TRAMA

Nella Parigi dell'800 si aggira un serial killer di donne per questo soprannominato Barbablù. Si tratta del marionettista Gaston Morell (John Carradine), il cui comportamento insospettisce la compagna Renée. Anche lei finirà uccisa. Gaston si reca tranquillamente a denunciare la scomparsa di Renée all'ispettore Lefevre (Nils Asther) che segue il caso. Adesso Gaston può occuparsi di Lucille (Jean Parker).


LA FOLLIA DI BARBABLU'
titolo or.: Bluebeard - USA - 1944 - 72' - b/n

di Edgar G. Ulmer

GENERE
HORROR
IN BREVE
Low budget di qualità grazie ad Ulmer che sa trarre il massimo da Carradine e dai pochi soldi a disposizione.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Lucille, I want to tell you something no other living person knows..."*

Horror low budget ma di una certa classe, ispirato vagamente alla fiaba del XVII secolo scritta da Charles Perrault a sua volta basata molto vagamente sulle nefande imprese del serial killer Gilles de Rais. La Follia di Barbablù non eguaglia il capolavoro di Ulmer (Il Gatto Nero, 1934) e difficilmente potrebbe entusiasmare uno spettatore moderno; nonostante ciò rimane una pellicola di ottima fattura che riesce a far fruttare ogni dollaro speso (e non erano molti quelli a disposizione di Ulmer) grazie ad un cast azzeccato e ad un buon operato tecnico. John Carradine, attore shakespeariano di formazione ma più famoso come caratterista a volte gigioneggiante, dimostra qui di saper contenere la propria tendenza all'esagerazione, mettendo in scena un killer cortese e sinistro che agisce con "lucida" determinazione. Il regista, che qua e là da spazio al melodramma, sa però instradare la storia (di per sé risaputa e poco originale) verso una dimensione oppressiva e morbosa che esplode nel finale con una fuga sui tetti concitata e realizzata con grade dinamismo. Più che la storia in sé dunque colpisce la capacità di Ulmer di non farsi bloccare dai limiti di budget e di massimizzare le opportunità disponibili, portano Carradine ad un'ottima interpretazione, curando la sceneggiatura e cercando contemporaneamente di dare alla pellicola un tono vagamente espressionista nelle riprese esterne, però con tocchi di modernità quali un uso mirato dello score musicale per potenziare l'impatto emotivo della faccenda. Un bell'esempio di capacità imprenditoriale e regia creativa al servizio della qualità artistica. Non si tratta di un film per tutti i gusti; le diverse situazioni melodrammatiche potrebbero irritare alcuni spettatori "modernisti" ma altri, magari i registi in erba, potrebbero guardare La Follia di Barbabù come esempio di tanto ottenuto con poco.

* Trad: "Lucille, ti voglio confidare una cosa di cui nessuna persona in vita è a conoscenza..."

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

In questo film John Carradine dà l'interpretazione che lui stesso ha definito come la sua migliore.

Eugen Schüfftan fu il direttore della fotografia del film ma non potè essere accreditato in quanto non era membro del sindacato dei direttori della fotografia. Così venne accreditato come scenografo, ruolo che in verità fu coperto dal regista Ulmer, mentre l'operatore alla mdp Jockey Arthur Feindel fu accreditato come direttore della fotografia.

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