TRAMA

Dopo la morte improvvisa dell'amico, Harris (D. Purcell), Kira (J. Maran) e Sid (M. Thomas) decidono di riunirsi di notte al cimitero per prendersi una sbronza sulla tomba del defunto e celebrarlo in modo goliardico. Sid trova una lettera sulla tomba dell'amico e inizia a leggerla. Si tratta di un inno alla vita macabro ma divertente che però nasconde una maledizione. Harris (e la moglie Allison), Kira e Sid verranno perseguitati da tre fantasmi: quello di uno stupratore, quello di un bambino piromane e quello di una moglie a cui piaceva maneggiare la scure. Insieme al dottor Vincent (Tchéky Karyo), un ricercatore di fenomeni paranormali, i perseguitati proveranno a porre termine alla maledizione.


THE GRAVEDANCERS
(titolo or.: The Gravedancers - USA - 2005 - 95min - Colore)

di Mike Mendez

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Piacevole horror che ricorda le pellicole anni '80.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "O joyful, o delighted, o fortunate one! / Weep no more, this departed son / Read these words, sound thy voice / Revel and sing! Rejoice! Rejoice! / Life's for the living, not the dead / Forget tomorrow, live now instead / This night you breath, while they cannot / So dance ye soul on their resting spot"*

Non che sia molto probabile, ma se avete appena letto i versi sovrastanti e siete dentro a un cimitero, siete spacciati. E' anche vero che se uno va al cimitero per connetersi a internet (e non so come) è già mentalmente spacciato. Se invece avete letto i versi e siete seduti comodi in casa vostra, magari siete spacciati, magari no; non vi resta che attendere. Nel frattempo potrei intrattenervi dicendovi che The Gravedancers pesca dalla tradizione degli horror che narrano di qualche sventurato che viene preso di mira dall'iracondo fantasma/entità di turno dopo aver fatto o detto o letto qualcosa che non avrebbe dovuto. Ce ne sono parecchi e dal momento che dovete perdere qualche minuto nell'attesa di capire se siete spacciati o meno, potreste provare a vedere se ne ricordate qualcuno che non sia La Casa (1981); troppo facile. Il regista Mike Mendez (The Convent, 2000) con un budget ridotto crea un film a metà fra paura e intrattenimento che ha tutte le carte in regola per tenere lo spettatore incollato alla sedia. Dal momento che la pellicola sta in scia agli haunted house movies e strizza l'occhio, soprattutto nel finale, a Sospesi nel tempo (The Frighteners, 1996) è difficile prendere troppo sul serio il prodotto di Mendez, questo non toglie che il regista sia riuscito a mettere insieme armonicamente diversi registri. La cosa funziona in quanto The Gravedancers inizia con un aspetto dismesso da film indipendente ma a poco a poco che si procede si viene conquistati da alcuni momenti davvero spaventosi fino a giungere ad un finale sopra le righe che ricorda in parte il film del 1996 sopra citato ma anche altre precedenti pellicole fra cui Poltergeist (1982). Mendez dosa momenti più leggeri a momenti più tipicamente horror ma mai legati al cliché (leggi "gatti che saltano fuori dall'armadio"), oltre a questo il film evita un eccessivo sperpero di sangue quando sarebbe stato più semplice piazzare davanti alla mdp qualche etto di frattaglie. No, The Gravedancers, nonostante il plot non propriamente originale ed una sceneggiatura non shakespeariana, è un film di paura che mette paura. Guardatelo da soli e al buio (ma evitate il cimitero) e vi garantisco più di un balzo sulla sedia. Gli effetti speciali prostetici non sono al meglio (però i volti dei fantasmi funzionano), mentre gli effetti digitali visibili alla fine sono ottimi. In un'era in cui le produzioni horror si giocano su due campi, quello del recupero del exploitation anni '70/'80, splatter e iperviolento, e dall'altro lato sul campo della sottigliezza psicologica che deve risultare intelligente a tutti i costi (perché a tutti i costi lo spettatore si vuole sentire intelligente), questo The Gravedancers è un genuino horror di quelli che funzionano benissimo anche nel salotto di casa, roba da Notte Horror di quelle che poi si andava a letto soddisfatti (e con un occhio aperto!). Al diavolo Sadako e compagne ipertricotiche, dunque, e benvenuto al filmaccio horror un po' easy che però assomiglia tanto alle pellicole che ci hanno resi appassionati del genere. Per questo motivo reputo che questo film possa piacere a coloro che hanno una certa esperienza con l'horror soprattutto con quello anni '80, deluderà i gore-seekers e contemporaneamente quelli dal palato troppo raffinato. Il finale suggerisce la possibilità di un sequel, e se c'è un genere di pellicole horror per le quali il sequel non stona si tratta proprio di questo. Se non siete fra gli spacciati di cui sopra, non lasciatevi sfuggire questo The Gravedancers, film che, anche se non espressamente consigliato, vi farà passare una piacevole oretta e mezza.

* Trad: "O gioioso, o lieto o fortunato! Non piangere più questo figlio trapassato / Leggi queste parole, dillo a voce alta / Esulta! Esulta! Festeggia e canta! / La vita è per il vivo e non per il deposto / Dimentica il domani, vivi ora piuttosto / Questa notte tu respiri mentre loro non lo posson fare / quindi lascia danzare la tua anima sulle loro bare". Ho cercato di mantenere le rime e quindi la traduzione risulta un po' libera.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film fu girato fra il 22 febbraio e il primo aprile 2005 a Greensboro, North Carolina (USA).

L'aspetto degli spettri di questo film (specialmente la bocca) fu ispirato al regista da tre cose: la visita che fece all'Haunted Masion a Disneyland (intendo la giostra), l'aspetto della morta che si vede nell'episodio La Goccia d'Acqua del film I tre volti della paura (1963), e un incubo che aveva avuto in passato. In tale incubo lui salive delle scale e finiva per incontrare un mostro che, dall'alto, lo guardava e gli sorrideva in modo orribile. Per il film pensò che mettere in scena una forza malefica che è "veramente contenta di vederti" e che quindi sorride in modo orribile sarebbe stato meglio che piazzare il solito fantasma con l'espressione truce.

L'uomo magro che parla con Kira al suo risveglio è lo sceneggiatore del film Brad Keene.

Così fu realizzata la scena in cui la mdp ruota a 360° mentre viene ripresa un'aula scolastica che per transizione diventa la camera di tortura di Langer. Inizialmente fu costruito il set dell'aula scolastica, la mdp fu piazzata al centro e fissata saldamente al suolo. Venne fatta la ripresa a 360° e quindi venne coperto l'obiettivo. Il set venne totalmente modificato in modo da farlo assomigliare ad una camera di tortura. Fu tolta la copertura alla mdp e fu compiuta una nuova ripresa a 360°. In postproduzione le due riprese vennero sovrapposte con un effetto di transizione da una all'altra e poi nella scena venne inserita per ulteriore sovrapposizione l'attrice Josie Maran.

Il direttore della fotografia David Armstrong compare in uno dei flashback del film nei panni di uno dei poliziotti che entra in casa di Emma e la trova al pianoforte.

La location usata per l'istituto di parapsicologia era un edificio abbandonato da anni, non era più raggiunto né da elettricità né da acqua. Si dovettero portare dei potenti generatori per dare corrente alla strumentazione.

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