TRAMA

Della materia organica rosa salta fuori da un meteorite caduto in un paesino degli USA. Un vecchio avvinazzato si trova la mano avvolta dal Blob non appena ci si avvicina. Il giovane Paul Taylor (Donovan Leitch) e la bella Meg Penny (Shawnee Smith) portano l'uomo all'ospedale ma il risultato è che sia il vecchio che Paul vengono fagocitati dal Blob che diventa sempre più grosso. Della sparizione dei due viene accusato insensatamente il ribelle Brian Flagg (Kevin Dillon) mentre il Blob si aggira a mangiarsi mezza cittadina. Nel frattempo giunge anche un contingente di militari e scienziati che tentano di catturare quello che si rivela essere un'arma batteriologica impazzita.


IL FLUIDO CHE UCCIDE
(titolo or.: The Blob - USA - 1988 - 92min - Colore)

di Chuck Russell

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Remake aggiornato all'era della prostetica. Molto sangue in più, molto divertimento in più, meno sottintesi sociali.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "...sembra che il nostro piccolo virus sperimentale sia cresciuto, diventando una forma di vita plastica autonoma che va a caccia delle sue prede, un terribile predatore. E' fantastico."

Negli anni '80 ci fu un rinnovato interesse per il recupero delle pellicole horror/sci-fi anni '50, e il low budget interpretato da Steve McQueen non sfuggì all'attenzione dei produttori della TriStar Pictures. Il Fluido che uccide potrebbe essere messo in double bill, per tematiche ed effetti, con La Cosa (1982), anche se il risultato non è così incisivo come è stato per il film di Carpenter. Fatto sta che al progetto si dedicarono Chuck Russell (quello di Nightmare 3: i guerrieri del sogno, 1987; The Mask, 1994; La Mossa del Diavolo, 2000; Il Re Scorpione, 2002) e alla sceneggiatura si affiancò Frank Darabont che dimostrerà, dietro la mdp, molto talento con Le Ali della libertà (1994) e Il Miglio Verde (1999). La scelta di Russell per questo remake fu quello di aggiornarlo alle più moderne paranoie sulla cospirazione governativa (mentre prima il Blob veniva semplicemente dallo spazio) e, grazie ad un budget più elevato, ad arricchirlo di SFX particolarmente sanguinolenti. L'effettistica probabilmente fagocita tutta la dimensione sociale così presente nel film del 1958 che voleva i giovani contro gli adulti ma pronti a colmare il gap generazionale per coalizzarsi contro la "minaccia rossa": ne Il Fluido che Uccide abbiamo solo Brian Flagg (Kevin Dillon, fratello del più noto Matt) che riprende il ruolo una volta di Steve McQueen interpretando un individuo vagamente antisociale ma che tuttosommato si rivela essere un buon diavolo. Se non così, "lo scontro" fra giovani e adulti si concretizza tutto nella precocità sessuale dei ragazzi. Un po' poco. Al fianco del ribelle Dillon la (per me) bella (ma accetto critiche) Shawnee Smith che io, non so come, per anni confusi con Neve Campbell. La ragazza non risulta particolarmente brillante nella recitazione ma il suo volto da sana americanona già la prima volta che vidi il film, anni or sono, mi esaltò non poco. Poi però becco le sue foto prima e dopo la sessione di make-up* e mi convinco che c'è sempre da grattare sotto la superficie. Comunque risulta chiaro che non sarò io a grattare né la Smith né la Campbell. Per la cronaca Shawnee Smith è tornata in auge grazie alla sua parte di ex tossica in Saw - L'enigmista (2004) e seguiti. Fra protagonisti e comprimari poco più che macchiettistici ci sarà dato da gustarci l'aggiornamento del Blob che passa da un pallone ridicolo color marmellata di cigliege del '58 a questo ammasso di vesciche pulsanti di silicone; meglio ancora gli SFX che "colpiranno" gli esseri umani, mezzi fusi dall'acidissmo virus militare. Per nulla male la fine che deve subire il fidanzato di Meg, la quale, nel tentativo di aiutarlo si troverà in mano gli avambracci dell'innamorato. Anche la scena dell'attacco del Blob al cinema risulta molto più cattiva e cruenta rispetto a quanto ci si aspetterebbe: soprattutto riuscito l'uso delle stroboscopiche che aumentano la tensione e, furbescamente, coprono gli eventuali difetti effettistici. In conclusione si può dire che su un piano puramente critico il film di Chuck Russell è uno dei tanti horror faciloni degli anni '80 che non aggiunge molto a ciò che aveva da dire il suo predecessore (e forse dice anche meno), mentre sul piano da appassionato di horror si può affermare tranquillamente che Il Fluido che uccide, pur non essendo un capolavoro, riesce a divertire e intrattenere, ricco com'è di effetti gore, soprattutto aggiungendo un finale un po' più sinistro rispetto a quello del '58. Insomma, è il Blob di sempre con molto sangue in più...e poi c'è la Campbell, no?! :-)

Remake di Fluido Mortale (The Blob, 1958) che a sua volta fu seguito dal miserrimo Beware! The Blob (1971).

*- La prima foto è stata scattata da Jean-Paul Aussenard © l'11 novembre 2004. La seconda foto è stata scattata da Randall Michelson © il 22 gennaio 2004 [WireImage.com].

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 9 milioni di dollari ed è stato girato ad Abbeville (Louisiana) e a Vermilion (Louisiana). La scuola che si vede nel film è la Vermilion Catholic High School - 425 Park Avenue di Abbeville.

Il Blob congelato è stato creato colorando di rosa dei cristalli di sale.

Tutti le riprese esterne sono state girate ad Abbeville che è strutturata quasi allo stesso modo di Arbeville (Colorado), posto in cui dovrebbe avvenire l'azione. Si è scelto di girare ad Abbeville poiché la cittadina in Colorado alla fine del 1987 (nei mesi delle riprese) era coperta di neve. Solo per caso il nome delle due cittadine è quasi identico.

Il nome dello sceriffo è stato scelto pensando al famoso jazzista Herb Geller.

La moto usata da Kevin Dillon è una T100R Triumph Tiger da 500cc, e per le scene dei salti una T20 Triumph Tiger Cub da 200cc.

Il regista Chuck Russell fa una comparsata nei panni del proprietario del cinema.

L'attore Donovan Leitch, che recita nei panni di Paul Taylor, ha dovuto davvero girare la scena nell'ospedale sommerso dal Blob. Il regista, che non aveva avvertito l'attrice Shawnee Smith, voleva ottenere il massimo dello shock dalla ragazza. Quello che il regista ottenne lo si può vedere nel film quando Meg urla il nome di Paul non appena si accorge di cos'è successo.

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