LA FRASE dal film:
"E il demonio che li ingannò sia gettato
in un lago di fuoco e di zolfo. Quello è il posto
delle belve e dei falsi profeti, e sia tormentato giorno
e notte per tutta l'eternità"
Tratto da un racconto di Stephen King contenuto
nel libro Night Shift (A volte ritornano,
1985), lo stesso libro da cui saranno tratti anche i film
L'occhio del gatto (1984) di L. Teague, e Brivido
(1986) che vide alla regia lo stesso King. Un horror che
ha il suo punto di forza nell'utilizzo dei bambini come
mezzo di veicolazione della paura e del male. Si torna,
come è accaduto per molti horror che non sto qui
ad elencare, a far visita all'America rurale, quella sprofondata
nelle campagne e ben lungi dai fasti e dalle luci delle
metropoli della East&West coast. Qui, in mezzo alla
pace, alla natura e al duro lavoro si annida il male del
fanatismo che di certo assume un senso più sinistro
pensando alla "tradizione" cattolica integralista
e non, degli USA: Amish, Quaccheri e quant'altro fino ad
arrivare ai telepredicatori invasati. In questa landa desolata
però sono proprio i bambini, i più innocenti
fra le creature (?), ad operare come strumenti del male,
guidati da un altro bambino che ha le fattezze inquietanti
simili a quelle di un vecchio pastore berciante, peggio
(quasi) del vecchiaccio di Poltergeist
2 - L'altra dimensione (1986). Ancor più crudele
e sadico è il suo assistente (ed esecutore) Malachia,
un Courtney Gains con una faccia tale che è impossibile
non attribuirgli un ruolo negativo. Qualche stoccata di
critica sociale, dunque, e sicuramente qualche suggestione
che proviene da Il Signore delle Mosche di William
Golding (il libro!) ed il gioco è fatto per questo
Grano Rosso Sangue che inizia col sangue e nello
svolgimento si assesta un po'. Il prodotto finito non è
malaccio anche se risente di qualche leggerezza tecnica
tipica delle pellicole del cinema fantastico anni '80. Il
volto del diavolo nell'esplosione finale, letteralmente
disegnato su pellicola, è un SFX che fa "tanta
tenerezza e nostalgia". I due soli protagonisti adulti
se la cavano bene e la Hamilton per una volta non deve sfuggire
ad un robot venuto dal futuro...ma comunque deve sempre
scappare! Peccato che alla fine (fra l'altro il film si
chiude abbastanza improvvisamente), in un moto catartico
tipico da square up out (vedi pagina dei generi),
si addossi tutta la colpa dell'accaduto al Maligno così
da deresponsabilizzare i pargoli dal male fatto: una conclusione
più cinica non avrebbe guastato, ma si sa...il mainstream
non approverebbe. Un titolo che non vi cambierà la
vita ma che ha una sua "setta" di estimatori.
Da vedere.
La saga di Children of the Corn
è composta da: Grano Rosso Sangue (1984),
Grano rosso Sangue II -
Sacrificio Finale (1992), Children
of the Corn III - Urban Harvest (1994), Inferno
a Grand Island (1996), Gli
Adoratori del Male (1998), Children
of the Corn 666: Il ritorno di Isaac (1999), Children
of the Corn: Revelation (2001).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Sul cruscotto dell'auto di Burt e Vicki
c'è una coppia di Night Shift il libro
di King da cui è tratta la storia.
Nel trailer originale del film il nome
di Stephen King è stato scritto male, hanno scritto
"Steven".