Tratto dal romanzo di Mary Shelley Frankenstein o
il Prometeo moderno, Frankenstein di Whale non è il primo film
tratto dall'opera della Shelley. C'aveva già provato
Dawley nel 1910 col Frankenstein prodotto da Edison, Smiley nel 1915 con Life
without soul ed Eugenio Testa, nel 1920, con Il
mostro di Frankenstein. La pellicola di Whale, in
tutti i casi, rimane la più nota e si è
guadagnata un meritato posto nel mito cinematografico
e questo per svariati motivi. Prima di tutto il laboratorio
del dottore ha creato di prepotenza lo stereotipo dello
studio del mad-doctor, con tutte le lucette, i lampi magnetici,
il banco autoptico, etc.. un'idea, questa, rintracciabile
in moltissimi altri film. Quindi la figura dell'aiutante
deforme e crudele, e per finire il personaggio del mostro;
un protagonista tanto carismatico che è riuscito,
nella fantasia popolare, a "farsi attribuire"
il nome del suo stesso creatore. E' buffo come tutti questi
particolari siano noti al pubblico più che altro
grazie alla versione comica del film di Whale, ovvero
il Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks. Il regista riesce ad affiancare
ambientazioni dalla forte atmosfera gotica (il laboratorio
su tutti) ad altre più solari che comunque non
sono esentate dall'essere il luogo delle situazioni più
forti (l'affogamento della bambina). Whale, comunque,
non eccede nella rappresentazione della paura e dell'orrore,
lasciando tutta l'inquietudine al mitico volto di Boris
Karloff. A proposito di questo, va sottolineato il lavoro
fatto dal truccatore Jack Pierce: le valvole sul collo,
le protesi sulle sopraciglia, le mani allungate, le scarpone
nere zavorrate (erano degli stivali da asfaltatore) che
portavano Karloff ad assumere quell'andatura goffa e "robotica".
Karloff che ha fatto un lavoro incredibile (anche se non
amava questo personaggio) , veste i panni di un mostro
divenuto tale per la smisurata ambizione del suo creatore,
che uccide involontariamente (la bambina) o "coscientemente"
(quando minacciato col fuoco), una cratura che molto velocemente
conquista la simpatia e la pietà del pubblico (in
questo riuscirà meglio il mostro De Niro nel Frankenstein
di Mary Shelley [1994] di Branagh, più vicino
al romanzo). Altra scena mitica è la caccia al
mostro condotta dalla folla inferocita con torcia alla
mano, ed il rogo finale nel mulino, in uno dei primi finali
cinematografici che hanno il fuoco purificatore come simbolo
della scena che si chiude. Moltissimi film con protagonista
il mostro di Frankenstein si sono succeduti (dovrebbero
essere 116) e molti altri hanno preso a prestito i suoi
suggerimenti e le sue trovate tecniche, ma questo di Whale
rimane una pietra miliare del cinema e del genere horror,
e chiunque sia un appassionato di tale cinema ha l'obbligo
morale di prenderne visione, almeno una volta.
I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945) e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
E' il primo film in cui un regista ha compiuto
una panoramica a 360°
La locandina originale é, nella
storia, la locandina di film battuta all'asta al prezzo
più alto (600.000$ - si tratta del poster a sei fogli
del 1931 che ritrae il mostro che minaccia Mae Clarke).
Il trucco al quale si sottoponeva Karloff
ogni giorno per divenire il mostro abbisognava di 4 ore
di tempo e la maschera che appartiene alla Universal è
protetta da copyright, il che vuol dire che bisogna pagare
i diritti per qualsiasi riproduzione se ne faccia, sia che
si parli di film, sia di cartoni che di fumetti.
Karloff combatté affinché
la scena in cui getta la bambina in acqua fosse tagliata
dalla pellicola in quanto la riteneva troppo forte. Non
solo lui la pensò così, visto che la scena
incriminata fu reintegrata nella pellicola solo nel 1985.
La versione più comune del film che circola attualmente
è quella censurata. Quindi occhio!
Inizialmente il ruolo del mostro fu offerto
a Bela Lugosi (passato alla storia per il suo ruolo di Dracula,
1931) che rifiutò sulla base del fatto che il suo
personaggio non avrebbe parlato (nonostante ciò fece
il mostro nel 1943 nel film Frankenstein contro l'Uomo Lupo).
Lugosi insistette anche per realizzare da sé il proprio
make-up per il mostro ma il suo progetto venne rifiutato.
Secondo lo storico del cinema Richard J. Anobile, a Lugosi
fu inizalmente offerto il ruolo del dottor Frankenstein
dal regista Robert Florey, ma Carl Laemmle insistette perché
Lugosi facesse il mostro (c'è prova su filmato di
un test di trucco a Lugosi con su la maschera del mostro,
registrato da Florey sul set di Dracula, 1931).
Poi Florey venne sostituito da Whale e Luogosi da Karloff.
John Carradine rifiutò la parte
del mostro perché si sentiva troppo esperto per abbassarsi
a fare un mostro. Un vero pirla!
Dopo aver dato vita al mostro, il doc.
Frankenstein urla la frase (riportata sopra): "Now
I know what it's like to BE God! (Ora so com'è essere
Dio!)". Negli anni '30 i censori rimossero questa frase
perché la consideravano blasfema. Un tuono
venne sovrapposto alla voce del dottore. In seguito la frase
venne in qualche modo restaurata ma, dal momento che si
erano perse le registrazioni originali, risultava indistinta
e distorta. Le cose cambiarono quando fu riscoperta una
registrazione pulita della frase incisa su un Vitaphone
Disc (simile ad un grosso disco da fonografo). Le tecniche
moderne hanno permesso di reinserire la frase alla perfezione.
La giovanissima attrice Marilyn Harris
dovette ripetere parecchie volte la scena dell'annegamento
e tutte andarono male. Benché fosse bagnata e stanca,
accettò di farne ancora una (quella che appare nel
film) dopo che il regista le promise che le avrebbe regalato
tutto quello che voleva se si fosse prestata l'ennesima
volta. La bambina chiese 12 uova sode, il suo snack preferito
(una vera rincoglionita, dico io!). Whale gliene regalò
24 (capirai!). La ragazzina non era una buona nuotatrice
e prese solo qualche lezione di nuoto prima del film. Così,
per la cronaca: Marilyn Harris è morta l'1 dicembre
1999 di cancro (al fegato?) dopo aver partecipato a 12 film
(dodici come le uova che voleva...mistico) di cui l'ultimo
fu una commedia girata in UK nel 1944.
Il metodo con cui Frankenstein animò
la creatura non viene mai discusso nel romanzo, poiché
il dottore si rifiuta (sempre nel romanzo) di divulgare
le metodiche della sua creazione. Tuttavia l'uso dell'elettricità
divenne la spiegazione accettata da tutti i film su Frankenstein.
Secondo The People's Almanac, nel film
ci sarebbe dovuta essere una scena in cui il mostro viene
chiamato Adam. La scena fu tagliata dopo che ci si accorse
che la gente iniziava a chiamare il mostro col nome di Frankenstein.
Parti del set erano già state costruite
per il film di Paul Leni, Il castello degli spettri (The cat and the canary, 1927) sempre della
Universal.
Al collo il mostro non ha bulloni, ma elettrodi.