TRAMA

Il commissario Scaporelli (Paul Naschy) è sul caso del killer della libellula, che uccide drogati e prostitute e lascia sui cadaveri una libellula di plastica. Lo aiuta anche la fidanzata Silvana (Erika Blanc)..


IL GIUSTIZIERE SFIDA LA POLIZIA
titolo or.: Una libélula para cada muerto - Spagna - 1973 - 85' - Col.

di León Klimovsky

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Paella giallo all'ombra dello spaghetti giallo. Non memorabile ma neppure malaccio. Per estimatori del genere.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Non so mica tanto della povera Lisa, non era mica una che si sbottonava molto” "Però batteva molto!"

Giallo iberico d'ispirazione argentiana girato in quel di Milano ma con confezione un po' povera, per cui della capitale economica d'Italia non viene mostrato che il minimo da pro loco (Duomo, galleria Vittorio Emanuele, i Navigli). Paul Naschy, al secolo Jacinto Molina Álvarez, scrive la sceneggiatura e si ritaglia il ruolo del protagonista, un poliziotto duro e tabagista che negli interrogatori ha lo sberlone facile e la camicia aperta con collana d'oro al collo e, attenzione, si fa lavare la schiena in vasca da bagno dalla compagna mentre spipacchia il sigaro. Figaccioni del tempo che fu. Al centro della storia un killer moralista che elimina prostitute e tossicomani e lascia sui cadaveri (tipo Sette Orchidee Macchiate di Rosso, 1972) una libellula che nel film si dice riprodotta con la massima fedeltà mentre invece è un insettone di plastica fatto malissimo. L'argentino León Klimovsky Dulfano, regista di tanti western e qualche vampiresco (L'ultimo vampiro, 1973; L'orgia notturna dei vampiri, 1974) gira con discreto mestiere attenendosi alle regole del genere, quindi killer di nero vestito e guantato, una certa crudezza negli omicidi (qui a colpi di accetta), il movente psicopatologico e, come omaggio al cinema di casa nostra, come detto l'azione si svolge in Italia anche se molto girato è realizzato in teatro di posa spagnolo. La distribuzione italiana sbaglia tutto, come al solito in questo caso, e appioppa un titolo che fa pensare ad un poliziottesco, quando in effetti di poliziottesco nel film c'è solo la rappresentazione di un certo ambiente criminale. Il Giustiziere sfida la polizia invece è un gialletto con tutti i crismi che ricicla qualche musica di Cipriani da Reazione a Catena (1971) e mostra a più riprese le sue leggerezze (le solite zoommate sulle facce, tipiche del cinema bis spagnolo) e la mancanza di idee davvero originali ma che nel complesso si può dire sufficientemente riuscito. Peccato che gli omicidi sono quasi tutti realizzati off-screen e che la ferocia viene espressa ellitticamente con schizzi di sangue sul muro; però qua e la una mano mozzata e una testa decapitata. Qualche nudo coraggioso non avrebbe guastato. Come vuole il paradigma argentiano, tutto si risolve recuperando un particolare inizialmente sfuggente e sfuggito; qui però la cosa è davvero forzata e l'identità del killer non è affatto incisiva ma quasi casuale. Alla base i soliti traumi e controtraumi psicologici. La nostra Ericona Blanc, al secolo Enrica Bianchi Colombatto, fa una bella figura ma si mostra poco, dato il ruolo di compagna del protagonista. Film secondario per importanza nel suo genere ma amabile per chi ama il genere.

eXXagon fecit MMXI