La Frase dal film:
"Du Mußt Caligari werden"*
Considerato dalla maggior parte dei critici come il primo
film horror, Il Gabinetto del dottor Caligari
è l'opera espressionista per eccelenza, nonché
pellicola seminale di grande influenza per molti lavori
successivi. Wiene, meno innovativo di molti dei suoi contemporanei,
fece un uso relativo di tecniche cinematografiche particolari,
con eccezione del flashback nel flashback in cui si vede
lo smarrimento del dottore con le parole che compaiono
sullo schermo per indicare la sua caduta nella pazzia,
e decise per un'impostazione più teatrale. La telecamera
è per lo più fissa e centrata sui protagonisti
e sulle loro espressioni come mezzo di trasmissione delle
emozioni. Quello che certamente colpisce di più
è la scenografia (di Hermann Warm, Walter Roehrig
e Walter Reimann) costruita da pezzi di cartone colorato
e dipinto con righe sghembe, il tutto immerso in un mondo
"al limite del mondo", in una realtà
anfibia immersa in colori blu, seppia e verdi (attenti
che la versione originale è quella con i tre colori
e non quella in B&N). Ogni singola scena è
proiettata in questo mondo distorto (così come
anche i dialoghi scritti mantengono lo stile della scenografia)
in modo che, quasi anticipando il concetto base del cinema
gotico, l'ambiente trasmetta e partecipi della paura e
della distorsione mentale dei protagonisti. Ed è
da questo semplice indizio che lo spettatore dovrebbe
già capire di trovarsi in un mondo oneiroide e
allucinato e non nella "vera" realtà.
Eppure proprio su questo punto si incentra la vera controversia
del film: dal momento che il finale (è tutto il
sogno di un pazzo ed il medico è sano) è
stato imposto per non attentare allo status quo dell'autorità,
il fatto di non attribuire la pazzia ad un'autorità
e di farla ricadere su una persona semplice elimina il
valore di critica socio-politica del film (siamo nella
Repubblica del Weimar) e da ciò si deriva che la
visione espressionista sia quella di una folle, ovvero
l'arte moderna non ha senso ed è pura pazzia. In
effetti applicare la visione espressionista ad un'autorità
sarebbe stato un bel colpo e nell'intento degli autori
c'era proprio la volontà di colpire l'autoritarismo
prussiano che tendeva a trasformare gli uomini in automi,
ma anche Fritz Lang, inizialmente interessato all'operazione,
espresse delle perplessità rispetto allo stile
di questo film, stile che sarebbe potuto risultare eccessivo
per l'audience media se non si fossero offerte "spiegazioni"
supplementari. Comunque il risultato, anche così
come lo conosciamo, è notevole ed il colpo di scena
finale che riporta tutto ad una realtà schizofrenica
non è affatto male, saranno moltissimi i film che
si rifaranno a questo modello (Identità, 2003, per citarne il primo che mi viene in mente). Caligari
è quindi la pietra angolare dell'horror ed introduce
il genere, le immagini, i temi ed i personaggi che saranno
subito dopo ripresi dalla Universal e dai suoi "mostri"
e dunque, per estensione del concetto, da tutte le pellicole
horror a venire. In conclusione: eccellente opera d'arte,
non poi così lenta nello svolgimento come ci si
aspetterebbe da un film degli anni '20, ipnotica per le
trovate scenografiche, per l'uso delle luci e per l'interpretazione
magnetica, isterica e barocca degli attori. Ovviamente
da vedere.
Molte delle copie che circolano sono
"rovinate" da una riga scura nella parte alta
dello schermo (vedi la seconda immagine a sx); se siete
dei puristi e cercate il meglio sappiate che l'edizione
DVD della Kino Video ha risolto il problema.
* Trad: "Devi
diventare Caligari"
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il produttore Erich Pommer voleva Fritz
Lang alla regia e quest'ultimo era interessato all'operazione
ma poi decise di lavorare ad un altro film.
Lo scrittore Hans Janowitz scrisse
il ruolo femminile su misura per la sua fidanzata Gilda
Langer, un'attrice del Residenz-Theatre di Berlino.
Sfortunatamente la ragazza morì poco dopo l'inizio
delle riprese e così il suo ruolo fu preso da
Lil Dagover.
La prima scena e l'ultima furono aggiunte
dopo che vennero esercitate pressioni politiche affinché
"l'autorità" non fosse messa in discussione
o non fosse rappresentata come pazza.
Il set era fatto di cartone e le ombre
erano disegnate sulle pareti.
Lo scrittore Hans Janowitz disse di aver
avuto l'idea per il film il giorno che andò a visitare
una fiera. Egli vide uno strano tipo che si aggirava furtivo
nell'ombra ed il giorno dopo venne a sapere che una ragazza
era stata brutalmente assassinata. Hans andò al funerale
e lì vide ancora lo strano tipo che si aggirava nei
paraggi. Non ebbe mai le prove che quello fosse stato il
colpevole ma da questi fatti trasse la storia del film.
Intitolato inizialmente Dott. Calligari
(con 2 L) ottenne il nulla osta il 30-1-1924. Annullato
dalla censura il 4-2, ripristinato il 4-9 e definitivamente
vietato per decreto ministeriale il 14-12-1924.