TRAMA

David Moran (Daniel Manche) ricorda come da ragazzino non era stato capace di aiutare una ragazza di poco più grande di lui che a causa di una matrigna malata di mente è andata incontro ad una pessima sorte. Quando David era più giovane viveva nella casa di fianco a quella di Ruth Chandler (Blanche Baker) una donna di mezza età che ospitava due orfane: Meg (Blythe Auffarth) e la sorellina Susan (Madeline Taylor). Chiamata da tutti i ragazzi del vicinato "Zia Ruth" la donna è in verità una sadica alcolizzata che tortura psicologicamente e fisicamente le due bambine, ma se la prende soprattutto con Meg, finendo per tenerla segregata in cantina e facendone il giocattolo sessuale dei ragazzini del vicinato.

 


THE GIRL NEXT DOOR
titolo or.: Jack Ketchum's The Girl Next Door - USA - 2007 - 91' - Colore

di Gregory Wilson

GENERE
HORROR - DRAMA
IN BREVE
Un buon film ma difficile da guardare per la reale violenza che trasmette. Si tratta dell'orrore di questo mondo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "David, this is what we call a little domestic dispute, it's just between us. I mean, you saw what you saw but it's nobody's business but our. Understand?"*

Uno di quei film che non si vorrebbero vedere in quanto ricostruiscono una realtà che non si vorrebbe esistesse. Sono i film per i quali un appassionato di horror rimpiange i demenziali eccessi di sangue degli splatter di serie B, innocui e bislacchi divertissements relegati al mondo del fantastico con ben pochi contatti con la vita di tutti i giorni. The Girl Next Door, tratto dall'omonimo romanzo di Jack Ketchum che a sua volta si ispira al fatto di cronaca legato a Gertrude Baniszewski**, si svolge nel 1958 in un tranquillo paesino del New Jersey che già dal nome Haddonfield non suona rassicurante come la location di Happy Days ma riecheggia Halloweeniane memorie. Eppure, all'apparenza, i giovani protagonisti del film hanno l'aspetto dei bravi ragazzi alla Ricky Cunningham; sempre all'apparenza tutto scorre nei migliore dei modi. Ma la realtà, la sotterranea realtà di un film che si ispira ad una storia vera, nasconde l'horror dietro la porta accanto e, comprensibilmente, si tratta dell'orrore che davvero mette i brividi in quanto cittadino di questo mondo e non di quello solo cinematografico. Il male subìto da Meg non è hollywoodiano e non c'è patinatura che conforti le immagini. Va dato atto a Gregory Wilson, alla seconda prova come regista, di non aver nascosto allo spettatore gli elementi più sgradevoli di una storia difficilmente edulcorabile e, nello stesso tempo, di non aver dato spazio ad una dimensione exploitation di pruriginoso voyeurismo, cosa assai facile da farsi quando si mostra nudo il corpo di una giovane donna seviziata, specialmente nell'era di iternet nella quale i termini 'bondage' e 'SM' sono entrati nella terminologia diffusa. Per la cronaca la brava attrice Blythe Auffarth che impersona la 14enne Meg in verità è nata nel 1985 e quindi è più che maggiorenne; lo dico per gli assatanati che, negli anni, hanno regalato migliaia di contatti alla mia recensione di Maladolescenza (1977), così si evitano l'affanno di procurarsi The Girl Next Door. La rappresentazione della violenza e della nudità operata dal regista non è per nulla pornografica, in quanto Wilson restituisce al pubblico le immagini crude esattamente come esse sono. C'è però una differenza fra il libro di Ketchum e il film di Wilson. Lo scrittore non offre al lettore nessun personaggio positivo col quale potersi identificare ed osservare ciò che succede a Meg mantenedo una certa distanza di sicurezza emotiva. Il libro incastra il lettore e lo maltratta più di quanto venga fatto nel film in cui, invece, il giovane David, per quanto omertoso, dimostra a più riprese la propria appartenenza al lato "buono" della faccenda; oltretutto fra lui e Meg nasce un tenero sentimento. Lo spettatore guarda sì le torture psicologiche e fisiche inflitte alle due ragazzine, ma le osserva principalmente tramite gli occhi e i pensieri di David il che, in automatico, ci pone dal lato giusto, evitandoci qualche riflessione sul nostro stesso colpevole voyeurismo. Questo non significa che ciò che viene mostrato arrivi con minor forza alla mente di chi guarda e a tratti viene da domandarsi, data la violenza della sitauzione, chi tra il pubblico ha davvero voglia di sorbirsi 90 minuti di questo atroce spettacolo, a parte i fans dello scrittore Ketchum. Ma il film è ben fatto e, tralasciando la materia trattata (cosa ardua), non occorre un grosso sforzo per riconoscere i pregi tecnici del film che vanno da una regia pulita ad una fotografia attenta e, come necessario in questo genere di pellicole, ad una buona recitazione. Bravi i giovani attori e naturalmenete la Auffarth la quale, letteralmente, si espone più degli altri. Però la migliore performance è quella di Blanche Baker che non solo è assolutamente nella parte ma soprattutto reinventa un personaggio che difficilemente ha visto e studiato nelle circostanze originarie. The Girl Next Door è, in definitiva, un film non per tutti ma solo per coloro che sanno affrontare l'horror di questo mondo opposto alle sanguinarie scorribande degli eroi slasher che soggiornano solo sulla pellicola; si tratta di un viaggio all'inferno emotivamente brutale che difficilmnete vi può lasciare indifferenti. Nondimeno è un buon film.

