La Frase dal Film:
"Ah, De Paul, dimenticavo...la ragazza, beh sì,
non ha le mutandine" "Beh, peggio per
lei!"
Brutto di brutto. Che dire di un film che
come protagonista ha un commissario, tale De Paul (Jeff
Blynn, incredibilmente anche presente in Cliffhanger,
1993) che ha l'insensato vezzo di mangiarsi uova sode ogni
cinque minuti? Io ne ho contate ben 10, poi mi sono rotto
le balle ritenendo più assurdo uno che conta le uova
sode di un altro che le mangia. Suppongo che sta storia
del poliziotto magia uova dovrebbe stare al tenete Kojak
che mangiava leccalecca, ma Dio mio, Aldo Serio (al soggetto
e sceneggiatura) non poteva farsi venire in mente qualcosa
di meno schifoso?! Tutto il film è in pratica un
falshback che illustra i giochetti erotici della coppia
Fani/Dei: lei si masturba perché insoddisfatta delle
brevi prestazioni dell'amante, lui sniffa cocaina e si rilassa
(?) sul divano, poi riparte di slancio e si scopa di nuovo
la Fani. Scappa anche qualche frustata e due scene in cui
Dei fa l'esibizionista e il guardone. La povera Fani si
lamenta ma subisce. Grandiosa la scena in cui Gianni Dei
stuzzica con un grissimo una cozza, metafora di una vulva;
Leonora Fani se ne risente. Grandiosi! Tutti gli attori
fanno un lavoro miserrimo (Jeff Blynn recita muovendo troppo
le mani) e a ben vedere sono anche esteticamente sgradevoli,
soprattutto Gianni Dei nudo non è un bello spettacolo.
Poi c'è tutta la parte che riguarda il gore e la
violenza, decisamente eccessiva per una produzione del genere
giallo all'italiana. La solita Mariangela Giordano è
come al solito nuda e, come al solito, patisce la morte
più atroce, un po' come avverrà in Patrick
vive ancora (1980) sempre di Landi. Questa volta le
viene segata una gamba a mo' di Guinea
Pig 2 (1985) e il suo cadavere viene nascosto in un
frigorifero. La scena è davvero cruda ma l'aura poveristica
e trash che pervade tutta la pellicola impedisce di sentirsi
davvero oltraggiati dalla visione. Altra scena truce vede
il killer maniaco (la cui presenza viene svelata troppo
presto e quindi il thrilling viene meno) che infila un paio
di forbici nella vagina di una prostituta; inspiegabilmente
alla prostituta esce il sangue dalla bocca. Un tempo Landi,
regista del serial Le Inchieste del commisario Maigret
(1964), non ci andava certo per il sottile. La trama è
squinternata, soprattutto perché l'unico vero testimone
del delitto, che aveva visto tutto, rivela l'arcano alla
fine del film ma all'inizio era stato il primo ad essere
interrogato però, provvidenzialmente, si era dimenticato
di rivelare la cosa alla polizia. Mah! In più il
killer con gli occhiali alla Venditti non c'entra nulla
con la morte dei protagonisti. La recitazione e la regia
sciatta rendono Venezia, una delle città più
belle al mondo, una specie di scialbo porto di mare. Giallo
a Venezia è decisamente un film brutto, prima
ancora che di cattivo gusto, e quindi sconsigliato; anche
se fosse solo per le scene splatter ci sono film molto ma
molto migliori ai quali fare riferimento. Non stupisce che
la stessa combriccola sia dietro quell'altro disastro noto
col nome di Patrick vive
ancora (1980).
Noto all'estero come: Gore in Venice
o Mystery in Venice (bootleg title) o Thriller
in Venice (USA e UK), Pasadelo em Veneza (Brasile),
Crimen sin huella (Spagna).