TRAMA

La hostess Linda (Emmanulle Seigner) torna a Torino per scoprire subito che sua sorella, la bella modella Celine (Elsa Pataky) è stata rapita da Giallo (Byron Diedra, cioé Adrien Brody), un serial killer brutto e itterico. Linda si rivolge all'esperto ispettore Enzo Avoli (Adrien Brody). I due arrivano a scoprire l'identità e la storia di Giallo e si lanciano in una corsa contro il tempo per salvare Celine.


GIALLO
Spagna/Italia/USA/UK - 2008 - 92' - Colore

di Dario Argento

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Questo argento non è vivo. Lui dice giallo, io vedo rosso.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Che cos'è?” "Quello che volevi" "Quello che volevo? Qui ci sono migliaia di nomi" "1257 nomi" "Sal, intendevo quelli con precedenti penali, non qualsiasi tassista" "Infatti è così"

Uno pensa che se Mister Argento fa un film intitolato Giallo con tanto di Adrien Brody come star protagonista, questo possa essere il film del grande ritorno. Lo pensa perché, se mai ci fosse la necessità di ricordarlo, Argento è il grande padre del genere che porta lo stesso nome del titolo di questo film, il regista che ha innalzato a forma perfetta di terrore il whodunit, slang inglese che indica quelle pellicole che si giocano sulla scoperta di chi ha commesso il crimine (Who done it?). E' lui che con i suoi gialli della trilogia degli animali (L'Uccello dalle Piume di Cristallo, 1972; Il Gatto a Nove Code, 1971; Quattro Mosche di Velluto Grigio, 1972) e poi con il superlativo Profondo Rosso (1975) ha creato l'ortodossia di un genere (film giallo più elementi di violenza, psicologia e sessualità) che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione. E poi via via fino ad Opera (1987), film spartiacque che segnò quella che pare a tutt'oggi l'inesorabile discesa nel Maelström artistico del maestro italiano dell'horror. Quindi, uno si appresta a vedere Giallo pensando che, caspita, Argento forse ha compiuto un fruttuoso passo indietro, una virtuosa involuzione verso il genere che ha offerto al pubblico maggiori soddisfazioni e con il quale l'artista pare essersi meglio espresso. E poi nel cast non compare Asia che è garanzia di non sentirsi irritato ad ogni linea di battuta. E invece il titolo è solo un furbastro richiamo al genere tanto amato perché la verità è che giallo sarebbe il colore della pelle del killer (la cui identità non è nascosta, quindi zero whodunit), una specie di Bruce Springsten brutto con l'epatite, che deve prendere l'interferone, la ribovirina... ma che tristezza. Lui è brutto, lo prendevano in giro da piccolo, e allora fa fuori le belle donne, le modelle. Questa volta sotto il vestito non c'è veramente niente, se non qualche scena mediata dal moderno tortur-porn alla Hostel (2005), con passaggi dalle opulente architetture torinesi agli squallidi meandri in cui vive ed opera il killer (questo non è malissimo). Poi c'è Adrien Brody che fuma una sigaretta dietro l'altra, con un passato drammatico quanto assurdo (leggi più sotto), che lavora nei meandri della questura alla ricerca di un killer che si sa essere un taxista. Al che ci si chiede quanto possa essere difficile tracciare tutti i taxisti di Torino che non devono certo essere miliardi (questo lo si fa solo dopo che Linda conferma l'ipotesi taxista). Non si può dire in senso stretto che Giallo sia un film brutto, perché tecnicamente è controllato, equilibrato, eccetera, ma è una pellicola che sta lì così, con la mediocrità di un prodotto per cassetta e da Argento francamente ci si aspetta di più. A voler vedere si potrebbe parlare del fatto che Brody interpreta sia l'ispettore che il killer, un ispettore che nell'infanzia fu anche assassino; una sorta di specularità che però il film non approfondisce affatto. Qualche guizzo nostalgico durante le scene di violente coltellate alla gola che ben rientrano nella tradizione argentiana, ma poi ci sono le sequenze di tortura che non sembrano affatto consone allo stile argentiano. Si dirà che il film non è stato scritto da Argento ma da due americani, però è anche vero che l'hanno scritto appositamente per lui e lui l'ha girato. Quindi mi chiedo cosa dovrebbero pensare gli spettatori di un horror thriller banalissimo con un killer che sembra un caratterista della vecchia commedia pecoreccia in cerca di una via di fuga per la Svizzera dove potersi sparare in santa pace il suo interferone. Il finale del film, quantomeno, poteva essere un minimo feroce, lasciando nel mistero la sorte dell'ultima vittima che invece se la caverà. Argento notoriamente s'incazza con i critici perché dicono che ce l'hanno con lui, mentre invece i critici giudicano duramente i suoi prodotti proprio perché consapevoli delle capacità, da tempo inespresse, del regista. Un po' quando si dice ai bambini che i genitori ti sgridano perché ti vogliono bene: quando sei piccolo non capisci che questa è una verità sacrosanta. Oppure dovremmo stare a pulire l'argento per anni, cercando di farlo splendere quando ormai le macchie di ossidazione hanno preso il sopravvento? Noi stiamo qui, ad aspettare Giallo, un vero giallo. O per lo meno una pellicola che si elevi dalla mera sufficienza.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 10 milioni di euro ed è stato girato tra il 12 maggio e il 19 giugno 2008.

Elsa Pataky, la Celine del film, è la fidanzata dell'attore Adrien Brody.

Sia Vincent Gallo che Ray Liotta furono contattati per il ruolo di Giallo. Gallo rinunciò dopo che Asia Argento, la sua compagna, fu ingaggiata come attrice per il film. Asia rinunciò alla parte perché era in stato interessante e comunque Gallo non fu "ripescato".

E' il primo film di Argento non scritto da lui.

MI VUOI COGLIONARE?!

Della serie: come è piccolo il mondo. In una scena l'ispettore Avoli esce dalla questura e sul marciapiede incrocia un uomo che porta a spasso un cane, un labrador o roba del genere. In una scena di molto successiva Avoli con Linda al parco incrocia lo stesso uomo che porta a spasso lo stesso cane. L'uomo è pure vestito uguale! (vedi 4^ e 5^ immagine a sx).

Il piccolo Avoli massacra di coltellate lo zio macellaio che aveva ucciso la madre. Si sfonda la vetrina che dà sulla pubblica via. Davanti ad Avoli con in mano il coltellaccio insanguinato si para il carabiniere che, non si capisce come, non persegue il reato ma prende sotto la sua ala il tenero Avoli e lo fa diventare ispettore. Ma, non so, suppongo che essendo in Italia tutto possa succedere, anche questo.

Dal film risulta che a Torino 1257 taxisti sono pregiudicati. Io non so quanti taxisti operino a Torino ma si può fare una stima. A Roma operano circa 7800 taxisti per una popolazione di 2.756.000 abitanti. La popolazione di Torino è di 907.000 abitanti. Ne deriva, per una semplice proporzione, che i taxisti di Torino debbano essere circa 2566. Orbene, per gli sceneggiatori statunitensi il 48,9% dei taxisti torinesi sono dei pregiudicati. Meglio andare a piedi a Torino o meglio scrivere le sceneggiature con più attenzione?

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