La Frase dal Film:
"Dal mare, con gli anni, torna tutto"
Già l'originale del 1980 non mi
aveva esaltato (attirandomi le ire di più di un lettore)
ma questo remake di Rupert Wainwright (Stigmate,
1999) e del cosceneggiatore Cooper Layle (The Core,
2003) non fa che peggiorare la situazione, andando ad ingrossare
le fila dei rifacimenti di cui non si sentiva il bisogno.
In parte melodramma, in parte ghost story e per un terzo
slasher, questa Nebbia Assassina si aggiorna per
i giovani mainstreamers diminuendo l'età dei protagonisti
rispetto all'originale The Fog di
Carpenter. Calando l'età pare cali pure la qualità; non dico che sia una regola, però... E' interessante notare le
differenze rispetto ai due film: mentre John Carpenter tende
a mantenere il mistero su ciò che sta accadendo alla
cittadina portuale di Antonio Bay, questa versione del 2005
non vede l'ora di svelare ogni retroscena e la sua protagonista
(una Maggie Grace che non convince affatto) si mette a fare
ricerche a destra e a manca ancor prima che avvengano fatti
decisivi. In più, moda dei nostri tempi, la stessa
protagonista ha visioni (poco) inquietanti del passato che
illustrano il perché e il percome. Nel film del 1980
l'entrata della nebbia nella cittadina avveniva lentamente,
quasi inosservata, mentre la città continuava a vivere
la sua sonnacchiosa esistenza; il terrore si diffondeva
progressivamente. Qui invece la nebbia arriva veloce e potente
come uno tzunami ad invadere le strade e le case, esce dai
lavelli, sfonda le porte e, con tale velocità, impedisce
allo spettatore il necessario investimento emotivo d'inquietudine
che ha bisogno dei suoi tempi. D'altra parte è difficile
provare qualsivoglia investimento per una storia interpretata
da personaggi poco accattivanti: c'è pochissimo feeling
fra Tom Welling e Maggie Grace mentre Selma Blair, che nelle
vesti della dj Stevie Wayne convince maggiormente, fa comunque
più sesso che simpatia. Ben fatti gli SFX, sia digitali
che prostetici, ma al servizio di scene convenzionali. Come
insegnano le regole dello slasher, le prime a morire sono
le ragazze che per prime si spogliano; e così sarà.
La mano che esce dal lavandino, invece, fa molto candid
camera. Anche se qualche scena coglie nel segno e pure se
la regia ha qualche guizzo, soprattutto paragonato all'originale
che pareva già vecchio ai suoi tempi, questo The
Fog - Nebbia Assassina risulta poco originale, impersonale
e superfluo. Il limitato sforzo qualitativo che il regista
e quanti altri hanno messo nel realizzare questo remake,
o almeno il risultato raggiunto, non può fare altro
che stimolare lo spettatore a recuperare l'originale di
Carpenter e, per quanto mi riguarda, a giudicare retrospettivamente
quello come migliore di quanto ai tempi avessi detto.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 18.000.000 di
dollari e venne girato fra il 14 marzo e il 30 maggio 2005.
Le locations sono: Bowen Island, Cowichan Bay, Fort Langley,
Lion's Gate Studios (North Vancouver), Tofino, Vancouver.
Tutte queste località si trovano nella Columbia Britannica,
Canada.
Fergie, la cantante dei Black Eyed Peas,
era stata scritturata per recitare nei panni di Stevie Wayne
ma un impegno sopraggiunto all'ultimo momento le impedì
di firmare il contratto.
Durante lo sviluppo dello script, Julia
Stiles (Save the Last Dance, 2001; The Bourne
Identity, 2002; The Omen - Il Presagio, 2006)
espresse interesse per il ruolo di Elizabeth. La sceneggiatura
fu quindi scritta su misura per l'attrice, il ruolo reso
più incisivo e il personaggio "invecchiato".
Quando la Stiles mollò il progetto e fu scelta Maggie
Grace, il personaggio di Elizabeth fu riscritto in modo
che fosse più giovane e più innocente rispetto
alla prima bozza.
La Revolution Studios diede il via libera
alla produzione ancor prima che lo script fosse scritto.
Debra Hill, la produttrice del film del
1980, morì poco prima che iniziassero le riprese
questo film. All'inizio dei credits viene riportata la scritta:
"In loving memory Debra Hill".
Al casting per il ruolo di Elizabeth, Maggie
Grace batté Emilie de Ravin, sua attrice collega
nel serial Lost (2004).
Il film ha luogo durante il centenario
della fondazione di Antonio Bay, 100 anni dopo che fu commesso
il fattaccio dai padri fondatori. Dal momento che Elizabeth
nota in alcune fotografie che è proprio nel 1871
che la cittadina divenne prospera, se ne deduce che il film
si svolge nel 1971 (la data non viene comunque definita
nel film). Tuttavia risulta palese dalle immagini che il
film invece si svolge ai nostri tempi e si capisce dalla
musica, dalla macchina fotografica digitale, dall'abbigliamento,
dalle macchine, etc...
Selma Blair fece da sola tutte le scene
per le quali si sarebbe invece potuta avvalere delle controfigure.
Passò anche due giorni (per un totale di 12 ore di
riprese) immersa in una vasca d'acqua per le scene subacquee.
Il personaggio interpretato da Tom Welling,
Nick Castle, prende il nome dall'attore che impersonò
Michael Myers in Halloween (1978).
Quando Elizabeth incontra Padre Malone
al cimitero, l'uomo sta seduto vicino ad una toma sul cui
muro è stato scritto: "MENE MENE TEKEL EUPHARIN".
La ragazza chiede cosa vuol dire e il pastore risponde semplicemente
che viene dalla Bibbia e che è "la scritta sul
muro". La scritta dovrebbe leggersi "MENE TEKEL
PERES" e si trova nel Libro di Daniele (5; 25). Il
racconto narra di due dita che comparvero dal nulla e scrissero
sul muro del palazzo del re Baldassar di Babilonia tali
parole. Daniele fu chiamato ad interpretarle. I tre termini
indicano tre pesi o monete, metaforicamente è un
giudizio contro l'ingiusto re e la profezia della sconfitta
di Babilonia da parte della Persia.