TRAMA

Su un canale di Venezia vengono trovati i corpi di Flavia (Leonora Fani) e di Fabio (Gianni Dei). Il commissario De Paul (Jeff Blynn) indaga. Finirà per interrogare Marzia (Mariangela Giordano), amica della coppia, che racconterà di come i due piccioncini se la spassasero con giochi sadomaso.


GIALLO A VENEZIA
(ITALIA - 1979 - 90min - Colore)

di Mario Landi

GENERE
ITALIAN GIALLO - EROTIC
IN BREVE
Brutto e stupido...a meno che non amiate le uova sode...
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ah, De Paul, dimenticavo...la ragazza, beh sì, non ha le mutandine" "Beh, peggio per lei!"

Brutto di brutto. Che dire di un film che come protagonista ha un commissario, tale De Paul (Jeff Blynn, incredibilmente anche presente in Cliffhanger, 1993) che ha l'insensato vezzo di mangiarsi uova sode ogni cinque minuti? Io ne ho contate ben 10, poi mi sono rotto le balle ritenendo più assurdo uno che conta le uova sode di un altro che le mangia. Suppongo che sta storia del poliziotto magia uova dovrebbe stare al tenete Kojak che mangiava leccalecca, ma Dio mio, Aldo Serio (al soggetto e sceneggiatura) non poteva farsi venire in mente qualcosa di meno schifoso?! Tutto il film è in pratica un falshback che illustra i giochetti erotici della coppia Fani/Dei: lei si masturba perché insoddisfatta delle brevi prestazioni dell'amante, lui sniffa cocaina e si rilassa (?) sul divano, poi riparte di slancio e si scopa di nuovo la Fani. Scappa anche qualche frustata e due scene in cui Dei fa l'esibizionista e il guardone. La povera Fani si lamenta ma subisce. Grandiosa la scena in cui Gianni Dei stuzzica con un grissimo una cozza, metafora di una vulva; Leonora Fani se ne risente. Grandiosi! Tutti gli attori fanno un lavoro miserrimo (Jeff Blynn recita muovendo troppo le mani) e a ben vedere sono anche esteticamente sgradevoli, soprattutto Gianni Dei nudo non è un bello spettacolo. Poi c'è tutta la parte che riguarda il gore e la violenza, decisamente eccessiva per una produzione del genere giallo all'italiana. La solita Mariangela Giordano è come al solito nuda e, come al solito, patisce la morte più atroce, un po' come avverrà in Patrick vive ancora (1980) sempre di Landi. Questa volta le viene segata una gamba a mo' di Guinea Pig 2 (1985) e il suo cadavere viene nascosto in un frigorifero. La scena è davvero cruda ma l'aura poveristica e trash che pervade tutta la pellicola impedisce di sentirsi davvero oltraggiati dalla visione. Altra scena truce vede il killer maniaco (la cui presenza viene svelata troppo presto e quindi il thrilling viene meno) che infila un paio di forbici nella vagina di una prostituta; inspiegabilmente alla prostituta esce il sangue dalla bocca. Un tempo Landi, regista del serial Le Inchieste del commisario Maigret (1964), non ci andava certo per il sottile. La trama è squinternata, soprattutto perché l'unico vero testimone del delitto, che aveva visto tutto, rivela l'arcano alla fine del film ma all'inizio era stato il primo ad essere interrogato però, provvidenzialmente, si era dimenticato di rivelare la cosa alla polizia. Mah! In più il killer con gli occhiali alla Venditti non c'entra nulla con la morte dei protagonisti. La recitazione e la regia sciatta rendono Venezia, una delle città più belle al mondo, una specie di scialbo porto di mare. Giallo a Venezia è decisamente un film brutto, prima ancora che di cattivo gusto, e quindi sconsigliato; anche se fosse solo per le scene splatter ci sono film molto ma molto migliori ai quali fare riferimento. Non stupisce che la stessa combriccola sia dietro quell'altro disastro noto col nome di Patrick vive ancora (1980).

Noto all'estero come: Gore in Venice o Mystery in Venice (bootleg title) o Thriller in Venice (USA e UK), Pasadelo em Veneza (Brasile), Crimen sin huella (Spagna).

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