La Frase dal Film: “Quindi non hai idea di come ha fatto il tuo fucile di bordo a mettersi a sparare sfondando il tetto dell'auto?” "No!" "Tu non sei stato e non c'era nessuno nell'auto, è la tua versione?" "E' la mia versione, sì" "Allora siamo di fronte a un mistero inspiegabile, giusto?" "Esatto. Sarà uno di quei misteri tipo... Clinton che viene eletto Presidente"
Quarto capitolo della scarsissima saga dei Ghoulies, versione low dei Critters a loro volta versione scrausa dei Gremlins, e già quelli non è che mi esaltassero molto. Qui siamo dalle parti del sequel tipo quello con flashback che sono spezzoni del primo film, tanto per rimpire i tempi. Il franchise nato fra le braccia della famiglia Band (Empire Productions) passa nelle mani della Cinetel Films che ingaggia alla regia Jim Wynorski, grande maestro del B e Z movie forgiato da niente di meno che Roger Corman. La classe trash c'è e si vede. Prima di tutto si sceglie insensatamente di trasformare i Ghoulies, nei precedenti film piccoli mostri, in creature naniformi: la faccia è sempre quella demoniaca ma le dimensioni cambiano e adesso, oltre a blaterare, i Ghoulies se ne vanno a spasso per Los Angeles. Quindi, per portare fuori pista lo spettatore, i mostri protagonisti del titolo hanno ben poco spazio nella faccenda che soprattutto riguarda la ricerca di una gemma magica ad opera di Alexandra, una strega strafiga vestita da dominatrix che s'è messa in testa di evocare Faust perché s'era trovata bene a letto con lui (vero!) e disegna pantacoli dappertutto. C'è il protagonista, lo stesso Graves/Liapis del primo film che lì faceva l'ereditiere ossessionato dalla magia, mentre qui fa il poliziotto hard boiled che vive insiema ad una prostituta niete male. Molto logico. Poi c'è la comandante di polizia Kate, anche lei non male, che dice di non volersi fare Graves ma mente. Quindi ci sono tutta una serie di siparietti action (con abuso di rallenty) e sketch comici pietosi. Ovvio che Ghoulies 4 ha un grosso potenziale trash anche se però non osa davvero su nessun fronte (sesso, sangue, action) tentando forse di mantenere un livello decoroso che invece non ha per principio. Ne deriva che il suo brutto è brutto e basta. Da un regista che ha affermato: "Breasts are the cheapest special effect in our business" (I seni sono l'effetto speciale più a buon mercato nel nostro business) mi sarei aspettato di vedere almeno due cosine in più. Il film si conclude pietosamente con i mostri che salutano il pubblico dando appuntamento a Ghoulies IV parte 2 per poi saltare in un varco spaziotemporale. Bravi, però sta volta rimaneteci dall'altra parte. Decisamente sconsigliato.
I film precedenti sono: Ghoulies (1984), Ghoulies 2 (1987), Ghoulies 3: Anche i Mostri Vanno al College (1990).