TRAMA

La giovane coppia formata da Aki (Tsugumi Nagasawa) e Kazuo (Hiroaki Kawatsure) vengono rapiti da un sadico (Shigeo Ôsako) che li tortura intimandoli di fargli provare dei brividi sessuali dimostrandogli il loro amore e spirito di sacrificio.


GROTESQUE
titolo or.: Gurotesuku - Giappone - 2009 - 73' - Colore

di Kôji Shiraishi

GENERE
HORROR
IN BREVE
Il limite si sposta più in là per coloro che più in là già ci sono. Chi dovrebbe essere scioccato non sa neanche che il film esiste
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Fatemi eccitare con la vostra voglia di sopravvivere. Allora vi lascerò andare"

Film di una pochezza rara, Grotesque deve il suo successo underground, e quindi la sua contenutissima fortuna, soprattutto al fatto che la commissione di censura UK (la BBFC) nell'agosto 2009 si rifiutò di classificare il film in quanto troppo sadico, ritenedo che un semplice divieto ai diciotto fosse poco o un obliquo incentivo all'acquisto; bannato il film seguì ovviamente il blocco della distribuzione. Come di consueto, ciò che non si deve viene desiderato e cercato più del permesso (cosa che dovrebbe essere risaputa fra i vecchi saggi della censura) motivo per cui Grotesque ha conosciuto una fama che, visionato il film, è del tutto immeritata. Il gorn di Shiraishi cerca semplicemente di poratare un po' più in là il limite segnato da pellicole quali Saw (2004) e seguiti, Hostel (2005) e seguiti e proseliti dei seguiti. Il limite viene portato più in là in quell'ottica nipponica che fonde ultragore fumettistico, sadismo di vecchia tradizione filmica e porno-intrusioni stile scolaretta sexy hentai smanettata a dovere dal solito vecchio bavoso. Grotesque è questo è solo questo: sesso, sangue, sadismo, exploitation, tutto mischiato alla peggio cercando di portare turbamento negli occhi dello spettatore. Lo spettatore di questo genere di film che, essendo tale e già ampiamente rodato, si trova per l'ennesima volta davanti alle ennesime cose. Attenzione, non sto parlando dell'assuefazione alla violenza dell'appassionato di horror, piuttosto della scarsità di idee originali di chi dovrebbe creare e non riciclare, omogeneizzare e riproporre. Shiraishi altrove afferma: " [I am] delighted and flattered by this most expected reaction from the faraway country, since the film is an honest conscientious work, made sure to upset the so-called moralists"*. Ma a Shiriashi piacerebbe che fosse così! Il suo film non ha alcuno spessore per potersi definire un film di rottura contro i benpensanti o i moralisti, Grotesque è semplicemente un low-budget assai modesto che tenta di racimolare qualche soldo infilandosi in una nicchia dell'horror, quella vista e arricchita dagli amanti del gorno che non vengono per nulla scioccati da queste immagini ma piuttosto entusiasmati, divertiti, intrattenuti o altro. E' un discorso molto commerciale e autoreferenziale; i benpensanti non sanno neppure che esiste Grotesque! Certo che se quasto film capitasse fra le mani di una persona totalmente a digiuno di horror (e mi chiedo come ciò potrebbe accadere) o fosse visionato da un giovane appassionato di horror ma con pochi film "alle spalle", Grotesque potrebbe fare l'effetto di una bomba, di qualcosa che "di peggio non può esistere". Ma il peggio vero è la stucchevolezza di un film che si vuole prende troppo sul serio e decide per l'iperbole solo alla fine, quando invece avrebbe dovuto giocare con la sua stessa materia per tutto il tempo (si veda Tokyo Gore Police, 2008, per un buon esempio). Solo alla fine Shiraishi fa volare una testa che ricadendo morde il collo del medico sadico, in una sequenza che pare irridere tutta la seriosità di ciò che prima è stato mostrato e, forse, strizza l'occhio a Macabro (1980). Ma che dico?! Lasciamo stare i paragoni e non mischiamo il sacro al profano. Non sconsiglio Grotesque solo perché non voglio fare lo stesso errore della BBFC.

* [Sono] deliziato e adulato da questa reazione per lo più attesa da parte di un paese lontano (riferimento all'UK), dal momento che il film è un lavoro coscienzioso ed onesto, realizzato per irritare i cosidetti moralisti"

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