TRAMA

1963, Michael Myers pugnala a morte sua sorella la notte di Halloween. Finisce in un manicomio. 1978, Myers scappa dal manicomio la notte del 30 ottobre, proprio quando il dottor Loomis (Donald Pleasence) lo sta andando a trovare. Loomis capisce subito che Michael si sta dirigendo ad Haddonfield, la sua città natale, per compiere un altro massacro. Nel frattempo tre teenagers - Laurie Strode (Jamie Lee Curtis), Lynda (P.J. Soles) ed Annie (Nancy Loomis) - stanno preparandosi ad un Halloween fatto di babysitting, di film dell'orrore e di pomiciate di nascosto coi loro fidanzati. L'arrivo di Michael Myers cambierà in peggio le cose.

 

 


HALLOWEEN: La Notte Delle Streghe
(titolo or.: Halloween - USA - 1978 - 91min - Colore)

di John Carpenter

GENERE
HORROR - SLASHER
IN BREVE
Must. Migliore della maggior parte degli slasher in commercio. Il tempo passa ma questo film di Carpenter conferma sempre il proprio stile.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ma allora saremo soli?!" "No, c'è Michael da qualche parte"

Pochi film horror hanno avuto tanta influenza sul cinema di paura come Halloween, anche se, in ambito slasher, il successivo Venerdì 13 (1980) e A Nightmare on Elm Street (1984) sembrano essere rimasti più impressi nella memoria del pubblico, forse per il maggior gore messo in campo da Jason Voorhees nei suoi omicidi, oppure per la "simpatia" di Freddy Krueger che sottolinea i suoi sfracelli con lapidarie battute. Il maniaco di Halloween, Michael Myers, non dice nulla, a volte inclina la testa per osservare meglio l'omicidio perpetrato, ma per il resto rimane impassibile e freddo dietro alla sua maschera bianca che riproduce le fattezze del capitano Kirk di Star Trek; ma questo è il suo fascino. Alcuni hanno voluto porre un parallelo fra Halloween e Psycho (1960) e questo non solo per le citazioni che il regista Carpenter fa del film di Hitchcock; in effetti Carpenter non reinventa nulla, o non apporta nulla di relamente originale, ma la padronanza della mdp è innegabile, anche se il parallelo va a svantaggio del film del 1978. D'altra parte Carpenter non voleva fare un film complesso, bensì molto lineare e semplice nello svolgimento, un film che attaccasse i nervi dello spettatore tramite lo score musicale (poche note ma incisive), un uso soggettivo della ripresa che "guarda" con gli occhi del killer (facendo partecipare lo spettatore in pieno al crimine) ed un'atmosfera claustrofobica di continua minaccia. Il film non eccede in violenza ed in sangue e punta tutto proprio sulle atmosfere (esaltate dalla fotografia a toni bluastri di Dean Cundey) e sui personaggi. Primo su tutti la verginale e Laurie Strode, interpretata da una Jamie Lee Curtis agli esordi che grazie a questa pellicola diverrà una screem queen dell'orror moderno, anche se attualmente si dedica a pellicole di ben altro tenore. In più va notato come il film abbia lanciato la moda dell'equazione sesso uguale morte, così presente nei successivi slasher-films, tanto da essere enunciata come regola anche in Scream (1996). Questo è dovuto sia ad un certo bigottismo USA, sia al fatto che Carpenter voleva (più che punire certi comportamenti) rappresentare il normale comportamento dei giovani; quella che devia dalla norma è proprio Laurie Strode, che in questa sua alienazione e repressione è più simile simile al carnefice che ai suoi amici. Interessante, e ben recitato, anche il personaggio del dorror Loomis (Donald Pleasence), che rincorre la sua nemesi a destra e a manca senza sosta, con il furore tipico del vecchio saggio (spesso non creduto - nemo profeta in patria) che può impedire al male di compiersi; una figura assimilabile a quella di Van Helsing nei confronti di Dracula. Con tutti i limiti del caso, che vanno dai dialoghi fiacchi, ai personaggi antipatici, alle situazioni assurde (ma in USA si entra in casa della gente a scopare con questa facilità?), Halloween rimane uno dei pochi film che, a dispetto del tempo trascorso dalla produzione, riesce a mettere i brividi e lo fa meglio e con molto più stile dei fortunati emulatori (fra tutti direi Venerdì 13). Molti registi hanno usato l'horror come trampolino di lancio verso "cose migliori", mentre Carpenter e la sua crew, nonostante i limiti imposti dal budget striminzito, ci hanno messo il cuore ed il risultato ha pagato. Solo la scena iniziale (debitrice di Dario Argento, oltre che ad Hitchcock, per stessa ammissione di Carpenter), con il piccolo Michael che uccide la sorella, basta e avanza per farci capire che non siamo di fronte ad un prodotto di scarso valore: la verità è che Halloween, il primo, è un gradino sopra rispetto alla maggior parte degli slasher in commercio. Da vedere e da acquistare. Un must per l'appassionato.

