La Frase dal Film:
"...sembra che il nostro piccolo virus sperimentale
sia cresciuto, diventando una forma di vita plastica autonoma
che va a caccia delle sue prede, un terribile predatore.
E' fantastico."
Negli anni '80 ci fu un rinnovato interesse
per il recupero delle pellicole horror/sci-fi anni '50,
e il low budget interpretato da Steve McQueen non sfuggì
all'attenzione dei produttori della TriStar Pictures. Il
Fluido che uccide potrebbe essere messo in double bill,
per tematiche ed effetti, con La Cosa
(1982), anche se il risultato non è così
incisivo come è stato per il film di Carpenter. Fatto
sta che al progetto si dedicarono Chuck Russell (quello
di Nightmare
3: i guerrieri del sogno, 1987; The Mask, 1994;
La Mossa del Diavolo, 2000; Il Re Scorpione,
2002) e alla sceneggiatura si affiancò Frank Darabont
che dimostrerà, dietro la mdp, molto talento con
Le Ali della libertà (1994) e Il Miglio
Verde (1999). La scelta di Russell per questo remake
fu quello di aggiornarlo alle più moderne paranoie
sulla cospirazione governativa (mentre prima il Blob veniva
semplicemente dallo spazio) e, grazie ad un budget più
elevato, ad arricchirlo di SFX particolarmente sanguinolenti.
L'effettistica probabilmente fagocita tutta la dimensione
sociale così presente nel film del 1958 che voleva
i giovani contro gli adulti ma pronti a colmare il gap generazionale
per coalizzarsi contro la "minaccia rossa": ne
Il Fluido che Uccide abbiamo solo Brian Flagg (Kevin
Dillon, fratello del più noto Matt) che riprende
il ruolo una volta di Steve McQueen interpretando un individuo
vagamente antisociale ma che tuttosommato si rivela essere
un buon diavolo. Se non così, "lo scontro"
fra giovani e adulti si concretizza tutto nella precocità
sessuale dei ragazzi. Un po' poco. Al fianco del ribelle
Dillon la (per me) bella (ma accetto critiche) Shawnee Smith
che io, non so come, per anni confusi con Neve Campbell.
La ragazza non risulta particolarmente brillante nella recitazione
ma il suo volto da sana americanona già la prima
volta che vidi il film, anni or sono, mi esaltò non
poco. Poi però becco le sue foto prima e dopo la
sessione di make-up* e mi convinco che c'è sempre
da grattare sotto la superficie. Comunque risulta chiaro
che non sarò io a grattare né la Smith né
la Campbell. Per la cronaca Shawnee Smith è tornata
in auge grazie alla sua parte di ex tossica in Saw
- L'enigmista (2004) e seguiti. Fra protagonisti e comprimari
poco più che macchiettistici ci sarà dato
da gustarci l'aggiornamento del Blob che passa da un pallone
ridicolo color marmellata di cigliege del '58 a questo ammasso
di vesciche pulsanti di silicone; meglio ancora gli SFX
che "colpiranno" gli esseri umani, mezzi fusi
dall'acidissmo virus militare. Per nulla male la fine che
deve subire il fidanzato di Meg, la quale, nel tentativo
di aiutarlo si troverà in mano gli avambracci dell'innamorato.
Anche la scena dell'attacco del Blob al cinema risulta molto
più cattiva e cruenta rispetto a quanto ci si aspetterebbe:
soprattutto riuscito l'uso delle stroboscopiche che aumentano
la tensione e, furbescamente, coprono gli eventuali difetti
effettistici. In conclusione si può dire che su un
piano puramente critico il film di Chuck Russell è
uno dei tanti horror faciloni degli anni '80 che non aggiunge
molto a ciò che aveva da dire il suo predecessore
(e forse dice anche meno), mentre sul piano da appassionato
di horror si può affermare tranquillamente che Il
Fluido che uccide, pur non essendo un capolavoro, riesce
a divertire e intrattenere, ricco com'è di effetti
gore, soprattutto aggiungendo un finale un po' più
sinistro rispetto a quello del '58. Insomma, è il
Blob di sempre con molto sangue in più...e poi c'è
la Campbell, no?! :-)
Remake di Fluido
Mortale (The Blob, 1958) che a sua volta fu
seguito dal miserrimo Beware!
The Blob (1971).
*- La prima foto è
stata scattata da Jean-Paul Aussenard © l'11 novembre
2004. La seconda foto è stata scattata da Randall
Michelson © il 22 gennaio 2004 [WireImage.com].
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 9 milioni
di dollari ed è stato girato ad Abbeville (Louisiana)
e a Vermilion (Louisiana). La scuola che si vede nel film
è la Vermilion Catholic High School - 425 Park Avenue
di Abbeville.
Il Blob congelato è stato creato
colorando di rosa dei cristalli di sale.
Tutti le riprese esterne sono state girate
ad Abbeville che è strutturata quasi allo stesso
modo di Arbeville (Colorado), posto in cui dovrebbe avvenire
l'azione. Si è scelto di girare ad Abbeville poiché
la cittadina in Colorado alla fine del 1987 (nei mesi delle
riprese) era coperta di neve. Solo per caso il nome delle
due cittadine è quasi identico.
Il nome dello sceriffo è stato scelto
pensando al famoso jazzista Herb Geller.
La moto usata da Kevin Dillon è
una T100R Triumph Tiger da 500cc, e per le scene dei salti
una T20 Triumph Tiger Cub da 200cc.
Il regista Chuck Russell fa una comparsata
nei panni del proprietario del cinema.
L'attore Donovan Leitch, che recita nei
panni di Paul Taylor, ha dovuto davvero girare la scena
nell'ospedale sommerso dal Blob. Il regista, che non aveva
avvertito l'attrice Shawnee Smith, voleva ottenere il massimo
dello shock dalla ragazza. Quello che il regista ottenne
lo si può vedere nel film quando Meg urla il nome
di Paul non appena si accorge di cos'è successo.