La Frase dal Film:
"Domenica 31 Dicembre. Non sono un assassino, non
ancora, piuttosto solo nell'intenzione e l'intenzione, secondo
la legge, è delitto solo quando è tradotta
in atto. Il mio movente è razionale, compatibilmente
alla grandiosità del mio scopo. Ho scelto quasi tutte
le mie vittime fra persone per le quali la morte non potrà
essere che una liberazione. [...] ho deciso di tenere un
diario anche se inciso in modo che nessuno possa riconoscere
la mia voce, per studiare le mie mosse, per non commettere
errori. Con l'anno nuovo cinque persone periranno per mia
mano, anche se non ho ancora deciso in che modo"
Giallo di grande stile fin dalla primissima
scena, film nel quale lo stile supera di gran lunga la sostanza.
Ma non era l'accusa mossa anche ad Argento? Parrebbe quasi
un complimento, quindi. Giornata nera per l'ariete
viene tratto dal romanzo The Fifth Cord di D. M.
Devine e molti di coloro che hanno letto il libro ci fanno
sapere che, come spesso accade (o si dice) la riduzione
cinematografica perde per la strada molti elementi. Il film
di Bazzoni non sembra quindi catturare l'essenza della novella
nel momento in cui trascura di descrivere il background
delle vittime che, ammetto, vengono servite all'occhio dello
spettatore senza molte spiegazioni aggiuntive. La pellicola
rientra nello stile del tipico giallo argentiano (J&B
compreso) e diluisce lo spessore narrativo alla ricerca
di elementi più esploitativi che possano attrarre
il pubblico; anche la soluzione finale appare un po' poco
coerente, ed imprevedibile nel movente (tanto è contorto)
più che nell'identità del colpevole già
più intuibile. Questo film non è dunque un
capolavoro ma le qualità tecniche della pellicola
ed alcune scene specifiche sono così riuscite che
si può dire che Giornata nera per l'ariete
sia forse, a livello estetico, il miglior giallo all'italiana
mai girato. A questo concorre sicuramente la fotografia
di Vittorio Storaro che va alla ricerca di locations particolari
che facciano esse stesse da splendida scenografia, si evitano
le solite zoomate "dentro" gli occhi degli interpreti
e si opta per dei più misurati primi piani che drammatizzano
i dialoghi, le luci che cadono sugli attori sono sempre
impeccabili. Bazzoni, nonostante non abbia una grande esperienza
dietro la mdp (era al suo terzo film...ma nel primo aveva
lavorato con Rossellini!), fa un lavoro superbo paragonabile
solo a quello di Argento, non usando mai la telecamera in
maniera banale. Il film non presenta un gran numero di momenti
di vera paura, ma l'uso della mdp e la fotografia riescono
a mantenere un buon livello di tensione per tutta la durata
del film: notevolissima una delle scene finali con il bambino
che si trova solo in casa. Le manchevolezze rispetto alla
costruzione dei personaggi, del plot (che presenta alcuni
buchi), degli effetti (gli omicidi non sono nè violenti
nè sanguinolenti) ma l'estrema cura tecnica nella
realizzazione delle riprese, fanno supporre che Bazzoni
abbia davvero puntato tutto sullo stile, probabilmente ammirato
dai precedenti lavori di Argento. Storaro infatti aveva
lavorato per L'uccello
dalle piume di cristallo (1970) e Morricone, alle musiche
in questo film, aveva composto lo score sia del film del
'70 che de Il gatto
a nove code (1971). Gli attori fanno tutti un buon lavoro
e soprattutto si segnala il protagonista Franco Nero, nel
ruolo di Bild, torvo giornalista alcolizzato con una difficile
storia d'amore alle spalle che pare più un poliziotto
hard boiled. Guardando l'interpretazione di Franco Nero
mi viene da dire che avrebbe meritato più attenzione
dal cinema internazionale. Bellissima come mai più
l'ho vista Silvia Monti, qui nel ruolo di Helene, l'ex di
Bild. Con tutti i limiti sopra citati, Giornata nera
per l'ariete rimane uno dei gialli più interessanti,
con un plot che non annoia e con una superba fotografia,
peccato che gli omicidi si tengano ad un basso livello di
sangue, forse un po' più di violenza avrebbe precorso
la moda poi lanciata da Profondo
rosso (1975). Comunque sia, da non perdere; in mezzo
a tanto cinema di genere italiano, questo film si fa ricordare,
così come avverrà per Le
Orme (1975), secondo giallo di Bazzoni, nonché
penultimo film girato dal regista che nella sua filmografia
elenca solamente sei titoli, ma i gialli thriller sono solo
questi due. Chi non è avvezzo all'horror o non abbia
esperienza coi gialli all'italiana aumenti pure il fear
level di un punto.
Noto all'estero come: Evil Fingers
(USA - versione doppiata), The Fifth Cord o Silent
Killer (USA e UK).