* Trad: "David, questa è quella che noi chiamiamo una piccola disputa domestica, è solo una cosa fra di noi. Voglio dire, tu hai visto quello che hai visto ma non è affar di nessuno tranne che nostro. Capisci?"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Fort lee, New Jersey.

La stessa storia è stata trattata anche nel film An American Crime (2007).

In una scena i ragazzini guardano la rivista Playboy e fanno riferimento ad un'attrice e pin-up molto nota nel cinema italiano anni '60: Carroll Baker (Il dolce corpo di Deborah, 1968; Così dolce... così perversa, 1969; Paranoia, 1970; ...) che è la vera madre di Blanche Baker che nel film interpreta Ruth Chandler.

Nel film si fa riferimento alla cittadina di Haddonfiel, nota per essere la location fittizia della serie Halloween. Lo sceneggiatore di The Gorl Next Door è lo stesso che ha scritto per Halloween 6 - La Maledizione di Michael Myers (1995), oltretutto Haddonfield è una vera cittadina che si trova in New Jersey, il posto in cui è nata Debra Hill, la produttrice di Halloween. The Girl Next Door si svolge in una piccola cittadina del New Jersey, sicché il riferimento ad Haddonfield ha molteplici significati.

**Gertrude Baniszewski (1929-1990) era una divorziata dell'Indiana dal passato difficile e traumatico con a carico 7 figli, alla quale nel luglio 1965 vennero date in affidamento da una coppia di circensi le loro due figlie: Sylvia Marie Likens (di 16 anni) e Jenny (15); in cambio Gertrude avrebbe ricevuto 20 dollari alla settimana per il mantenimento. Tuttavia i pagamenti dei due genitori iniziarono a non arrivare in tempo già il mese dopo e Gertrude iniziò da quel momento a dare vita ad un'atmosfera di terrore che preedeva per le due ragazzine botte e maltrattamenti psicologici. Nell'agosto 1965 la donna iniziò a consentire che gli altri bamabini (anche quelli delle famiglie vicine di casa) abusassero di Sylvia che veniva definita una puttana. La Baniszewski obbligò anche Jenny a picchiare la sorella maggiore. Sempre nello stesso mese di quell'anno la famiglia Vermillon trasferitasi da poco nel quartiere si accorse del clima di abusi nella casa di Gertrude ma decise che era meglio farsi i fatti propri. La situazione subì un'escalation negativa per Sylvia che venne rinchiusa nel sottoscala mentre doveva sempre subire torture fisiche e psicologiche compiute sia dai ragazzi che dalla padrona di casa. Il 21 ottobre la donna organizzò un piano per sbarazzarsi definitivamente di Sylvia: l'avrebbe obbligata a scrivere una lettera d'addio nella quale dava da intendere che sarebbe scappata; questa la scusa da presentare ai veri genitori. In verità Gertrude voleva uccidere la ragazza e scaricarne il corpo in una discarica. La ragazza morì di stenti e per gli abusi prima che il piano fosse messo in pratica. Gertrude allora chiamò la polizia e in lacrime denunciò la sparizione della ragazza ma Jenny sussurrò all'orecchio del poliziotto che se l'avessero portata via da quella casa avrebbe detto tutta la verità. La Baniszewski venne condannata all'ergastolo senza la possibilità di parola ma in appello la condanna fu ridotta a 18 anni. In carcere divenne una detenuta modello alla quale le altre detenute diedero il soprannome "Mamma". La donna uscì di prigione il 4 dicembre 1985, andò a vivere in Iowa dove morì di cancro ai polmoni il 16 giugno 1990.

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