute con tutte le atrocità
che hanno commesso non hanno stirato le zampe. E queste
due ragazze che non hanno mai fatto a nessuno del male non
sono arrivate a compiere 18 anni? Dove cavolo sta l'uguaglianza"
Grazie al cielo nelle mie recensioni inserisco
anche delle curiosità di produzione che vanno ad
aumentare la dimensione della pagina, perché se così
non fosse questa recensione risulterebbe davvero striminzita.
Final Destination 3 non si discosta minimamente
da ciò si è già visto nei due capitoli
precedenti e risulta quindi difficile recensire la pellicola
senza ripetersi. La formula è la solita dello slasher
dai tempi di Venerdì 13
(1980): un gruppo di ragazzi più o meno antipatici
vengono decimati, la più palesemente sfigata ed emarginata
è la protagonista. Come noto, nella serie di Final
Destination non c'è un killer in carne ed ossa,
ma è la Morte stessa a perseguitare i personaggi,
anche se in questo ultimo film pare che sia più il
Demonio ad agire che la Grande Mietitrice. Le uniche due
novità: un uso maggiore dello humor, anche se il
risultato è più becero che divertente, e l'uso
delle fotografie come indizi sulle prossime vittime al posto
degli indizi ambientali che venivano osservati dai protagonisti
delle precednti pellicole. In complesso il film è
tecnicamente ben curato e le morti (molto splatter e violente)
sono realizzate bene sia a livello di effetti che a livello
d'ideazione. L'incidente sulle montagne russe, comunque,
per quanto ben filmato è, a ben vedere, il peggiore
fra i tre proposti nelle pellicole, quello che, insomma,
genera meno pathos (ricordo che nella prima si tratta di
un incidente aereo e nella seconda di un incidente stradale).
Nel complesso: un po' d'azione, molto sangue, qualche momento
comico, due paia di tette, et voilà, l'adolescente
americano svolta l'ennesimo pomeriggio con gli amici a far
casino al cinema. Pollice verso per gli attori e (caso raro)
per le voci dei doppiatori italiani che sembrano troppo
infantili. Di cattivissimo gusto tirare a mano l'attentato
alle Torri Gemelle per supportare la tesi alla base del
film. La raccomandazione finale è semplicissima:
se siete degli afecionados di Final Destination
e se amate lo splatterstick e gli effetti speciali, allora
ve la spasserete (ma dei tre è comunque il peggiore).
Se per voi la Morte ha solo la faccia di Bengt Ekerot ne
Il Settimo Sigillo (1957) allora correte, correte
il più lontano possibile!
Preceduto da Final
Destination (2000) e Final
Destination 2 (2003), seguito da The Final Destination (2009) e Final Destination 5 (2011).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra il 21 marzo e il 29
giugno 2005, costò circa 34.000.000 di dollari. Il
Luna Park che si vede nel film è il Playland Amusement
Park, Pacific National Exhibition Grounds, a Vancouver (Canada).
Il disco 2 del DVD contiene il film strutturato
in modo che lo spettatore possa compiere delle scelte che
modificano lo svolgersi dei fatti. Si può modificare
il comportamento dei personaggi e questo porta a conseguenze
positive o negative per gli stessi. Ovviamente si ha la
possibilità di vedere molte scene inedite che non
compaiono nella versione cinematografica.
Tony Todd, che nei primi due film ha il
ruolo del becchino, qui ci mette la voce sia come diavolo
all'entrata delle montagne russe, sia in metropolitana per
avvertire che si sta raggiungendo il capolinea, sia nella
risata finale che si sente alla fine dei credits.
La fine del film fu rifatta perché
la prima realizzata ottenne troppe critiche al test sceening.
La stessa cosa accadde per i primi due film.
Come avveniva per i primi due film, anche
in questo, il nome dei personaggi richiama quello di famosi
registi horror. Wendy e Julie Christensen fanno riferimento
a Benjamin Christensen (Häxan,
1922). Erin Ulmer fa riferimento a Edgar G. Ulmer (The
Black Cat, 1934). Lewis Romero richiama George A. Romero
(La notte dei
morti viventi, 1968) ma anche Herschell Gordon Lewis
(Blood Feast, 1963). Jason Robert Wise richiama
Robert Wise (Gli Invasati, 1963).
