LA FRASE dal film:
"Vedi, distruggere i demoni è cosa buona,
uccidere le persone è male. Hai capito?"
Paxton, noto attore spesso non protagonista
(Boxing Helena, 1993; Terminator,
1984; Titanic, 1997; True Lies, 1994;
Twister, 1996; Vertical Limit, 1996),
si mette dietro la telecamera per dirigere questo thriller
a tinte forti che sa un po' di horror e un po' di gotico.
Nonostante il poco azzeccato titolo italiano (strano,
vero?!) e la trama sopra riportata che sembra raccontare
qualcosa di non originale, Paxton e Brent Hanley (alla
sceneggiatura) riescono a dipingere un quadro dell'America
rurale, puritana, isolata, in modo sobrio, un po' noiosetto
potrebbero dire alcuni, ma comunque convincente ed inquietante.
Nonostante tutte le uccisioni e le violenze siano off-screen,
cosa che rimarca l'appartenenza di tale pellicola più
al genere thriller che a quello horror, l'inquietudine
sprigionata dalla storia, che si svolge in poche e limitate
locations, è notevole. Una certa lentezza del
film, quindi, è forse più specchio di
una chiusura mentale dei protagonisti, di un ambiente
culturalmente asfittico, piuttosto che un difetto di
produzione. Oltre alle dinamiche differenti che scuotono
le menti dei due bambini, è interessante notare
come i deliri del padre, omicida eppure nel medesimo
tempo così incessantemente buono e comprensivo,
facciano venire dei dubbi anche allo spettatore rispetto
alla sua pazzia; per la qual cosa si spera che Mr. Meiks
abbia in un modo od in un altro ragione e non sia solamente
un serial killer. E questo è un punto a favore
per la pellicola. Suona più come uno square-up,
come un escamotage atto a ripristinare il senso di giustizia,
la rivelazione finale (sperando di non dire troppo)
secondo la quale il male ingenerato era "necessario
e meritato". Il che lascia in bocca allo spettatore
un senso di paranormale che cozza con la dimensione
psicologica che aveva permeato tutta la pellicola. Rimane
il fatto che il risultato finale è un film che
lascia degli interrogativi irrisolti e, per quanto mi
riguarda, questo è un altro punto a favore. Con
molta probabilità Frailty è una
pellicola che merita più di una visione per essere
apprezzata e capita...come accade per i film di Shyamalan,
ad esempio. Bravo Paxton, misurato alla regia e calato
nella parte del padre folle (o no?). Bravi i due ragazzini.
Consigliatissimo a tutti, forse un must per gli appassionati
di thrillers, insieme a Identità
e, sopra ogni cosa, a Memento.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Bill Paxton ha usato per tutto il film
la stessa lattina di birra. Ma va detto che la sua lattina
ha lo Stay-Tab (ovvero l'apertura composta dalla linguetta
d'alluminio che rientra nella lattina e non si stacca)
che, aimé, fu introdotto in USA solo nel 1985.
Nel 1979 invece si usava il Pull-Tab, quello che si
staccava e si buttava...per terra.
Il film si gira in Texas e 3 star del
film sono texane: Paxton, Matthew McConaughey e Powers
Boothe.
Altro anacronismo. Vien detto che la
storia comincia all'inizio dell'estate del 1979. Fenton
sostiene di aver visto il film Polpette, anzi
vuole vederlo di nuovo. Polpette (Meatballs)
arrivò nelle sale USA solo il 28/6/1979 e noi
invece vediamo i ragazzi che prendono il pulmino della
scuola e quindi la scuola è ancora aperta, perciò
non può essere più tardi della metà
di giugno. Risultato: come fa Fenton ad aver già
visto il film?
Inizialmente il titolo doveva essere
God's Hands.
Nel film vengono mostrati i ribassamenti
dei marciapiedi quelli che permettono ai disabili di
salire con la sedia a rotelle. Alla fine degli anni
'70 non esistevano neppure in USA.
Alla fine del film i due ragazzi che
passano in scooter sono Matthew O' Leary e Jeremy Sumpter,
ovvero i giovani attori che avevano il ruolo di Fenton
e Adam.
Verso la fine del film, la foto di
Osama Bin Laden appare nell'angolo in basso a destra
del cartellone dei 10 più ricercati dall'FBI.
"OTIS" l'acronimo scritto
sull'ascia non c'entra nulla con gli ascensori, ma sta
per Only The Innocent Survive (Solo gli innocenti
sopravvivono).