TRAMA
Brick Bardo, poliziotto alineo miniaturizzato, viene a sapere di Ginger, infermiera rimpicciolita dagli alieni. I due si trovano e si innamorano. Brick quindi viene contattato dalla detective Judith Grey, ossessionata dall’esistenza dei demonic toys. Bardo, Ginger e Judith si recano alla tana dei giocattoli assassini, i quali vogliono Ginger per compiere un rito satanico.


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GIOCATTOLI ASSASSINI |
titolo
or.: Dollman vs. Demonic Toys -
USA - 1993 - 64' - Colore |
di Charles Band
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| GENERE |
HORROR |
| IN BREVE |
Marketing prima di tutto. E i risultati sono questi. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"Psycho? all bitches are crazy squirt! Don't look so surprised jerkweed!, I know all about women!"*
Dollman versus Demonic Toys, ovvero: cosa succederebbe a mettere sullo schermo contemporaneamente “eroi” di due serie diverse? Non è cosa da poco. Ad esempio, chi di noi non si è mai chiesto cosa succederebbe a dar vita al dynamic duo Ken Shiro + Chuck Norris scatenati nella metropolitana milanese contro gli imbranatoni che sulla scala mobile si piazzano immobili a sinistra, bloccando la corsia dei frettolosi? Io ci perdo il sonno. In ambito horror l’esperimento è già stato tentato, basti pensare ai mix fra mostri della Universal negli anni ’40 e, più recentemente, a Freddy Vs. Jason (2003), AVP: Alien vs. Predator (2004) o Van Helsing (2004). Sono esperimenti cinematografici dalle finalità chiaramente commerciali che danno vita, in genere, a risultati questionabili, in termini di resa artistica e intrattenimento. La Full Moon della famiglia Band, che cresce come casa di produzione di B-movie per cassetta, tenta questa strada anche se non sceglie Puppet Master (1989), la sua saga più nota, bensì va a pescare, combinando, prodotti minori quali Dollman (1990), Giocattoli infernali (Demonic Toys, 1992) e, senza che traspaia dal titolo, Radio Alien (1992), filmetto dal quale è presa l’idea dell’infermiera rimpicciolita. Il risultato, nella fattispecie, è truce. Giocattoli assassini suona come quelle poco esaltanti puntate di raccordo dei serial televisivi in cui i protagonisti, seduti sul divano, ricordano tutte le belle situazioni vissute insieme, riproponendo con un collage pezzi e sequenze che lo spettatore ha già visto e rivisto; quel genere di trovate che fanno cambiare canale, anche allo spettatore più affezionato. Immagino che queste puntate collage siano una sorta di boccata d’aria per i team produttivi, un modo per tirare il fiato, potendo creare un episodio senza creare di fatto materiale nuovo. In ogni caso questo film Full Moon è proprio così, un montaggio di cose viste già nei film di riferimento. L’unica cosa originale proposta è un inseguimento all’interno dell’azienda tana dei Demonic Toys e il personaggio della detective Judith, interpretata da Tracy Scoggins, che però viene eliminato molto velocemente. D’altro canto l’idea dei giocattoli cattivi non è malvagia, così come sono abbastanza divertenti le situazioni nella cucina gigante con Ginger che si sveglia nel cassetto. Non è malaccio neppure il finale con il Cicciobello gigante che tenta di violentare Ginger... sempre lei. Il film però rimane ben saldo nella sua dimensione di prodotto bis pensato per il mercato home, privo della volontà di distinguersi. La Full Moon in seguito mixerà i Demonic Toys con i più ben noti pupazzi di Puppet Master, senza che però i risultati siano incredibilmente migliori. Pellicola per appassionati con ben poche pretese. Almeno dura poco, ben poco.
* Trad: "Matta? Tutte le troie sono matte col botto! Non essere così sorpreso coglione! Io so tutto delle donne"
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