TRAMA

Katie (Keri Russell) sta facendo la tesi universitaria sulle imprese di Oliver Hartwin (Thomas Kretschmann), un solitario che ha inserito un annuncio internet per cercare un uomo che fosse disposto a farsi mangiare da lui. Simon Grombeck (Thomas Hubner), un altro infelice, risponderà positivamente all'appello.


GRIMM LOVE
titolo or.: Rohtenburg - Germania - 2005 - 90min - Colore

di Martin Weisz

GENERE
HORROR - DRAMA
IN BREVE
Come opera prima non è male davvero. Da un fatto di cronaca un film crudo che fa riflettere. Assolutamente non per tutti i palati.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Oliver Hartwin wanted to eat someone. Simon Grombeck wanted to be eaten. They were a perfect match"*

Il primo lungometraggio del regista tedesco Martin Weisz è un interessantissimo resoconto drammatizzato di un fatto di cronaca che nel 2001 ha scioccato non poco la Germania e il mondo. Nel marzo di quell'anno Armin Meiwes, più tardi soprannominato "Il cannibale di Rothenburg" inserì in un forum incentrato sul cannibalismo un annuncio per carcare un uomo che fosse disposto a farsi mangiare. All'annuncio rispose Bernd Jürgen Armando Brandes che, guarda caso, stava proprio cercando qualcuno da cui farsi mangiare. Ironico il fatto che la gente comune abbia difficoltà a trovare una compagna o un compagno con aspetative molto più modeste. In tutti i casi i due si diedero appuntamento. Con il consenso della "vittima" filmato come prova, Meiwes tagliò il pene a Brandes, lo condì con sale, pepe e aglio (i due ovviamente avevano pianificato anche di non baciarsi) e entrambi si mangiarono quella parte anatomica. In seguito Armin Meiwes uccise, come d'accordo, Brandes che comunque stava morendo per emorragia e nel corso delle settimane successive mangiò 20 kg della carne dell'amico. Sarebbe stato facile, con del materiale tanto estremo, fare un film esploitativo e dal "sangue facile", invece il regista evita l'effettaccio e cerca di costruire a ritroso la storia e la psicologia di due personaggi "ai limiti". La forza del film, la brutalità che trasmette, viene proprio da un'impostazione, se non documentaristica, comunque distaccata e tendente a ricostruire il reale. L'assenza di scene splatter va a braccetto con l'idea di dare al pubblico qualcosa di realistico e non di forzatamente morboso. La ricostruzione della vita dei due protagonisti, interpretati da due attori molto validi, permette di poterne vedere l'evoluzione senza perdere mai di vista una delle idee più difficili da accettare in questi casi, cioé che i due sono semplici esseri umani; così comuni, per certi versi, come lo sconosciuto che ci si siede accanto su un mezzo pubblico. Grimm Love narra proprio di un Amore Sinistro, Feroce ma sempre di amore si tratta; nonostante il finale delirante del film, è facile osservare, guardando la pellicola, come la vita dei due protagonisti sia solamente costellata di sofferenze, solitudine e mancanza di affetto. Il film di Weisz non è un film facile da vedere, scomodo se non anche spaventoso; Grimm Love è un film profondamente disturbante e cupo, sia nella fotografia sia nelle argomentazioni e il regista si preoccupa ben poco (giustamente) di con che forza il pubblico possa percepire il pugno nello stomaco. d'altra parte la storia originale è cruda e di conseguenza lo è il film che la mette in scena nel modo più realistico possibile. Il regista, come detto, gioca con toni di colore verde scuro e proietta negli occhi dei protagonisti una continua luce tragica che va a scrivere un altro capitolo nell'immenso libro che tratta della stretta relazione fra eros e morte. Grimm Love tenta qualche giustificazione mostrando l'infanzia dei personaggi ma in fondo non dà più di tante spiegazioni sicché lo spettatore, che come ogni essere umano cerca di razionalizzare ciò che percepisce, in mancanza di una logica stringente rimane ancor più spiazzato. La stessa cosa accade alla tesista Katie che con un filo di morbosità si accinge a studiare il caso per finire poi stritolata nel dramma. Due i punti deboli del film: il più grosso riguarda proprio il personaggio di Katie che benché sia interpretata in maniera più che discreta dall'attrice Keri Russell, rimane davvero poco significativo; la storia avrebbe retto benissimo anche senza tutto il subplot che riguarda la ragazza. In più pare un po' facilona l'idea che la persona che si avvicina in maniera seria ad un fenomeno di perversione (o crimine violento, leggi studio sull'omicidio seriale) finisca irrimediabilmente per rimanerne devastata con quella cifra di fascinazione per cui il male ha sempre e comunque un potere seduttivo su coloro che entrano in contatto con esso. Il discorso si fa serio e lungo rispetto all'argomento: diciamo, volendo essere superficiali, che posso anche essere d'accordo (Nietzsche diceva che se guardi dentro l'abisso, l'abisso guarderà dentro di te) ma non al punto di trovarsi a piangere di fronte ad un fenomeno che si è scelto di studiare. In quel caso meglio cambiare mestiere. Secondo punto debole ma d'importanza minore: dall'osservazione del film si evince un equivalenza fra disturbo mentale e omosessualità, la cosa non è affermata ma serpeggia anche se sono certo non è stata intenzione del regista che ha solamente narrato una vicenda di cronaca. Sento già le grida di giubilo da Giubileo: la pia gente che sembra sapere per grazia ricevuta cos'è normale e cosa no, dovrebbe riflettere sul fatto che qualsiasi disturbato mentale (e teniamo conto che l'omosessuale non è un disturbato mentale) è cresciuto in seno ad una famiglia eterosessuale che quindi, come istituzione (santa o meno), non garantisce la norma a cui tanto ambiscono. Non esiste "la famiglia naturale", esistono solo persone che possono stare insieme stringendo rapporti di famigliarità e, soprattutto, di vero affetto. Tutto il resto è pura bigottissima apparenza. Come avete potuto appurare, Grimm Love è un film che fa riflettere, e non è poco. Da vedere e acquistare ma lo sconsiglio ai più sensibili.

* Trad: "Oliver Hartwin voleva mangiare qualcuno, Simon Grombeck voleva essere mangiato. Erano una coppia perfetta".

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Oliver in tv guarda Faces of Death (1978).

Armin Meiwes, il vero cannibale di Rohtenburg, protestò contro il film di Weisz e lo perseguì penalmente, anche se ormai si trovava in carcere, cercando di fermarne la distribuzione. Il 3 marzo 2006, la corte di Kassel diede ragione a Meiwes sostenendo che l'uomo non sarebbe dovuto essere il soggetto di un film horror. Il risultato è che per ora (2007) in Germania il film è bandito.

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