La Frase dal Film:
"Ma allora saremo soli?!" "No,
c'è Michael da qualche parte"
Pochi film horror hanno avuto tanta influenza
sul cinema di paura come Halloween, anche se, in
ambito slasher, il successivo Venerdì
13 (1980) e A
Nightmare on Elm Street (1984) sembrano essere rimasti
più impressi nella memoria del pubblico, forse per
il maggior gore messo in campo da Jason Voorhees nei suoi
omicidi, oppure per la "simpatia" di Freddy Krueger
che sottolinea i suoi sfracelli con lapidarie battute. Il
maniaco di Halloween, Michael Myers, non dice nulla,
a volte inclina la testa per osservare meglio l'omicidio
perpetrato, ma per il resto rimane impassibile e freddo
dietro alla sua maschera bianca che riproduce le fattezze
del capitano Kirk di Star Trek; ma questo è il suo
fascino. Alcuni hanno voluto porre un parallelo fra Halloween
e Psycho (1960) e questo non solo
per le citazioni che il regista Carpenter fa del film di
Hitchcock; in effetti Carpenter non reinventa nulla, o non
apporta nulla di relamente originale, ma la padronanza della
mdp è innegabile, anche se il parallelo va a svantaggio
del film del 1978. D'altra parte Carpenter non voleva fare
un film complesso, bensì molto lineare e semplice
nello svolgimento, un film che attaccasse i nervi dello
spettatore tramite lo score musicale (poche note ma incisive),
un uso soggettivo della ripresa che "guarda" con
gli occhi del killer (facendo partecipare lo spettatore
in pieno al crimine) ed un'atmosfera claustrofobica di continua
minaccia. Il film non eccede in violenza ed in sangue e
punta tutto proprio sulle atmosfere (esaltate dalla fotografia
a toni bluastri di Dean Cundey) e sui personaggi. Primo
su tutti la verginale e Laurie Strode, interpretata da una
Jamie Lee Curtis agli esordi che grazie a questa pellicola
diverrà una screem queen dell'orror moderno, anche
se attualmente si dedica a pellicole di ben altro tenore.
In più va notato come il film abbia lanciato la moda
dell'equazione sesso uguale morte, così presente nei successivi
slasher-films, tanto da essere enunciata come regola anche
in Scream (1996). Questo è
dovuto sia ad un certo bigottismo USA, sia al fatto che
Carpenter voleva (più che punire certi comportamenti)
rappresentare il normale comportamento dei giovani; quella
che devia dalla norma è proprio Laurie Strode, che
in questa sua alienazione e repressione è più
simile simile al carnefice che ai suoi amici. Interessante,
e ben recitato, anche il personaggio del dorror Loomis (Donald
Pleasence), che rincorre la sua nemesi a destra e a manca
senza sosta, con il furore tipico del vecchio saggio (spesso
non creduto - nemo profeta in patria) che può impedire
al male di compiersi; una figura assimilabile a quella di
Van Helsing nei confronti di Dracula.
Con tutti i limiti del caso, che vanno dai dialoghi fiacchi,
ai personaggi antipatici, alle situazioni assurde (ma in
USA si entra in casa della gente a scopare con questa facilità?),
Halloween rimane uno dei pochi film che, a dispetto
del tempo trascorso dalla produzione, riesce a mettere i
brividi e lo fa meglio e con molto più stile dei
fortunati emulatori (fra tutti direi Venerdì
13). Molti registi hanno usato l'horror come trampolino
di lancio verso "cose migliori", mentre Carpenter
e la sua crew, nonostante i limiti imposti dal budget striminzito,
ci hanno messo il cuore ed il risultato ha pagato. Solo
la scena iniziale (debitrice di Dario Argento, oltre che
ad Hitchcock, per stessa ammissione di Carpenter), con il
piccolo Michael che uccide la sorella, basta e avanza per
farci capire che non siamo di fronte ad un prodotto di scarso
valore: la verità è che Halloween,
il primo, è un gradino sopra rispetto alla maggior
parte degli slasher in commercio. Da vedere e da acquistare.
Un must per l'appassionato.
La saga di Halloween è composta
da: Halloween: la notte delle streghe (1978); Il
signore della morte (1981); Halloween
III: il signore della notte (1983); Halloween
4 (1988); Halloween 5 (1989);
Halloween 6: la maledizione di
Michael Myers (1995); Halloween:
20 anni dopo (1998); Halloween: la Resurrezione (2003), Halloween the beginning (2007), Halloween II (2009).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Halloween fu girato in 21 giorni
nella primavera del 1978. Costò 325.000$ e nel tempo
incassò 100 milioni di $. Fino a pochi anni fa era
il film indipendente dai maggiori incassi (credo che sia
stato spodestato da The
Blair Witch Project, 1999).
