TRAMA

Lucio Fulci nella parte di se stesso è oppresso dall'orrore che negli anni è scaturito da tutti i film di paura che ha girato. In preda a terribili incubi, chiede aiuto allo psichiatra Schwarz (David L. Thompson). Fulci crede di essere colpevole di omicidi ma in verità è il medico ad essere un killer.

 


UN GATTO NEL CERVELLO
Italia - 1990 - 87' - Colore

di Lucio Fulci

GENERE
HORROR
IN BREVE
E' un fulci scalcagnato ma che mira a riflessioni profonde. Roba alla buona che però "intenerisce il core" dell'appassionato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Quando troveranno la descrizione dettagliata di tutti questi ultimi delitti su quella tua lista, la polizia non avrà più alcun dubbio. I tuoi film, i tuoi appunti ti condanneranno a passare per il mostro. Dopotutto non esiste forse quella stupida teoria che dice che le scene di violenza provocano la violenza?!"

"Costò non più di 180 milioni. Girato in 16 mm e poi gonfiato in 35 mm. Lo montammo anche prendendo spezzoni di altri film, per esempio I Fantasmi di Sodoma, che io ho abbandonato a metà... Certo, non è un film indicativo della mia tecnica. Gli effetti speciali so' schifosi... E' un'operazione sperimentale"* ... E commerciale! Fulci stesso, con queste parole, ammette la pochezza tecnica di un film che suona come una sorta di addio artistico anche se Un Gatto nel Cervello non è proprio l'ultimo film del regista. Tuttavia Fulci ormai aveva sparato le sue migliori cartucce e le tre pellicole finali prima della sua morte (Demonia, 1990; Voci dal Profondo, 1991; Le Porte del Silenzio, 1991) si possono considerare delle produzioni ben poco soddisfacenti nate più per sfruttare il mezzo televisivo che il grande schermo. Con Un Gatto nel Cervello, pellicola a tratti delirante sia per quel che mostra sia tecnicamente (SFX, montaggio, dialoghi, etc), Fulci tenta un discorso metacinematografico: lui, regista di horror, viene sopraffatto dalla stessa materia trattata per anni. Fulci crea una pellicola che pare la realizzazione su celluloide dell'aforisma di Nietzsche "E se guarderai a lungo nell'abisso, anche l'abisso guarderà dentro di te". Chiaramente il regista gioca con il suo materiale e con il suo personaggio e l'immagine del Fulci squassato da incubi splatter in un vortice schizofrenico che confonde realtà e fantasia non rispecchia la vera personalità del regista, in realtà molto più solare di quanto appaia nel film. Eppure, con tutte le dovute cautele, Un Gatto nel Cervello inquadra con una certa vivacità (non priva di grossolanità) l'universo di un uomo che ha dedicato buona parte della sua arte a terrorizzare il pubblico e ad usare lo splatter come un'arma puntata sulle banalità dei benpensanti; il gioco in questo caso sta nel fatto che l'arma è a doppio taglio e Fulci ne fa le spese. Il finale si conclude in maniera beffarda come a dire che solo i cretini si prendono davvero sul serio. L'operazione in sé è ardita e le potenziali riflessioni sono molte, eppure Un Gatto nel Cervello va ad infrangersi contro la pochezza dei mezzi e delle idee accessorie che avrebbero aiutato il tema centrale a sviluppare meglio il proprio percorso. Certo che per gli amanti del low budget italico e dello splatter il film è una vera e propria pacchia: Fulci realizza una sorta di collage del meglio (o del peggio) di sue diverse produzioni che rappezzate insieme alla buona risultano come una hit parade di nefandezze. E poi vedere il buon vecchio regista in golfinetto rosso che si strofina le mani con sullo sfondo le piastrelle che mia nonna aveva in cucina mi ha fatto sentire a casa. Roba per stomaci forti, per bocche buone e per afecionados del cinema di genere.

Noto all'estero come: Nightmare Concert (A Cat in the Brain).

* In Giusti M. (2004), Dizionario dei film italiani Stracult, Frassinelli, p.338.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 180 milioni di lire ed è stato girato fra l'aprile 1990 e il maggio dello stesso anno.

Nel film si ritrovano diversi spezzoni di altri film di Fulci o di pellicole nelle quali ha lavorato o in qualche modo messo il nome: Il fantasma di Sodoma (1988), Non aver paura della zia Marta (1988), Quando Alice ruppe lo specchio (1988), Bloody psycho (1989), Fuga dalla morte (1989), Massacre (1989), Hansel e Gretel (1990).

Parte della colonna sonora viene da E tu vivrai nel terrore: L'aldilà (1981).

Fino al febbraio 1999 questo film era bandito nel Regno Unito. E' passato uncut solo nel 2003 ma vietato ai minori di 18 anni.

Una versione del film distribuita in Germania fu tagliata di ben 20 minuti e anche così fu vietata ai minori di 18 anni.

Lo script originale era lungo 49 pagine e non conteneva dialoghi. Vi erano descritte solo scene di omicidi e notazioni musicali.

Nell'ultima scena si vede Fulci che si allontana in barca con delle belle ragazze. La barca ha nome "Perversion" che non a caso è il titolo internazionale del thriller di Fulci noto in Italia come Una sull'altra (1969).

Il film è girato a Castelnuovo di Porto vicino Roma.

Due possibili interpretazioni per il titolo del film. Nel primo caso si farebbe riferimento alla sensazione di stridore che Fulci sente provenire dall'interno della sua testa come se all'interno della scatola cranica avesse un gatto. Per la seconda spiegazione, più dotta, il titolo del film (che in inglese suonerebbe come "A Cat in the Head") sarebbe un gioco di parole rispetto al libro per bambini "A Cat in the Hat" scritto dal Dr. Seuss (Theodor Seuss Geisel) nel 1957.

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