TRAMA

Un meteorite caduto in una cittadina di provincia porta in sé una creatura gelatinosa. Un vecchio viene attaccato del Blob e i due fidanzatini, Steve Andrews (Steve McQueen) e Jane Martin (Aneta Corsaut), lo portano dal dottor Hallen (Steven Chase). Il dottore chiede a Steve di investigare sul luogo in cui è atterrato il meteorite. Quando il ragazzo torna è testimone della morte del dottore. I due ragazzi provano ad avvertire la polizia ma nessuno sembra volergli credere. Intanto il Blob, che diventa sempre più grande, si fagocita tutti coloro che incontra.


FLUIDO MORTALE
(titolo or.: The Blob - USA - 1958 - 86min - Colore)

di Irvin S. Yeaworth Jr.

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Quando "Blob" non era solo una trasmissione televisiva
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non c'è nessuno, tranne noi mostri"

Molto prima che Enrico Ghezzi e Marco Giusti rendessero popolare in Italia il nome "Blob", termine che ora nel Bel Paese è indistricabilmente associato alla trasmissione tv, c'era questo B movie che, in sé, riassumeva tutto lo stile e le tematiche dei low-budget fantascientifici degli anni '50. Sì, perché il Fluido Mortale è la quinta essenza della minaccia "aliena", che in quegli anni era metafora dell'URSS o di qualunque altra cosa attentasse allo status quo degli States. Così, straripando sugli USA della Middle Class, il Blob divorava l'ordine sociale, degno rappresentante di mutanti radioattivi & Co. Ma in Fluido Mortale la minaccia si gioca su due fronti: da una parte c'è l'informe "minaccia rossa" e dall'altra c'è la rock generation che mette nero su bianco il gap fra giovani e adulti: entrambi sono alieni gli uni per gli altri. La superiore minaccia rappresentata dal Blob, in tutti i casi, coalizza le due generazioni con il messaggio sottostante che forse i giovani, per quanto persi in corse automobilistiche e amenità varie, abbiano qualcosa da dire se solo ascoltati. Il ribelle Steve McQueen ben riassume il concetto, benché la sua recitazione rimanga nella media. Il ribaltone sociale viene rappresentato dal direttore della scuola che, negli attimi più concitati, per aprire la porta dell'istituto, sfonda un vetro con una pietra (rock!). A ben vedere questo film è più interessante per i sottesi sociali che per la dimensione drammatica e/o orrorifica. Realizzato in maniera abbastanza primitiva soprattutto rispetto agli standard odierni, il film soffre per alcuni momenti tediosi (soprattutto a causa dei soporiferi dialoghi nella stazione di polizia) e, per quanto strano, risulta più misterioso e accattivante nella prima parte che in quella più "spettacolare" rappresentata nella seconda. Il "piccolo Blob" che si attacca alla mano del vecchio e poi ne scioglie il corpo sotto il lenzuolo è certamente più inquietante della mega-massa gelatinosa che invade il cinema facendone scappare gli avventori superstiti (i quali, se notate, se la ridono di brutto davanti alla telecamera). In ogni caso, seppur non originale nella scelta di un'entità informe proveniente dallo spazio, Fluido Mortale risulta più riuscito di altri horror-sci-fi, a partire dai campissimi titoli iniziali fino a giungere al quadro sociale rappresentato dai ragazzi e i genitori alla Happy Days. Da riscoprire, in double bill con il remake molto più gore del 1988.

Seguito dal brutto Beware! The Blob (1971) e remeccato con decenza nel 1988 da Chuck Russell con Il Fluido che uccide.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film costò circa 240.000 dollari, o almeno così disse il produttore Harris, ma Yeaworth riferì che in effetti il costò fu di molto inferiore: circa 120.000 dollari. Incassò oltre 4 milioni di dollari.

Fu girato a Chester Springs (Pennsylvania), Valley Forge (Pennsylvania), a Royersford (Pennsylvania), per la scena alla tavola calda a Downingtown (Pennsylvania), per la scena del cinema a Phoenixville (Pennsylvania).

A Steve McQueen furono offerti 2.500 dollari o il 10% degli incassi. McQueen scelse i 2.500 dollari perché non pensava che il film sarebbe stato un successo, così finì per incassare 200 volte meno di quello che avrebbe ottenuto accettando la percentuale.

Il Blob fu creato modificando un grosso gavettone (per le scene iniziali) e per le sequenze in cui è più grosso fu usato del silicone colorato.

Questa produzione indipendente fu inizialmente associata dalla Paramount in double bill con il loro film Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (1958), supponendo che, dei due, The Blob fosse quello meno importante e che avrebbe incassato meno. Gli screening tests e i primi incassi, invece, fecero notare ai capoccioni della Paramount che era proprio The Blob ad avere più successo fra i due e così, mantenuto il double bill, il film di Yeaworth Jr. divenne il principale e furono investiti molti più soldi per la promozione.

La canzone iniziale (scritta da Burt Bacharach e Hal David) fu accreditata ad un gruppo: "The Five Blobs". La verità è che il cantante era solo uno, Bernie Knee, che registrò tutte le tracce vocali.

Steve McQueen fu ingaggiato dai produttori con un contratto mirato alla realizzazione di tre film di cui The Blob sarebbe dovuto essere il primo. Fu così difficoltoso lavorare con McQueen che i produttori sciolsero il contratto e non lo fecero lavorare nelle altre due pellicole.

Il titolo originale sarebbe dovuto essere "The Glob" ma si scoprì che il cartoonista Walt Kelly aveva già usato quel titolo.

Il vecchio che per primo scopre il meteorite e che diventa la prima vittima del Blob, fu interpretato dal veterano del cinema Olin Howland. Questo sarebbe stato il suo ultimo film in una carriera che comprende almeno 200 pellicole a partire dai tempi del muto.

Quando Steve e Jane entrano nella stazione di polizia per riferire della morte del Dottor Hallen, si vede un calendario alla pagina del Luglio 1957.

La versione doppiata in spagnolo ha sostituito la canzone iniziale (nei titoli) con una strumentale in tono con il film.

Quando il film finisce e compare la scritta THE END, quest'ultima si modifica ed assume la forma di un punto interrogativo.

Questo è l'ultimo film in cui Steve McQueen compare nei credits come "Steven".

Nello script il Blob veniva indicato con il termine "The Mass".

Il cinema da cui tutti scappano è il Colonial Theater di Phoenixville (Pennsylvania).

Il film che viene mostrato al cinema è Daughter of Horror, ai tempi distribuito come Dementia (1955).

Nella sequenza al cinema si vede il poster di un film intitolato The Vampire and the Robot. benché questo fosse uno dei titoli proposti per il film Mother Riley Meets the Vampire (1952), il poster non rappresenta nessun vero film. In pratica sarebbe una modifica apportata alla locandina del film Il Pianeta proibito (Forbidden Planet, 1956).

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