Il personaggio di Laurie Strode deve il
suo nome alla prima fidanzata di Carpenter. Il personaggio
Tommy Doyle deve il suo nome al film La finestra sul
cortile (1954) e Sam Loomis è stato preso dal
film Psycho (1960). Il nome dello
sceriffo è Leigh Brackett. Leigh Brackett era anche
il nome del soggettista di Rio Bravo (1959), film
che fu d'ispirazione per Distretto 13: le brigate della
morte, la pellicola del 1976 di Carpenter. Uno dei
personaggi del film si chiama Marion Chambers. Marion era
il nome della protagonista di Psycho (1960) e Chambers
era il cognome dello sheriffo sempre in quel film.
In camera di Laurie Strode c'è un
poster di James Ensor (1860-1949). Ensor fu un pittore espressionista
belga che era solito dipingere figure umane che indossavano
maschere grottesche.
Il film si svolge a Haddonfield, Illinois.
Haddonfield (NJ) è la città natale della produttrice
Debra Hill.
Tutti gli attori indossano i propri vestiti
nel film, perché non c'erano abbastanza soldi per
acquistare abiti di scena. Jamie Lee Curtis andò
da J.C. Penney a comprare i vestiti "di Laurie":
spese meno di cento dollari.
Il personaggio di Michael Myers prende
il nome dal distributore europeo del precedente film di
Carpenter: Distretto 13: le brigate della morte
(1976). Carpenter fece questo come forma di ringraziamento
perché quel distributore aveva fatto decollare la
sua carriera.
Il costume di Halloween di Tommy è
un uniforme dell'Alpha dalla serie TV Spazio: 1999
(1975).
La scena iniziale sembra essere un unico
piano sequenza in soggettiva ma in verità sono stati
compiuti tre tagli (o meglio tre riprese). Il primo quando
la maschera viene indossata, il secondo e il terzo dopo
che l'omicidio viene compiuto e "l'ombra" (Michael)
esce dalla stanza.
Metà dei 300.000$ di budget furono
spesi per l'acquisto delle telecamere Panavision che potevano
dare un aspect ratio all'immagine di 2:35:1.
Prima di contattare Donald Pleasence, Carpenter
aveva proposto la parte di Sam Loomis a Peter Cushing e
a Christopher Lee.
Nessuna delle grosse case di distribuzione
era interessata a distribuire il film ai tempi, così
il produttore esecutivo (Irwin Yablans) decise di distribuirlo
tramite la sua compagnia (Compass International).
"The Shape" ("La Forma",
in italiano, ma definito "L'Ombra" nei sottotitoli
degli extra del DVD): così è indicato nei
credits Michael Myers quando nel film indossa la maschera.
Lo script originale riportava il titolo:
"The Babysitter Murders".
La mano di Michael nelle prime scene (cioé
da bambino) erano quella della produttrice Debra Hill.
Per la fotografia (i colori) l'ispirazione
fu presa dalla scena di Halloween del film Incontriamoci
a Saint Louis (1944).
Il primo omicidio è un omaggio a
Psyco (1960) nel quale lo spettatore
non vede assolutamente il coltello penetrare nella pelle.
Per il personaggio di Meyers ci si è
ispirati al robot interpretato da Yul Brynner nel film Il
mondo dei robot (1973).
Il regista John Carpenter è cresciuto
a Bowling Green, Kentucky. In una scena, un sottotitolo
sullo schermo indica la località come "Smiths
Grove, Illinois". Smiths Grove (Kentucky), è
una piccola città a 15 miglia da Bowling Green.
Dal momento che il film fu girato in primavera,
i tecnici dovettero comprare foglie di carta da un decoratore
e colorarle con i toni dell'autunno, quindi spargerle in
giro per le locations da filmare. Dopo le riprese, per risparmiare
i soldi, le foglie venivano raccolte e riutilizzate.
A causa delle ristrettezze di budget, il
costumista dovette usare la maschera più economica
che poteva trovare nei negozi: era quella del Capitano Kirk
di Star Trek (William Shatner). Presa la maschera, la dipinsero
di bianco, ci attaccarono dei capelli e rimodellarono i
buchi degli occhi.
Il film che vedono i ragazzini in TV è
La cosa da
un altro mondo (1951). Carpenter farà un remake
di questo film nel 1982: La Cosa.