TRAMA

Andrea Bild (Franco Nero) è un giornalista di cronaca con problemi di alcolismo. Dopo la festa di capodanno, il professor Lubbock (Maurizio Bonuglia) viene ferito in quello che sembra essere un tentativo di omicidio. Dopo questo fatto iniziano ad avvenire degli omicidi e Bild si trova coinvolto nelle indagini, con l'assassino che gli intima di lasciar perdere. Vicino ai corpi viene lasciato un guanto nero al quale manca, ad ogni successivo omicidio, un dito in meno.


GIORNATA NERA PER L'ARIETE
(ITALIA - 1971 - 90min - Colore)

di Luigi Bazzoni

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Forse poca sostanza e molto stile, ma rimane uno dei migliori gialli all'italiana in circolazione.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Domenica 31 Dicembre. Non sono un assassino, non ancora, piuttosto solo nell'intenzione e l'intenzione, secondo la legge, è delitto solo quando è tradotta in atto. Il mio movente è razionale, compatibilmente alla grandiosità del mio scopo. Ho scelto quasi tutte le mie vittime fra persone per le quali la morte non potrà essere che una liberazione. [...] ho deciso di tenere un diario anche se inciso in modo che nessuno possa riconoscere la mia voce, per studiare le mie mosse, per non commettere errori. Con l'anno nuovo cinque persone periranno per mia mano, anche se non ho ancora deciso in che modo"

Giallo di grande stile fin dalla primissima scena, film nel quale lo stile supera di gran lunga la sostanza. Ma non era l'accusa mossa anche ad Argento? Parrebbe quasi un complimento, quindi. Giornata nera per l'ariete viene tratto dal romanzo The Fifth Cord di D. M. Devine e molti di coloro che hanno letto il libro ci fanno sapere che, come spesso accade (o si dice) la riduzione cinematografica perde per la strada molti elementi. Il film di Bazzoni non sembra quindi catturare l'essenza della novella nel momento in cui trascura di descrivere il background delle vittime che, ammetto, vengono servite all'occhio dello spettatore senza molte spiegazioni aggiuntive. La pellicola rientra nello stile del tipico giallo argentiano (J&B compreso) e diluisce lo spessore narrativo alla ricerca di elementi più esploitativi che possano attrarre il pubblico; anche la soluzione finale appare un po' poco coerente, ed imprevedibile nel movente (tanto è contorto) più che nell'identità del colpevole già più intuibile. Questo film non è dunque un capolavoro ma le qualità tecniche della pellicola ed alcune scene specifiche sono così riuscite che si può dire che Giornata nera per l'ariete sia forse, a livello estetico, il miglior giallo all'italiana mai girato. A questo concorre sicuramente la fotografia di Vittorio Storaro che va alla ricerca di locations particolari che facciano esse stesse da splendida scenografia, si evitano le solite zoomate "dentro" gli occhi degli interpreti e si opta per dei più misurati primi piani che drammatizzano i dialoghi, le luci che cadono sugli attori sono sempre impeccabili. Bazzoni, nonostante non abbia una grande esperienza dietro la mdp (era al suo terzo film...ma nel primo aveva lavorato con Rossellini!), fa un lavoro superbo paragonabile solo a quello di Argento, non usando mai la telecamera in maniera banale. Il film non presenta un gran numero di momenti di vera paura, ma l'uso della mdp e la fotografia riescono a mantenere un buon livello di tensione per tutta la durata del film: notevolissima una delle scene finali con il bambino che si trova solo in casa. Le manchevolezze rispetto alla costruzione dei personaggi, del plot (che presenta alcuni buchi), degli effetti (gli omicidi non sono nè violenti nè sanguinolenti) ma l'estrema cura tecnica nella realizzazione delle riprese, fanno supporre che Bazzoni abbia davvero puntato tutto sullo stile, probabilmente ammirato dai precedenti lavori di Argento. Storaro infatti aveva lavorato per L'uccello dalle piume di cristallo (1970) e Morricone, alle musiche in questo film, aveva composto lo score sia del film del '70 che de Il gatto a nove code (1971). Gli attori fanno tutti un buon lavoro e soprattutto si segnala il protagonista Franco Nero, nel ruolo di Bild, torvo giornalista alcolizzato con una difficile storia d'amore alle spalle che pare più un poliziotto hard boiled. Guardando l'interpretazione di Franco Nero mi viene da dire che avrebbe meritato più attenzione dal cinema internazionale. Bellissima come mai più l'ho vista Silvia Monti, qui nel ruolo di Helene, l'ex di Bild. Con tutti i limiti sopra citati, Giornata nera per l'ariete rimane uno dei gialli più interessanti, con un plot che non annoia e con una superba fotografia, peccato che gli omicidi si tengano ad un basso livello di sangue, forse un po' più di violenza avrebbe precorso la moda poi lanciata da Profondo rosso (1975). Comunque sia, da non perdere; in mezzo a tanto cinema di genere italiano, questo film si fa ricordare, così come avverrà per Le Orme (1975), secondo giallo di Bazzoni, nonché penultimo film girato dal regista che nella sua filmografia elenca solamente sei titoli, ma i gialli thriller sono solo questi due. Chi non è avvezzo all'horror o non abbia esperienza coi gialli all'italiana aumenti pure il fear level di un punto.

Noto all'estero come: Evil Fingers (USA - versione doppiata), The Fifth Cord o Silent Killer (USA e UK).

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