La Frase dal Film:
"Sèguita a dire che è stato Kurt
a trascinarla via. Dice che l'ha frustata a sangue e che
poi l'ha portata nella cripta e l'ha rinchiusa dentro la
tomba"
Gotico romantico di Bava che anticipa alcune
tematiche che diverranno piatto forte del giallo all'italiana.
La Frusta e il Corpo beneficia di una trama solida,
di un buon cast (che vede protagonisti il magnetico Christopher
Lee e la bellissima Daliah Lavi), ma soprattutto stupisce
per lo spettacolare uso delle luci e della fotografia (di
Ubaldo Terzano) che rendono ogni fotogramma una piccola
opera d'arte composta da colori vividi. Questo film di Bava
è uno dei suoi più famosi, migliori e controversi.
Ernesto Gastaldi, Luciano Martino e Ugo Guerra scrivono
un soggetto (e la sceneggiatura) che sta a metà fra
il poetico e l'eccesso sadico, quest'ultimo ai nostri giorni
sembra cosa da poco ma ai tempi fece scalpore. Nonostante
l'elemento sadomasochistico che pervade l'opera, questo
non viene mai rappresentato in maniera esploitativa ma è
veicolato dalle espressioni della Lavi, sguardi che mischiano
lussuria, rabbia e delirio. Il fatto che il tema della perversione
sia trattato con stile dal regista non vuol dire che sia
trattato in maniera debole: Bava filma le scene di flagellazione
ai danni di Nevenka dal punto di vista di Kurt, obbligando
lo spettatore ad una forzata identificazione. Christopher
Lee ci mette del proprio con la sua "imponenete"
presenza, immerso nelle luci e ombre piazzate qua e là
da Bava a dipingere il suo quadro d'orrore. La paura che
il regista suggerisce è qualcosa di primitivo (come
il sesso), è una mano che esce dal buio per uccidere
o per strappare i vestiti. La tecnica che gioca con buio
e luce genera una risonanza emotiva già di per sé
stimolata dalle ambientazioni gotiche (cripte, castello,
...): c'è una poetica tragica, cerebrale e che ha
a che fare con il dramma famigliare che rammenta le pellicole
di Corman tratte da Edgar Allan Poe. Ogni personaggio trova
un suo spazio e Bava non favorisce nessuno a discapito degli
altri, al di là del fatto che non c'è un eroe
positivo, mentre il personaggio Kurt diventa il pivot negativo
presente e non presente (che sia morto davvero o che ci
sia il fantasma sarà rivelato solo alla fine) attorno
al quale ruota tutta la faccenda. La Frusta e Il Corpo
non è il solito gotico incentrato sul fantasma di
qualcuno, o meglio non è solamente questo: Bava lo
trasforma in un mystery in cui ognuno potrebbe essere l'esecutore
degli omicidi che rimangono inspiegati fino al termine.
La soluzione non è ciò che si definisce "qualcosa
d'inaspettato" ma il tutto avviene in una cripta con
al fianco dei protagonisti una bara scoperchiata con dentro
un cadavere che brucia fra le fiamme; insomma, non succede
tutti i giorni. Il compositore Carlo Rustichelli si prenede
una pausa dai suoi soliti temi musicali lounge per comporre
qualcosa più orientato al classico che possa entrare
in tono con il romanticismo della pellicola. Benché
non si tratti di uno dei film più crudi degli anni
'60, La Frusta e il Corpo riesce a trascendere
lo stesso genere da cui origina e diventa un film "al
limite" dalle molteplici qualità artistiche
e dal grande impatto visivo, pari o superiore al coetaneo
I tre volti della paura
(1963) sempre di Bava. Chi non conoscesse il genere gotico
forse è meglio che si indirizzi prima verso qualcosa
di più classico (magari La
Maschera del demonio, 1960) ma per coloro che hanno
già saggiato castelli, segrete, raganatele e pipistrelli
in bianco e nero, questo "gotico cromatico" del
maestro italiano rappresenterà davvero un'esperienza
memorabile.
Noto all'estero come: The Whip and
the Body (UK), Night Is the Phantom (UK versione
doppiata), Le corps et le fouet (Francia), What
(USA con credits iniziali differenti), Der Dämon
und die Jungfrau (Germania).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra il 3 luglio 1963 e
il 21 luglio dello stesso anno a Tor Caldara (nel Lazio),
costò circa 66.500 dollari.
La bella Daliah Lavi, interruppe la carriera
di attrice agli inizi degli anni '70 e iniziò quella
di cantante. Divenne, circa nello stesso periodo, una delle
più popolari cantanti in Germania incidendo due grossi
successi: "Oh, wann kommst Du?" (O, quando verrai?)
e "Willst Du mit mir gehen?" (Vuoi venire con
me?).
La pupilla di Bava, l'attrice Barbara Steele,
non accettò la parte di Nevenka in questo film. Non
è chiaro se lo fece per precedenti impegni lavorativi
o perché offesa dalla materia sessuale trattata nel
film.
Tutti nome stranieri per la crew, per vendere
meglio: Bava diventa John M. Old, Ernesto Gastaldi si firma
Julian Barry, Ugo Guerra si firma Robert Hugo, Luciano Martino
si rinomina Martin Hardy, il co-direttore (con Bava) della
fotografia Ubaldo terzano diventa David Hamilton, e il compositore
Carlo Rustichelli prende nome Jim Murphy.