La Frase dal Film:
"You thought it was me gnawing on the passengers? Nah, I'm a vegetarian"*
Chi conosce un minimo la cinematografia horror sa che per un buon film di zombies ce ne sono almeno altri cinque che potrebbero essere gettati direttamente nel fuoco. Spesso il genere viene usato da registi in erba per lanciare la loro carriera con tutti i limiti del caso. Ben pochi si salvano dalla fornace, insomma. Questo Plane Dead, successivamente rinominato per la distribuzione DVD Flight of the Living Dead, è uno di quegli zombi-horror salvabili, anche se non è esente da critiche. Al di là dell'assurdità intrinseca rispetto al tema dei morti che tornano in vita per assalire i vivi, questo sottogenere può essere diviso in tre correnti: la prima è seria, dai limitatissimi elementi comici e invece ricca di elementi metaforici; si tratta soprattutto delle pellicole di Romero (La notte dei morti viventi, 1968; Zombi, 1978, etc). Il secondo tipo presenta palesi elementi comici, oltre ai consueti punti cardine del genere; uno su tutti Il Ritono dei morti viventi (1984) di O'Bannon. La terza categoria è quella che sfrutta i clichés dello zombi-horror ed è smaccatamente comica; pensate a L'alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004). Be', Flight of the Living Dead ha in sé alcuni elementi comici (o meglio dire da commedia) ma è abbastanza serio da oscurare questi ultimi, abbastanza da essere preso sul serio. Nonostante il titolo completo (+ Outbreak on a plane) richiami contemporaneamente Snake on a Plane (2006) e Night of the Living Dead (1968), il film di Thomas ha abbatanza personalità propria e suspance da mantenere viva l'attenzione e non fa cadere tutto nel ridicolo o nel mero clone. Se pur vero che il film sostituisce i morti ai serpenti e presenta diversi similarità con la pellicola del 2006, va precisato che Flight of the Living Dead fu scritto prima rispetto a Snake on a Plane; anche la lavorazione del film precedette quella della pellicola con Samuel L. Jackson. L'assurdita e l'involontaria comicità del film risiedono nell'idea base più che nelle diverse battutine frizzanti che si scambiano i protagonisti. In effetti non ho alcuna difficoltà a credere che dovendo trasportare una segretissima arma biologica, chi di dovere scelga un volo di linea e non uno privato: chiaramente la cosa garantisce il massimo grado di disastro caso mai qualcosa dovesse andare storto, tipo un vuoto d'aria che libera la contagiata di turno dalla bara di contenimento. I militari, inoltre, non si ricordano che da quel di Airport (1970) su qualsiasi volo c'è sempre qualcuno che, per quanto inetto, porterà a terra l'aereo. In questo caso, nella buona vecchia tradizione zombie-horror, l'atterraggio porterà la piaga che prima era solo in cielo su tutta la Terra. Tolta la premessa, il film regge, a partire da un inizio un po' lento che serve per inquadrare tutti i protagionisti della storia. La location del boing 747 permette di esaltare il senso di claustrofobia e la limitatezza degli spazi non sembra essere stato un grosso problema per il regista. Gli zombies si muovono rapidamente come da nuovo corso (da 28 Giorni Dopo in avanti) e gli SFX sono buoni nonostante si noti che si tratta di CG low-budget. Fra vecchie ispirazione e scenari originali, Flight of the Living Dead ha sufficienti spunti e tecnica per intrattenere il pubblico di appassionati anche se mi sembrerebbe esagerato consigliarne l'acquisto. Una visione rilassata è più che sufficiente.
* Trad: "Hai pensato che fossi io a mangiucchiare i passeggeri? Nah, io sono vegetariano"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Durante la discussione al Pentagono, si parla del "virus della malaria", ma la malaria è causata dal plasmodio, che è un protozoo e non un virus.
Il pilota della marina segnala che la turbina numero 3 del boing 747 è danneggiata. Come ogni buon pilota sa (quindi mi chiamo fuori) i motori di un aereo sono numerati in senso progressivo da sinistra a destra. Quindi il motore in panne (come si evince dalla penultima foto a sx) è il numero 2.