La Frase dal Film:
"...E ricordati, tu stai cone me solo per aiutarmi nel mio lavoro" "Lo chiamate lavoro?!" "Un nobile lavoro, al servizio di Dio" "E delle vostre tasche, visto che il buon Dio paga bene per ogni impiccagione!"
Michael Reeves fu da considerarsi un 'bambino prodigio' nel panorama horror inglese. Il suo nome acquistò prestigio grazie a due film italiani: Il Catello dei Morti Vivi (1964) in cui, anche se non accreditato, stette dietro la mdp e La Sorella di Satana (1966). Oltre a questi due vale la pena citare anche Il Killer di Satana (1967). Ne manca solo uno per concludere la filmografia di questo giovane e sfortunato regista, che l'11 febbraio 1969, durante la pre-produzione de La rossa maschera del terrore (The Oblong Box, 1969), a soli 25 anni, morì misteriosamente in seguito ad un'accidentale overdose di barbiturici. Chissà... In ogni caso Reeves era un bravo regista e in questo Il Grande Inquisitore lo dimostra dipingendo un quadro dell'Inghilterra del XVII secolo sufficientemente realistico. D'altronde Matthew Hopkins, l'agghiacciante figuro interpretato dal solito superlativo Price, è un vero personaggio storico che scorrazzò per l'Inghilterra condannandò a morte circa 230 presunte streghe in soli 14 mesi, tra il 1645 e l'anno seguente. Il film si basa su un serio libro di ricerca storica pubblicato nel 1966* da cui veniamo a sapere che il pastore Lowes esistette davvero mentre i due personaggi di Sara e Richard ed il loro amore sono stati inventati per ragioni cinematografiche. Il gusto per la ricostruzione storica si accompagna ad un sotterraneo senso di nichilismo per cui il bene è permeabile al male e quest'ultimo, in un modo o nell'altro, l'ha vinta su tutta la vicenda. Il film non lesina in situazioni crude: le streghe vengono impiccate, immerse nell'acqua in modo che possano provare la loro innocenza (morendo) o, legate ad una lunga scale, vengono lasciate sospese sopra una pira ed arse vive (esattamente come rappresentato anche in Silent Hill, 2006). Così, all'interno di un film dai toni drammatici ma in genere contenuti, si assiste a picchi di violenza non trascurabili. Bravi tutti gli attori, ma naturalmente la scena è rubata da Vincent Price che abbandona i suoi soliti manierismi recitativi per calarsi nei panni di un personaggio gelido ed arrogante, profondamente ipocrita nel suo sadismo e arrivismo travestiti da abnegazione religiosa; alcuni hanno definito l'interpretazione di Price in questa pellicola la migliore nella carriera dell'attore. La storia, d'altra parte, si perde fra il plot centrale e gli elementi storici della guerra fra Cromwell e Carlo I ed alcune volte si ha la sensazione che il film si compiaccia troppo di alcune sequenze sadiche e che possa essere facilmente sopravvalutato per il fatto di essere una produzione in costume, mentre la sua anima è innegabilmente horror con elementi exploitation. Eppure il lavoro di Reeves non trascende ed il risultato è ben sopra la sufficienza. In più la pellicola risulta seminale rispetto tutta una successiva serie di film che hanno voluto raccontare la persecuzione compiuta contro le presunte streghe da La Tortura delle Vergini (1970) fino ad arrivare ai lavori di Jesùs Franco che ha fatto dell'exploitation una ragione di vita e cinema. Per riassumere all'osso, un buon horror ed un ottimo Price per coloro che amano il suo carisma cinematografico. Non essenziale, ma da vedere.
* Bassett, Ronald. Matthew Hopkins: Witchfinder General
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato in queste locations: Lavenham (Suffolk), Seven Sisters (East Sussex), la scena del ponte a Long Melford (Suffolk), il finale all'Oxford Castle (Suffolk), la chiesa e il rettorio sono quelli della Rushford Church, Nr Thetford (Norfolk).
In USA il film fu rititolato The Conqueror Worm (il verme conquistatore) con riferimento a Edgar Allan Poe, anche se nel film non ci sono vermi né la storia è tratta dagli scritti di Poe. Fu chiaramente una mossa atta a mettere in risalto il nome di Price sfruttando il successo dei film di Corman come I Vivi e i Morti (1960). Per legittimare la connessione fra il film e Poe, l'attore Price venne ingaggiato per leggere fuori campo un pezzo del racconto dello scrittore.
La versione UK definita "Director's cut" è riconoscibile in quanto le sequenze un tempo tagliate dalla BBFC sono state reintegrate nella pellicola; tuttavia, tali spezzoni, hanno una qualità visiva inferiore.
Il regista Michael Reeves voleva Donald Pleasence per il ruolo di Matthew Hopkins ma l'AIP, distributrice e cofinanziatrice americana, impose Price. Il regista accettò mal volentieri e continuò a suggerire a Price una recitazione ruvida ed essenziale, mentre Price, che era Price, tendeva sempre a gigioneggiare. Famosi i litigi fra i due. Anni dopo Price stesso ammetterà che Reeves aveva ragione.
Il compositore Paul Ferris, che ha scritto lo score musicale, partecipa nel film sotto lo pseudonimo di Morris Jar, in onore di un altro compositore: Maurice Jarre.
La versione USA ha uno score del tutto diverso rispetto a quella UK.