La saga di Halloween è composta da: Halloween: la notte delle streghe (1978); Il signore della morte (1981); Halloween III: il signore della notte (1983); Halloween 4 (1988); Halloween 5 (1989); Halloween 6: la maledizione di Michael Myers (1995); Halloween: 20 anni dopo (1998); Halloween: la Resurrezione (2003), Halloween the beginning (2007), Halloween II (2009) e Halloween III (2011).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Halloween fu girato in 21 giorni nella primavera del 1978. Costò 325.000$ e nel tempo incassò 100 milioni di $. Fino a pochi anni fa era il film indipendente dai maggiori incassi (credo che sia stato spodestato da The Blair Witch Project, 1999).

Il personaggio di Laurie Strode deve il suo nome alla prima fidanzata di Carpenter. Il personaggio Tommy Doyle deve il suo nome al film La finestra sul cortile (1954) e Sam Loomis è stato preso dal film Psycho (1960). Il nome dello sceriffo è Leigh Brackett. Leigh Brackett era anche il nome del soggettista di Rio Bravo (1959), film che fu d'ispirazione per Distretto 13: le brigate della morte, la pellicola del 1976 di Carpenter. Uno dei personaggi del film si chiama Marion Chambers. Marion era il nome della protagonista di Psycho (1960) e Chambers era il cognome dello sheriffo sempre in quel film.

In camera di Laurie Strode c'è un poster di James Ensor (1860-1949). Ensor fu un pittore espressionista belga che era solito dipingere figure umane che indossavano maschere grottesche.

Il film si svolge a Haddonfield, Illinois. Haddonfield (NJ) è la città natale della produttrice Debra Hill.

Tutti gli attori indossano i propri vestiti nel film, perché non c'erano abbastanza soldi per acquistare abiti di scena. Jamie Lee Curtis andò da J.C. Penney a comprare i vestiti "di Laurie": spese meno di cento dollari.

Il personaggio di Michael Myers prende il nome dal distributore europeo del precedente film di Carpenter: Distretto 13: le brigate della morte (1976). Carpenter fece questo come forma di ringraziamento perché quel distributore aveva fatto decollare la sua carriera.

Il costume di Halloween di Tommy è un uniforme dell'Alpha dalla serie TV Spazio: 1999 (1975).

La scena iniziale sembra essere un unico piano sequenza in soggettiva ma in verità sono stati compiuti tre tagli (o meglio tre riprese). Il primo quando la maschera viene indossata, il secondo e il terzo dopo che l'omicidio viene compiuto e "l'ombra" (Michael) esce dalla stanza.

Metà dei 300.000$ di budget furono spesi per l'acquisto delle telecamere Panavision che potevano dare un aspect ratio all'immagine di 2:35:1.

Prima di contattare Donald Pleasence, Carpenter aveva proposto la parte di Sam Loomis a Peter Cushing e a Christopher Lee.

Nessuna delle grosse case di distribuzione era interessata a distribuire il film ai tempi, così il produttore esecutivo (Irwin Yablans) decise di distribuirlo tramite la sua compagnia (Compass International).

"The Shape" ("La Forma", in italiano, ma definito "L'Ombra" nei sottotitoli degli extra del DVD): così è indicato nei credits Michael Myers quando nel film indossa la maschera.

Lo script originale riportava il titolo: "The Babysitter Murders".

La mano di Michael nelle prime scene (cioé da bambino) erano quella della produttrice Debra Hill.

Per la fotografia (i colori) l'ispirazione fu presa dalla scena di Halloween del film Incontriamoci a Saint Louis (1944).

Il primo omicidio è un omaggio a Psyco (1960) nel quale lo spettatore non vede assolutamente il coltello penetrare nella pelle.

Per il personaggio di Meyers ci si è ispirati al robot interpretato da Yul Brynner nel film Il mondo dei robot (1973).

Il regista John Carpenter è cresciuto a Bowling Green, Kentucky. In una scena, un sottotitolo sullo schermo indica la località come "Smiths Grove, Illinois". Smiths Grove (Kentucky), è una piccola città a 15 miglia da Bowling Green.

Dal momento che il film fu girato in primavera, i tecnici dovettero comprare foglie di carta da un decoratore e colorarle con i toni dell'autunno, quindi spargerle in giro per le locations da filmare. Dopo le riprese, per risparmiare i soldi, le foglie venivano raccolte e riutilizzate.

A causa delle ristrettezze di budget, il costumista dovette usare la maschera più economica che poteva trovare nei negozi: era quella del Capitano Kirk di Star Trek (William Shatner). Presa la maschera, la dipinsero di bianco, ci attaccarono dei capelli e rimodellarono i buchi degli occhi.

Il film che vedono i ragazzini in TV è La cosa da un altro mondo (1951). Carpenter farà un remake di questo film nel 1982: La Cosa.

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