La Frase dal Film:
"Quella bambina mi sta fissando!" "Quale bambina?" "Forse è andata via" "Tanto meglio, non vogliamo certo che continui a fissarla!"
Locandina patinata e di gusto romeriano per un film che non è né patinato né romeriano, ma piuttosto un low-budget interminabile più simile ad una rivisitazione di The Fog (1980). Woelfel, non il più noto fra i registi ma comunque con un discreto curriculum di pellicole al suo attivo (la qualità delle quali è discutibile), scrive, recita, monta, dirige e compone lo score musicale in questo suo Ghost Lake, suo che più non si può. Va da sé che si rimane ammirati da tanta passione per il cinema horror e per la capacità di saper far cinema con pochi mezzi. Però, così come il genitore amorevole rischia di soffocare con il suo amore il proprio figlio, nello stesso modo Woelfel intasa la sua pellicola di elementi, e ciò che poteva essere apprezzabile se costruito con una umile linearità, evitando divagazioni che non aggingono nulla di più alla storia o alla qualità di questa, si trasforma in una sfiancante ghost story con visioni, zombies, fantasmi bambini, doppelgänger, intrecci amorosi, e altro ancora. La prima parte è di buona fattura con alcune sequenze genuinamente inquietanti, ma questi primi minuti non hanno l'enegia sufficinete per tener desto lo spettatore per l'ora e passa successiva; non riescono nell'impresa neppure le scene che vedono la protagonita a seno nudo indaffarata in un rapporto sessuale in macchina, quello sì particolarmente energico. Per la cronaca la scena è una delle tante per nulla necessaria ma in questo caso un po' di exploitation non guasta. Il tema portante del film in vero non è male, si tratta del senso di colpa della protagonista per la morte dei genitori che la fa sprofondare in una dimensione psicotica in cui si confonde realtà e fantasia, un terreno fertile per innestare la storia di fantasmi che sono per loro "natura" l'incarnazione del fisico che incontra il metafisico. Chi meglio di una Rebecca al limite per indagare ciò che si trova al limite? Sì, però tutto è terribilmente tirato per le lunghe, cosa che dà a Ghost Lake lo svantaggio di mostrare in maniera macroscopica i propri limiti. Dal momento che si tratta di fantasmi, e dal momento che di fantasmi nel cinema horror si tratta dall'inizio del '900, è difficile dire qualcosa di nuovo su di essi e Woelfel non è colui che lo sa dire. Mancano dei bravi attori, mancano i mezzi e in 112 minuti questo si nota ancora di più, manca una scrittura e un montaggio controllato che per esempio avrebbe evitato l'uso un po' facilone dello split-screen. Positivo e impressionante il fatto che questo film low budget sia presentato in DVD in widescreen anamorfico, l'audio sia in Dolby Digital 5.1 e sia stato filmato in HD digitale. Però i colori risultano non particolarmente brillanti. Bravina la protagonista che nel 2002 aveva fatto un corto con un titolo più che assurdo: Waiting All Day for the Green Face of the Hummingbird (If I Were a Lily) [Aspettando tutto il giorno il volto verde del Colibrì (Se fossi un Giglio)]. Qualcuno l'ha visto? Poi girerà da protagonista The Pool 2 (2006); sì, insomma, non è Bette Davis.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Rushford e Wellsville, entrambe nello stato di New York.
Il lago del film ovviamente esiste davvero e si chiama davvero Rushford. E' vero anche che due paesini furono sommersi per la creazione di una diga i cui lavori terminarono nel 1930.