TRAMA

Amy (Calista Flockhart) trova lavoro come infermiera in un ospedale per orfani. Crea molto presto un legame con la piccola Maggie (Yasmin Murphy) la quale le confida che nell'orfanotrofio si aggira una bambina meccanica. Dal momento che gli arti dei bambini si rompono con troppa facilità, Amy si mette in cerca della verità nascosta nel piano superiore dell'ospedale, abbandonato da anni.



FRAGILE - A Ghost Story
(titolo or.: Frágiles - SPAGNA - 2005 - 93min - Colore)

di Jaume Balagueró

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Suggestioni jhorror per questo film di Balaguerò che ha deluso i più
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non c'entra dove sono morti e neanche dove hanno vissuto, è molto più semplice di così. Vogliono solamente stare vicino a quello che hanno amato. E' questo che li trattiene qui. E' questo che vogliono"

Lo spagnolo Balaguerò aveva positivamente attirato l'attenzione grazie a pellicole quali Nameless (1999) e Darkness (2002), così che molti appassionati di horror avevano accolto con interesse questo nuovo Fragile. Delusione. Si tratta di qualcosa di non troppo dissimile da Darkness, ma con un tocco di jhorror-style e suggestioni ospedalier-manicomiali che vanno da Session 9 (2001) a Saint-Ange (2004). La prima mezz'ora del film è pregevole e genuinamente inquietante. Il regista riesce a creare un'atmosfera oppressiva, livida e lenta, molto distante dallo stile di Darkness così caratterizzato da trovate dinamiche di montaggio. Nel creare questa atmosfera non è poca l'influenza della fotografia desaturata di Xavi Giménez, uno stile ormai poco originale (ad esempio vedi Non aprite quella porta, 2003) ma che ottiene i suoi massimi risultati in locations dismesse e sobrie come quella ospedaliera del film. Nel prosieguo, tuttavia, il film inciampa in troppi clichées che potranno irretire i newbies e procurar loro più di un brivido (in tal caso aggiungete pure uno o due punti in più al fear-level), ma l'afecionado di horror patira un certo déjà-vu. Scricchiolii, sguardi raggelati e qualche sfx digitale non chiariscono, fra l'altro, alcuni punti poco chiari nel plot. Complessivamente ci si trova a guardare una ghost story prevedibile che presenta delle risonanze con Ju-On (2002) ma che nel finale pretende di ribaltarne gli assunti; insomma qui la rabbia deriva dal troppo amore. Balaguerò e il cosceneggiatore Jordi Galcerán dimostrano una certa furbizia nell'approfittare dei gusti del pubblico di questi primi anni del nuovo millenio, ma contemporaneamente dimostrano una mancanza di originalità, soprattutto nello modo di generare paura. La manchevolezza maggiore, in tutti i casi, la si può rintracciare nel fatto che la tematica fondamentale del film, ovvero "la possibilità di avere un'altra occasione" che poteva essere un buon tema drammatico inusuale nell'horror, passa in sordina attraverso corridoi e clichées. La scelta dell'attrice protagonista ricade su un volto di richiamo ma è difficile non vedere nella Flockhart la novroticissima avvocatessa McBeal, al di là del fatto che la sua interpretazione non sembra così entusiasmante. Molto meglio incantarsi di fronte al viso della bellissima Elena Anaya che veste i panni dell'infermierina ed in tal guisa è più provocante di 10 veline una sull'altra (per inciso questa attrice è stata la vampiressa Aleera in Van Helsing, 2004; vedere la settima foto dal basso in quella recensione per farsi un'idea). La più brava rimane la piccola e graziosa Yasmin Murphy. Fragile non è ciò che ci sarebbe aspettati dal regista spagnolo, non è un film per cui vale la pena l'acquisto ma non è neppure spazzatura su pellicola e può comunque permettersi di rubare 90 minuti di una sera in cui non sapete che noleggiare di nuovo.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Barcellona fra il 31 agosto e il 6 dicembre 2004.

L'idea del film deriva da un'esperienza vissuta dallo stesso regista. A nove anni Balaguerò fu ricoverato per sei mesi a causa di una bronchite. In quel frangente strinse amicizia con gli altri bambini ricoverati che parlavano fra loro dei fantasmi che si sarebbero dovuti trovare in una camera abbandonata di quell'ospedale.

Nel film si vede in tv una pellicola di Buster Keaton. Si tratta di Io... e il ciclone (Steamboat Bill, Jr., 1928).

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