Romero ha creato un
subgenere nel quale i suoi film sono i maggiori e migliori esponenti, un percorso che ha voluto la cinica
critica sociale affiancata al gore più massicio.
Per la produzione di questo film il regista ha dovuto affrontare
diversi problemi. In primo luogo la competizione con se
stesso e con le due precedenti pietre angolari che per molti
superano questo terzo episodio a livello di dissacrazione
della società civile, in quanto Day of the dead si concentra più che altro (a livello politico) sull'incapacità
delle istituzioni preposte alla salvaguardia della popolazione
(militari/medici) di trovare una via di accordo e collaborazione:
semplicemente i militari sono pazzi paranoici con manie
di comando ed i dottori sono pazzi persi nelle loro teorie
astratte, le uniche a combinare qualcosa sono le minoranze
(donne, neri). Secondo, il regista ha dovuto combattere
contro il rating R dell'MPAA; Romero non ha fatto passi indietro
e si è rifiutato di tagliuzzare la pellicola lasciando
giustamente intoccato il lavoro dell'effettista Tom Savini.
Terzo punto, ai tempi l'audience si stava indirizzando
verso uno stile di horror più giocoso e cartoonistico,
vedi Nightmare, Re-Animator, Gremlins;
risultato Day of the Dead era troppo violento per
il mainstream. Al giorno d'oggi il film sta riacquistando
la sua meritata fama ed il suo giusto successo ma solamente,
ed ovviamente, fra il pubblico di appassionati. Gli afecionados delle opere di Romero potranno ravvisare in questa, più
che nelle due precedenti, la stima ed il culto che il regista
ha per le pellicole anni '50 e '60. I militari ed i medici
non sono solo spunto per l'irriverente critica sociale ma
sono soprattutto icone del cinema d'allora, quel cinema
di fantascienza che voleva gli scienziati ed i militari
a braccietto a collaborare con una minaccia esterna, spessissimo
proveniente dallo spazio. Qualcuno ricorda La cosa da un altro mondo? Il
giorno degli zombi è un film ben fatto, nonostante
i dialoghi non sempre brillanti ed una tensione non più
nuova soprattutto per coloro che hanno già gustato
i due episodi precedenti, un film che sfortunatamente riusciranno
ad apprezzare solo gli appassionati e non dico questo solo
per gli splendidi effetti. Vedere per credere. I mainstreamers
evitino pure, soprattutto quelli refrattari allo splatter.
Preceduto da: La
notte dei morti viventi (1968), Zombi (Dawn of the dead, 1978) e seguito da La
terra dei morti viventi (2005), Diary of the Dead (2007) e Diary of the Dead Sequel (2009).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Romero compare (come al solito) in una
scena in background come zombi. E' identificabile da una
sciarpa che si è legato alla vita.
Joseph Pilato che recita nei panni di Rhodes
aveva partecipato anche in Zombi nel ruolo di un poliziotto e, per la cronaca, è anche
quell'operaio ubriaco che al porto fa cadere la statua assiro-babilonese
nel film Wishmaster
(1997). Gira gira sono sempre i soliti!
Savini, come già detto, è
l'effettista. Nella scena in cui Rhodes viene fatto letteralmente
a pezzi dai morti viventi, furono usate interiora di maiale.
La cosa che pochi sanno è che quelle budella furono
lasciate inavvertitamente fuori dal freezer nel week-end
e alla fine della scena metà del cast corse via a
vomitare per la puzza di marcio!
Il libro che il dottor Logan dà
a Bub è "Salem's Lot" di Stephen King.
I Danesi hanno fatto confusione ed hanno
affibbiato la locandina di Paura
nella città dei morti viventi (1980) di
Fulci al film di Romero.
Lo script originale per il quale Romero
non riuscì ad ottenere abbastanza finanziamenti,
riguardava degli scenziati che vivevano in una fortezza
sopraelevata protetta da un recinto elettrificato mentre
i militari stavano sotto terra. Ci sarebbe stato anche un
piccolo esercito di zombies e la fine del film sarebbe stata
molto più brutale rispetto alla versione corrente.
Tutte le comparse che hanno fatto gli zombi
nella scena finale hanno ricevuto: un cappellino con la
scritta "Ho fatto lo zombie in Day of The Dead (I Played
a Zombie in Day of the Dead)", una copia del giornale
che si vede all'inizio del film (quello con su scritto THE
DEAD WALK!), e un dollaro. La maggior parte delle comparse
erano abitanti di Pittsburg che vollero partecipare alla
produzione del film.
La prima scena del film (la città
abbandonata) è stata filmata a Fort Myers e Sanibel
Island, Florida.
Questo è il film della Quadrilogia
romeriana ad aver incassato di meno al cinema. Nonostante
ciò il regista lo considera il suo migliore.
L'istallazione sotterranea non fu creta
in studio ma era la miniera Wampum presso Pittsburgh.
Questo è il primo film in cui uno
zombie (Bub) dice una frase: "Ciao zia Alicia".
Alcuni fans ritengono che Bub ne dica, mugugnando, anche
un'altra quando sorprende alle spalle Sarah, cioé
"I'm sorry".
La parola "zombi" non viene
mai usata nel film.