TRAMA

Qualcuno non conosce la storia?! Vabbé. Fra le montagne della Svizzera il dottor Henry Frankenstein (Colin Clive), aiutato dal fido Fritz (Dwight Frye), decide di creare la vita dalla morte, cioé creare un essere umano con parti anatomiche di esseri umani morti. Ci riuscirà, ma il risultato sarà un mostro (Boris Karloff) goffo e sperduto in un mondo incapace di non essere terrorizzato dal suo aspetto, un mostro incapace di dominare la sua forza e la sua paura.

 

 

 


FRANKENSTEIN
(titolo or.: Frankenstein - USA - 1931 - 71min - B/N)

di James Whale

GENERE
HORROR
IN BREVE
Semplicemente una pietra miliare del cinema horror
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Tratto dal romanzo di Mary Shelley Frankenstein o il Prometeo moderno, Frankenstein di Whale non è il primo film tratto dall'opera della Shelley. C'aveva già provato Dawley nel 1910 col Frankenstein prodotto da Edison, Smiley nel 1915 con Life without soul ed Eugenio Testa, nel 1920, con Il mostro di Frankenstein. La pellicola di Whale, in tutti i casi, rimane la più nota e si è guadagnata un meritato posto nel mito cinematografico e questo per svariati motivi. Prima di tutto il laboratorio del dottore ha creato di prepotenza lo stereotipo dello studio del mad-doctor, con tutte le lucette, i lampi magnetici, il banco autoptico, etc.. un'idea, questa, rintracciabile in moltissimi altri film. Quindi la figura dell'aiutante deforme e crudele, e per finire il personaggio del mostro; un protagonista tanto carismatico che è riuscito, nella fantasia popolare, a "farsi attribuire" il nome del suo stesso creatore. E' buffo come tutti questi particolari siano noti al pubblico più che altro grazie alla versione comica del film di Whale, ovvero il Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks. Il regista riesce ad affiancare ambientazioni dalla forte atmosfera gotica (il laboratorio su tutti) ad altre più solari che comunque non sono esentate dall'essere il luogo delle situazioni più forti (l'affogamento della bambina). Whale, comunque, non eccede nella rappresentazione della paura e dell'orrore, lasciando tutta l'inquietudine al mitico volto di Boris Karloff. A proposito di questo, va sottolineato il lavoro fatto dal truccatore Jack Pierce: le valvole sul collo, le protesi sulle sopraciglia, le mani allungate, le scarpone nere zavorrate (erano degli stivali da asfaltatore) che portavano Karloff ad assumere quell'andatura goffa e "robotica". Karloff che ha fatto un lavoro incredibile (anche se non amava questo personaggio) , veste i panni di un mostro divenuto tale per la smisurata ambizione del suo creatore, che uccide involontariamente (la bambina) o "coscientemente" (quando minacciato col fuoco), una cratura che molto velocemente conquista la simpatia e la pietà del pubblico (in questo riuscirà meglio il mostro De Niro nel Frankenstein di Mary Shelley [1994] di Branagh, più vicino al romanzo). Altra scena mitica è la caccia al mostro condotta dalla folla inferocita con torcia alla mano, ed il rogo finale nel mulino, in uno dei primi finali cinematografici che hanno il fuoco purificatore come simbolo della scena che si chiude. Moltissimi film con protagonista il mostro di Frankenstein si sono succeduti (dovrebbero essere 116) e molti altri hanno preso a prestito i suoi suggerimenti e le sue trovate tecniche, ma questo di Whale rimane una pietra miliare del cinema e del genere horror, e chiunque sia un appassionato di tale cinema ha l'obbligo morale di prenderne visione, almeno una volta.

I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945) e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

E' il primo film in cui un regista ha compiuto una panoramica a 360°

La locandina originale é, nella storia, la locandina di film battuta all'asta al prezzo più alto (600.000$ - si tratta del poster a sei fogli del 1931 che ritrae il mostro che minaccia Mae Clarke).

