TRAMA

Un gruppo di Americani con facce improbabili in vacanza in Spagna si trova nei guai quando due donne del gruppo vengono trovate morte con l'occhio sinistro cavato. Mark (Richardson) in Spagna per vedere l'amante Paulette (Brochard), sospetta che la moglie c'entri qualcosa, visto che tempo prima era stata trovata svenuta a bordo piscina con un bulbo oculare accanto! Chiunque si avvicini alla verità verrà trovato cadavere ma il tour deve andare avanti...

 


GATTI ROSSI IN UN LABIRINTO DI VETRO
(ITALIA/SPAGNA - 1975 - 100min - Colore)

di Umberto Lenzi

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Di quelli di Lenzi è il più scarso ma rimane un giallo godibile.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quando stavo per rientrare ho intravisto qualcuno uscire a precipizio dalla porta sul retro" "Chi era?" "Mah, non lo so, è stato tutto così rapido. Inoltre c'era poca luce. Quello che ho visto era come un gatto rosso che mi passava davanti e spariva tra gli alberi, ecco." "Gatti rossi...già"

Ultimo giallo di Lenzi e il meno interessante. Brutta storia se inizierete il vostro viaggio nell'italian giallo proprio da questo titolo, dal momento che, anche a rimanere sui lavori dello stesso regista, vi sarebbe potuta andare meglio con pellicole quali Paranoia (1970), Spasmo (1974) o anche Sette orchidee macchiate di rosso (1972). Proprio con quest'ultimo film, Gatti rossi in un labirinto di vetro fa da perfetta accoppiata vista la sua abbondanza di morti e sospetti, suggestioni lesbiche, recitazione e sguardi trash. Lenzi disse "Il film è buono, anche se è un po' povero, girato a Barcellona con una produzione che aveva pochissimi mezzi e molte difficoltà: non avevo quello che mi serviva" (da Amarcord in Stracult, Giusti, 2004, p.337). Chissà di cosa avrebbe avuto bisogno? Mah! Comunque do atto al fatto che Lenzi non rinuncia ad un certo grado di violenza che in un futuro prossimo lo renderà noto (Cannibal Ferox, 1981). In questo film l'assassino cava occhi con gusto (benché off-screen) e lascia che il cadavere di una bella giovane venga sbranato dai maiali. Da Argento media lo spunto del ricordo non chiaro nella mente che diviene indizio determinante mano a mano che le indagini progrediscono. Degni di nota, però, anche i tocchi trash che vanno dalle solite marche di alcolici in bella vista (qui Cinzano, Fernett Branca, J&B), ai siparietti comici ruspanti, alle tette al vento, ai primi piani dei faccioni dei protagonisti, a un colpo di scena conclusivo con movente delirante, al finalone romantico. Da segnalare la monocorde recitazione di John Richardson (Mark), la tonaca di Georges Rigaud (Rev. Bronson) volto noto del giallo all'italiana (Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, 1972; Tutti i colori del buio, 1972), ma soprattutto la presenza "stracult" di Verónica Miriel, la Marisòl di Un Sacco Bello (1980) di Verdone che qui è in versione cicciotta (ma non male) e che dopo il film del Carlo nazionale intraprenderà una carriera cinematografica all'insegna dell'eros (ma non del porno...d'ho!). In conclusione, c'è di peggio ma c'è anche di meglio e di Lenzi si può guardare altro, comuque l'appassionato saprà trovarci un certo fascino. Per quanto riguarda il titolo, esso è formato da tre elementi presenti nel film: il primo è presente nella frase sopra citata, il secondo in un altro dialogo in cui si parla della situazione intrigata come di un "labirinto", ed il terzo non ve lo rivelo per non fare spoiling!

Noto all'estero come: Eyeball (USA), The devil's eye o Wide eyed in the dark o The secret killer (UK), El ojo en la oscuridad (Spagna), Labyrinth des Schreckens (Germania), L'occhio sbarrato nel buio (titolo citato da anglofoni come semplice traduzione di Wide eyed in the dark; mai comparso in Italia).