Sesto film di un regista che ha saputo regalarci delle
vere chicche come La Cosa (1982),
Essi vivono (1988) e Halloween
(1978) per dirne alcuni, ma ci ha anche tediato con prodotti
più scadenti come Il signore del male
(1978), Starman (1985) e Christine (1983).
Questo The Fog è ritenuto da molti il
vero capolavoro di Carpenter, per la compattezza della
narrazione e per la bravura dei suoi interpreti, oltre
che per una sottintesa critica sociopolitica. Ora, chiaramente
il regista sa il fatto suo e si vede che non è
l'ultimo dei cineasti, in più si contorna di un
cast di tutto rispetto: la scream-queen Jame Lee, la vera
madre di lei Janet Leigh (la donna uccisa sotto la doccia
in Psycho), la Barbeau che di
horror ne sa (Creepshow,
Il mostro della palude, Terrore sul ponte
di Londra), e compagnia bella. Il tipo di "come
ti faccio paura" è però molto datato
e benché Carpenter abbia personalmente ammesso
di essersi ispirato a prodotti in stile Corman, questo
tipo di horror non sembra adattarsi un gran bene in questo
film che ha un'aria talmente anni Ottanta che anche l'horror-cinefilo
più sprovveduto saprebbe piazzarlo cronologicamente
dopo i primi fotogrammi. La paura latita e questo perché
le scene che dovrebbero indurla sono "telefonate"
allo spettatore qualche momento prima. Il guaio maggiore
poi, è l'aura di film politico che la pellicola
si è guadagnata fra i critici, ed è per
questo che viene ampiamente salvata da essi. Fog
analizza il fenomeno "prettamente" americano
della fortuna dei moderni fondata sulla vessazione degli
antichi, ovvero di un recondito senso di colpa che aleggia
nella società. Antonio Bay deve la sua fortuna
a questo peccato originale: aver ucciso dei malati per
depredarli del loro oro. L'interpretazione mi sta bene
ed è corretta, ma quanto di questo traspare davvero
nella pellicola? Il concetto alla base del plot, un'idea
antimperialistica che deve aver colpito molto una certa
critica di casa nostra, è valido ma è davvero
così originale? E questa benedetta idea alla base
è espressa in modo così originale? A me
non pare. The Fog si prefigura come un tipico
horror anni '80, con buoni attori, un'atmosfera gotica
e piacevole, buona regia e molta noia. Che poi mi spiace
visto che stimo molto Carpenter come regista. Dovendo
vedere qualcosa fra le sue produzioni consiglierei di
andare a parare su La Cosa, su Halloween
ed anche, perché no, su Grosso guaio a Chinatown,
che è molto meglio. The Fog è destinato
ormai ai cultori dell'horror, per i mainstreamers risulterebbe
molto noioso ed il suo stile ormai fuori moda.
Rifatto nel 2005 col titolo The
Fog - Nebbia Assassina.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
John Carpenter and Debra Hill hanno preso
l'idea del film combinando differenti suggestioni: la prima
deriva da un viaggio fatto in Inghiletrra e nei suoi sobborghi
nebbiosi presso Stonehenge, la seconda viene dai racconti
della EC Comics degli anni '60 riguardo i morti viventi
(lo stesso materiale a cui si è ispirato Creepshow),
il terzo spunto è stato preso da una leggenda californiana
del 1800 di barche cariche d'oro naufragate sugli scogli
ingannate dai fuochi fatui sulla terra ferma.
Carpenter veste i panni di Bennet, il
tuttofare della chiesa.
Il budget del film era di un milione di
$.
L'effettista Rob Bottin recita nei panni
di Blake, il fantasma "capo".
Il coroner è stato chiamato Dr Phibes
in onore di Vincent Price (L'abominevole dottor Phibes,
1971).
Adrienne Barbeau nel ruolo della DJ, ai
tempi era la moglie di Carpenter.
Jamie Lee Curtis e sua madre Janet Leigh
hanno recitato insieme in due film: questo e Halloween
- 20 anni dopo (1998).