Il trucco al quale si sottoponeva Karloff ogni giorno per divenire il mostro abbisognava di 4 ore di tempo e la maschera che appartiene alla Universal è protetta da copyright, il che vuol dire che bisogna pagare i diritti per qualsiasi riproduzione se ne faccia, sia che si parli di film, sia di cartoni che di fumetti.

Karloff combatté affinché la scena in cui getta la bambina in acqua fosse tagliata dalla pellicola in quanto la riteneva troppo forte. Non solo lui la pensò così, visto che la scena incriminata fu reintegrata nella pellicola solo nel 1985. La versione più comune del film che circola attualmente è quella censurata. Quindi occhio!

Inizialmente il ruolo del mostro fu offerto a Bela Lugosi (passato alla storia per il suo ruolo di Dracula, 1931) che rifiutò sulla base del fatto che il suo personaggio non avrebbe parlato (nonostante ciò fece il mostro nel 1943 nel film Frankenstein contro l'Uomo Lupo). Lugosi insistette anche per realizzare da sé il proprio make-up per il mostro ma il suo progetto venne rifiutato. Secondo lo storico del cinema Richard J. Anobile, a Lugosi fu inizalmente offerto il ruolo del dottor Frankenstein dal regista Robert Florey, ma Carl Laemmle insistette perché Lugosi facesse il mostro (c'è prova su filmato di un test di trucco a Lugosi con su la maschera del mostro, registrato da Florey sul set di Dracula, 1931). Poi Florey venne sostituito da Whale e Luogosi da Karloff.

John Carradine rifiutò la parte del mostro perché si sentiva troppo esperto per abbassarsi a fare un mostro. Un vero pirla!

Dopo aver dato vita al mostro, il doc. Frankenstein urla la frase (riportata sopra): "Now I know what it's like to BE God! (Ora so com'è essere Dio!)". Negli anni '30 i censori rimossero questa frase perché la consideravano blasfema. Un tuono venne sovrapposto alla voce del dottore. In seguito la frase venne in qualche modo restaurata ma, dal momento che si erano perse le registrazioni originali, risultava indistinta e distorta. Le cose cambiarono quando fu riscoperta una registrazione pulita della frase incisa su un Vitaphone Disc (simile ad un grosso disco da fonografo). Le tecniche moderne hanno permesso di reinserire la frase alla perfezione.

La giovanissima attrice Marilyn Harris dovette ripetere parecchie volte la scena dell'annegamento e tutte andarono male. Benché fosse bagnata e stanca, accettò di farne ancora una (quella che appare nel film) dopo che il regista le promise che le avrebbe regalato tutto quello che voleva se si fosse prestata l'ennesima volta. La bambina chiese 12 uova sode, il suo snack preferito (una vera rincoglionita, dico io!). Whale gliene regalò 24 (capirai!). La ragazzina non era una buona nuotatrice e prese solo qualche lezione di nuoto prima del film. Così, per la cronaca: Marilyn Harris è morta l'1 dicembre 1999 di cancro (al fegato?) dopo aver partecipato a 12 film (dodici come le uova che voleva...mistico) di cui l'ultimo fu una commedia girata in UK nel 1944.

Il metodo con cui Frankenstein animò la creatura non viene mai discusso nel romanzo, poiché il dottore si rifiuta (sempre nel romanzo) di divulgare le metodiche della sua creazione. Tuttavia l'uso dell'elettricità divenne la spiegazione accettata da tutti i film su Frankenstein.

Secondo The People's Almanac, nel film ci sarebbe dovuta essere una scena in cui il mostro viene chiamato Adam. La scena fu tagliata dopo che ci si accorse che la gente iniziava a chiamare il mostro col nome di Frankenstein.

Parti del set erano già state costruite per il film di Paul Leni, Il castello degli spettri (The cat and the canary, 1927) sempre della Universal.

Al collo il mostro non ha bulloni, ma elettrodi.