TRAMA

Il pianeta terra è invaso dagli zombi, i pochi sopravvissuti se la cavano come possono. In un rifugio sotterraneo si sono asserragliati dei militari e dei medici che cercano di risolvere la situazione. Il mad doctor di turno, nickname Frankenstein, sta mettendo a punto una tecnica che permette di condizionare il comportamento degli zombi e fa del morto vivente Bub la sua cavia preferita. La tensione fra i protagonisti monta fina a sfociare in uno scontro armato che farà da lasciapassare ai mortacci viventi.


IL GIORNO DEGLI ZOMBI
(titolo or.: Day of the Dead - USA - 1985 - 102min - Colore)

di George A. Romero

GENERE
HORROR - SPLATTER
IN BREVE
Un titolo ingiustamente snobbato dai più (i cultori dell'horror) e giustamente evitato dai refrattari al gore
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Romero ha creato un subgenere nel quale i suoi film sono i maggiori e migliori esponenti, un percorso che ha voluto la cinica critica sociale affiancata al gore più massicio. Per la produzione di questo film il regista ha dovuto affrontare diversi problemi. In primo luogo la competizione con se stesso e con le due precedenti pietre angolari che per molti superano questo terzo episodio a livello di dissacrazione della società civile, in quanto Day of the dead si concentra più che altro (a livello politico) sull'incapacità delle istituzioni preposte alla salvaguardia della popolazione (militari/medici) di trovare una via di accordo e collaborazione: semplicemente i militari sono pazzi paranoici con manie di comando ed i dottori sono pazzi persi nelle loro teorie astratte, le uniche a combinare qualcosa sono le minoranze (donne, neri). Secondo, il regista ha dovuto combattere contro il rating R dell'MPAA; Romero non ha fatto passi indietro e si è rifiutato di tagliuzzare la pellicola lasciando giustamente intoccato il lavoro dell'effettista Tom Savini. Terzo punto, ai tempi l'audience si stava indirizzando verso uno stile di horror più giocoso e cartoonistico, vedi Nightmare, Re-Animator, Gremlins; risultato Day of the Dead era troppo violento per il mainstream. Al giorno d'oggi il film sta riacquistando la sua meritata fama ed il suo giusto successo ma solamente, ed ovviamente, fra il pubblico di appassionati. Gli afecionados delle opere di Romero potranno ravvisare in questa, più che nelle due precedenti, la stima ed il culto che il regista ha per le pellicole anni '50 e '60. I militari ed i medici non sono solo spunto per l'irriverente critica sociale ma sono soprattutto icone del cinema d'allora, quel cinema di fantascienza che voleva gli scienziati ed i militari a braccietto a collaborare con una minaccia esterna, spessissimo proveniente dallo spazio. Qualcuno ricorda La cosa da un altro mondo? Il giorno degli zombi è un film ben fatto, nonostante i dialoghi non sempre brillanti ed una tensione non più nuova soprattutto per coloro che hanno già gustato i due episodi precedenti, un film che sfortunatamente riusciranno ad apprezzare solo gli appassionati e non dico questo solo per gli splendidi effetti. Vedere per credere. I mainstreamers evitino pure, soprattutto quelli refrattari allo splatter.

Preceduto da: La notte dei morti viventi (1968), Zombi (Dawn of the dead, 1978) e seguito da La terra dei morti viventi (2005), Diary of the Dead (2007) e Diary of the Dead Sequel (2009).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Romero compare (come al solito) in una scena in background come zombi. E' identificabile da una sciarpa che si è legato alla vita.

Joseph Pilato che recita nei panni di Rhodes aveva partecipato anche in Zombi nel ruolo di un poliziotto e, per la cronaca, è anche quell'operaio ubriaco che al porto fa cadere la statua assiro-babilonese nel film Wishmaster (1997). Gira gira sono sempre i soliti!

Savini, come già detto, è l'effettista. Nella scena in cui Rhodes viene fatto letteralmente a pezzi dai morti viventi, furono usate interiora di maiale. La cosa che pochi sanno è che quelle budella furono lasciate inavvertitamente fuori dal freezer nel week-end e alla fine della scena metà del cast corse via a vomitare per la puzza di marcio!

Il libro che il dottor Logan dà a Bub è "Salem's Lot" di Stephen King.

I Danesi hanno fatto confusione ed hanno affibbiato la locandina di Paura nella città dei morti viventi (1980) di Fulci al film di Romero.

Lo script originale per il quale Romero non riuscì ad ottenere abbastanza finanziamenti, riguardava degli scenziati che vivevano in una fortezza sopraelevata protetta da un recinto elettrificato mentre i militari stavano sotto terra. Ci sarebbe stato anche un piccolo esercito di zombies e la fine del film sarebbe stata molto più brutale rispetto alla versione corrente.

Tutte le comparse che hanno fatto gli zombi nella scena finale hanno ricevuto: un cappellino con la scritta "Ho fatto lo zombie in Day of The Dead (I Played a Zombie in Day of the Dead)", una copia del giornale che si vede all'inizio del film (quello con su scritto THE DEAD WALK!), e un dollaro. La maggior parte delle comparse erano abitanti di Pittsburg che vollero partecipare alla produzione del film.

La prima scena del film (la città abbandonata) è stata filmata a Fort Myers e Sanibel Island, Florida.

Questo è il film della Quadrilogia romeriana ad aver incassato di meno al cinema. Nonostante ciò il regista lo considera il suo migliore.

L'istallazione sotterranea non fu creta in studio ma era la miniera Wampum presso Pittsburgh.

Questo è il primo film in cui uno zombie (Bub) dice una frase: "Ciao zia Alicia". Alcuni fans ritengono che Bub ne dica, mugugnando, anche un'altra quando sorprende alle spalle Sarah, cioé "I'm sorry".

La parola "zombi" non viene mai usata nel film.