Il film in breve

Meglio del primo, che era ampiamente sotto i livelli della decenza. Quindi anche qui tecnicamente non siamo molto in alto, ma comunque non mancano gli spunti.

 

 

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GHOULIES 2

Titolo Originale: Ghoulies II Regista: Albert Band Paese: USA Anno: 1987 Durata: 95' Cromia: Colore Genere: Horror - Comedy

Ned (Royal Dano) e il nipote Larry (Damon Martin) portano in giro la loro casa dell'orrore, baraccone da luna park che non riesce più a fare gli incassi dovuti. Il proprietario del parco, Hardin (J. Downing) vorrebbe sbarazzarsi dei due ma nel baraccone dei giostrai si sono nascosti dei piccoli mostri ributtanti.

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La frase dal film: "Hai visto la mia Ciccina?" "E chi non l'ha vista?!" "Voglio dire la gattina, deficiente!"

 

All'inizio fu Ghoulies (1984) film che nei suoi limitati 81 minuti convinceva senza troppe complicazioni che non ci sarebbe stato bisogno di nessun seguito. Fortuna volle che il mestiere di Albert Band, padre di Charles e fondatore della Empire Pictures, sia riuscito nella miracolosa impresa di riproporre i mostriciattoli di gomma meno minacciosi nella storia del cinema e di cavarci fuori una pellicola dignitosa (relativamente al suo genere che è programmaticamente B) o se non altro decisamente più spassosa del primo episodio. C'è di più. La storia, con la sua vecchia casa degli orrori deambulante, fatta di mummie e ragnatele, al limite del crack economico che non attrae più le nuove generazioni è una metafora palese di un certo tipo di cinema, quello B (che sta anche per Band!), fatto di poco ma di cuore, il cui battito non è più udito dai più giovani. Al posto di versare lacrime, Band preferisce rispondere alla crisi con un sorriso beffardo che mescola horror e comicità. Ghoulies 2 è, intendiamici, quello che ci si potrebbe aspettare e anche meno: alcune scene, come quella dei due ragazzini entusiasiti che convincono una folla di adulti subnormali che farsi rigurgitare addosso muco da un ratto è una figata, sono così pacchiane da rasentare l'ignomignoso. Ma, secondo il sacro principio del so bad so good, anche l'ignominia ha il suo perché. I pupazzi inventati dall'effettista John C. Buechler continuano a non far paura ma almeno fanno più danni e si muovono di più, anche se per limiti effettistici si muovono con la stessa conturbante naturalezza di Topo Gigio. A parte il nano regular nei film della Empire Phil Fondacaro e il vecchio Royal Dano, nessun attore si distingue, mentre invece si fanno notare le scenografie e soprattutto l'uso delle luci che danno al film una piccola marcia in più che in confronto al primo episodio pare di essere di fronte al rutilante Moulin Rouge di Luhrmann. Peccato che Band scelga di andarci veramente troppo leggero sul sangue e sul sesso perché il film si poteva ben prestare. Per chi si accontenta di poco, posso dire che questa volta si vede davvero il Ghoulie nella tazza del cesso, visto che il film precedente pubblicizzava la cosa nel poster ma poi nonm si vedeva nulla nella pellicola. C'è anche un mega-ghoulie nel finale e la tipica esplosione conclusiva tipicamente '80. Passabile, solo se siete amanti del cinema di genere.

 

Seguito da: Ghoulies 3: Anche i Mostri Vanno al College (1990) e Ghoulies - Passioni Infernali (1993).

Il film e oltre...

TRIVIA

Il film è stato girato a Roma.

 

Il doppiaggio italiano del film è stato curato da Gigi Reder, il mitico Filini dell'assai mitico Fantozzi.

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

Nulla da segnalare... per ora

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