TRAMA

Christine Penmark (Nancy Kelly) inizia a sospettare che sua figlia Rhoda (Patty McCormack) sia responsabile della morte di Claude Daigle, un ragazzino che è finito annegato. Christine trova anche delle prove a supporto dei propri sospetti, e quando anche la vita del giardiniere Leroy (Henry Jones) viene messa in pericolo da un "incidente", i dubbi diventano certezze. Christine, che era stata adottata, teme che il seme malvagio della propria madre biologica, assassina condannata, abbia saltato una generazione e si sia trasmesso a Rhoda.

 

 


IL GIGLIO NERO
(titolo or.:The Bad Seed - USA - 1956 - 129' - B/N)

di Mervyn LeRoy

GENERE
DRAMA - THRILLER - HORROR
IN BREVE
Forse un po' verboso e melodrammatico ma comunque di grande fascino. Riccioli d'Horror!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I say you don't even feel sorry for what happened to that little boy" "Why should I feel sorry? It was Claude Daigle got drowned, not me!"*

Se ci si volesse domandare da dove 'provengono' pellicole come Mikey (1992), L'innocenza del diavolo (1993) e, perché no, L'Esorcista (1973) e Omen (1976), occorrerebbe andare indietro al 1956 quando uscì nelle sale The Bad Seed, qui in Italia noto come Il Giglio Nero. Adattato da un'opera teatrale di grande successo negli USA scritta da Maxwell Anderson, riadattata a sua volta da una novella di William March, Il Giglio Nero è una pellicola che prima di tutto si fa beffe delle bambine brave e belle del cinema di qualche anno prima, che avevano Shirley Temple (Riccioli d'Oro) e Judy Garland come massime rappresentanti. Quindi, a partire da un ribaltamento dell'infanzia come momento della vita caratterizzato da un'innocenza intoccata ed intoccabile, il film prende la forma di un melodramma la cui protagonista è una bambina malvagia dentro, irrecuperabilmente malvagia in quanto il male parte dal "seme", da i geni ereditati da una nonna criminale. La spiegazione deterministica appare un po' rigida e lombrosiana, la contrapposizione fra innatismo e ambiente sociale (contrapposizione ancora oggi motivo di discussione) è eccessivamente manichea. Sta di fatto che la famiglia borghese anni '50 inizia a capire che il pericolo non viene solo dall'esterno, ma può crescere sotto lo stesso tetto, indipendentemente dall'educazione; il che è un bel passo avanti rispetto alle paure simil-proiettive dell'invasione rossa o roba del genere mostrata in svariati horror fantascientifici. Certo che pensare la malattia mentale come un qualcosa di inevitabile che si può trasmettere di generazione in generazione senza che l'ambiente possa (provare a) porvi rimedio è comodo. Riflessioni sociologiche e psicologiche a parte, Il Giglio Nero è un film di un certo coraggio, recitato in maniera superba; non per nulla le due donne protagoniste (Nancy Kelly e la piccola McCormack, al secolo Patricia Ellen Russo) furono candidate all'Oscar. Non da meno Henry Jones nei panni del giardiniere Leroy. Il losco individuo riconosce a pelle la malvagità della ragazzina, quasi che il male fiutasse il male. Il film è molto verboso, le scene di malvagità sono tutte agite off-screen, o meglio date per agite, lo spettatore assiste solo alla conseguenza di quelle azioni e alla disperazione della madre di Rhoda che a poco a poco mette a fuoco la malvagità della figlia così come assiste all'indifferenza psicopatica di Rhoda per le proprie azioni. L'aspetto grazioso della piccola ed il suo sinistro manipolare gli adulti è qualcosa di genuinamente disturbante, nonostante a più riprese il film mostri i suoi annetti e i suoi limiti. Staticità della regia (forse ricalcata dallo stage teatrale), impostazione melodrammatica, dialoghi affettati. Poco male: Rhoda rimane un personaggio cinematografico indimenticabile per la sua lucida malvagità. Il finale del film, che non è quello pensato originariamente ma quello imposto dai codici etici del tempo, contraddice ciò che si è visto fino a pochi minuti prima; sconfortante, come molti degli square-up del tempo, però fortunatamente non riesce a rovinare il film. In ogni caso, come prega la pellicola stessa in conclusione, non vi rivelerò "l'inusuale climax" anche se questo mi impedisce di fare ulteriori osservazioni (vedere spoilers). Di veramente inusuale c'è la presentazione dei protagonisti del film alla conclusione della storia che passano davanti allo schermo proprio come si trattasse della fine di uno spettacolo teatrale; non manca neppure uno sketch fra la mamma e la bambina che si prende due sculacciate, tanto per sdrammatizzare il fatto che Il Giglio Nero ha parlato per quasi due ore all'America e al Mondo di una bambina psicopatica dai codini biondi e dal vestitino lezioso. Insomma, nonostante tutti i tentativi di farlo rientrare nei ranghi, questo The Bad Seed è riuscito a mantenersi davvero affascinante. Film per tutta la famiglia, nella speranza che qualcuno della nuova generazione rimanga stregato dal bianco e nero.

* Trad: "Dico che non ti dispiace nemmeno un po' per ciò che è accaduto a quel ragazzino" "Perché dovrei sentirmi dispiaciuta? E' Claude Daigle ad essere annegato, non io!"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato fra il maggio ed il luglio 1955 nei Burbank Studios della Warner (California), costò circa 1.000.000 di $.

Rifatto per la tv col titolo Il seme del male (The Bad Seed, 1985). E' un buon prodotto televisivo (c'è anche David Carradine) che mi capitò di guardare in tv negli anni '80 una mattina che ero rimasto a casa dalle elementari perché malato. Chissene, direte voi. Sì, però bei tempi.

La voce dell'annunciatore alla radio dà la notizia dell'annegamento del ragazzino è quella dell'attore Henry Jones, che nel film interpreta LeRoy.

Il brano che Rhoda suona al pianoforte e che si sente durante il film è il motivetto francese Au Claire de la Lune.

Il libro che Rohda dice di aver vinto a scuola, Elsie Dinsmore, tratta di una bambina di otto anni molto pia e religiosa; fu scritto da Martha Finley nel 1867.

La nonna assassina di Rhoda, Bessie Denker, è un personaggio inventato, mentre le altre assassine storiche che vengono citate sono nomi veri.

Il finale del film, quello originale, prevedeva che Rhoda sopravvivesse e sua madre morisse, però il codice di autoregolamentazione cinematografica statunitense di allora, pretendeva che il crimine non fosse presentato in modo che i criminali "l'avessero vinta". Da qui il finale de Il Giglio Nero che potrete vedere.

Marlene Dietrich disse dell'attrice Nancy Kelly: "Se lei avesse recitato in Europa, sarebbe stata la regina delle scene. Le barbare scelte di casting di Hollywood hanno privato il mondo del suo talento".

A proposito di questo film l'attore Robert Englund, più noto come il Freddy Krueger di Nightmare (1984) racconta (trad. mia): "Quando avevo 9 anni, andai ad una festa di compleanno. Pensavamo di vedere un film di cowboy ma la programmazzione andò a farsi fottere e invece vedemmo Il Giglio Nero. Terrificante. Sono rimasto terrorizzato dalle ragazzine coi codini per anni".

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