Carrie Dreyer fa riferimento a Carl Theodor Dreyer (Vampyr,
1932). Ashley Freund richiama Karl Freund (La
Mummia, 1932) mentre Ashlyn Halperin è un omaggio
a Victor Halperin (L'isola degli zombies, 1932).
La canzone che si sente alla radio nella
palestra prima che Lewis muoia è Killing Time
di (Hed) P.E.
Quando la protagonista mostra l'ultima
foto di Lincoln, dice che il difetto nella foto indica casualmente
la parte della testa in cui fu colpito dal proiettile (cioé
sulla fronte). In verità Booth sparò a Lincoln
da dietro, sotto l'orecchio sinistro usando una piccola
Derringer. Non ci fu foro d'uscita.
Quando il camion senza autista va a sbattere
contro il suv di Kevin e questo contro la macchina di Frankie,
per una nota legge fisica, la macchina di Frankie avrebbe
dovuto spostarsi in avanti mentre invece rimane ferma.
Questo film rappresenta uno dei rarissimi
casi in cui il regista collaborò con i realizzatori
del DVD. Il film fu proprio girato avendo in mente che nel
DVD ci sarebbe stata la possibilità di scegliere
le scene, per questo furono girate scene alternative.
La prima del film si ebbe il 10 febbraio
2006, dieci giorni dopo la fine delle ultime riprese.
La scena del lettino solare si basa su
tre leggende urbane: la prima vuole che una ragazza che
sta per sposarsi e che vuole avere l'aspetto migliore finisce
per rovinarsi abusando della lampada. Le altre due leggende
hanno a che fare con la canzone che si può sentire
durante la scena (la canzone è "Love Rollercoaster"
degli Ohio Players). La prima leggenda vuole che l'urlo
che si sente fra il primo e il secondo verso sia quello
di una donna uccisa vicino allo studio di registrazione
e che la voce di questa sia finita casualmente nella canzone.
L'altra leggenda vuole che l'urlo sia di una modella che
posava per la copertina dell'album e che si rovesciò
addosso una sostanza acrilica molto densa così che
i membri del gruppo finirono per fare ancora più
danni nel tentativo di ripulirla.
Durante la produzione del film, Alexz Johnson
si ruppe il naso.
Kris Lemche dovette prendere lezioni di
muletto per due settimane prima di imparare ad usarlo.
Helga Ungurait, il supervisore alla sceneggiatura,
disse di Texas Battle (nel film Lewis Romero) che è
"il re della parola 'fuck' aggiunta liberamente
nei dialoghi".
La scena nel centro estetico fu giarata
a porte chiuse. Sul set c'erano solo i cameramen, oltre
alle due attrici, e furono messi dei teli per impedire di
sbirciare.
Il camion che fa retromarcia bloccando
la macchina di Kevin è lo stesso camion del "drink
responsabily" visibile nella scena iniziale di Final
Destination 2 (2003).
I riferimenti alla morte dei presidenti
americani continuano, come era stato per gli altri due film.
Qui abbiamo il nome della scuola (McKinley) e il nome delle
stazioni della metropolitana nella scena finale (Booth,
Oswald). Se si guarda la mappa si può anche leggere
Ruby Drive, 63rd, e Hidell stations. Oswald usò il
nome "Alek J. Hidell" e fu ucciso da Jack Ruby.
La canzone suonata al funerale di Ashley
e Ashlyn è la stessa usata alle esequie per il volo
180 in Final Destination
(2000).
Perché il martello cadesse nella
posizione giusta sullo scaffale del negozio di utensili,
ci vollero 20 ciak.
Le scene nel negozio di utensili furono
girate in un vero negozio. La crew ebbe il permesso di girare
lì solo dopo l'ora di chiusura e avrebbero dovuto
lasciare tutto in ordine come l'avevano trovato. Così,
mentre si girava, alcuni membri della crew erano impegnati
a rimettere apposto gli oggetti messi in disordine, altri
posizionavano i prodotti in modo che non se ne vedesse la
marca, ma soprattutto coprivano il nome del negozio perché
i proprietari non volevano associare il loro nome ad un
film che trattava riguardava la morte di adolescenti.
I ragazzi del cast dovettero farsi il giro
sulle montagne russe ben 26 volte in una stessa notte al
fine di ottenere la scena della premonizione.
La maggior parte dei cellulari visibili
nel film sono Motorola Razr V3s.