La Frase dal Film:
"Zio...tu sei come me!"
Un motivo come un altro per fare ancora
soldi con l'icona horror Michael Myers, fregandosene abbastanza
delle premesse, o meglio del finale del capitolo precedente
che vedeva la morte di Myers ed il "passaggio"
del Male alla nipotina Jamie (Danielle Harris). Quest'ultima
cosa poteva essere foriera di sviluppi diversi ma probabilmente
ritenuti rischiosi dalla produzione che preferisce trovare
un escamotage che permetta a Michael di saltare fuori di
nuovo più incazzato che pria. Il regista svizzero
Dominique Othenin-Girard (After Darkness, 1985;
La regina dell'Inferno, 1989; Omen IV: The
Awakening, 1991) cammina su terreni già battuti
e non sembra aggiungere molto a ciò che si è
già visto. Viene marcato l'elemento comico con un'improbabile
accoppiata di poliziotti cretini (la cui presenza viene
sottolineata da una musichetta ridicolizzante) e viene rimarcata
la dimensione sesso=morte con una scena che rifà
il verso a L'assassino
ti siede accanto (Friday the 13th Part 2, 1981)
con due giovani che copulano e lui che si becca un forcone
nella schiena. Alcuni momenti risultano particolarmente
riusciti: una delle scene iniziali con Ellie Cornell (Rachel
Carruthers) che vaga per casa svestita mentre l'occhio/mdp
di Michael la segue, e soprattutto l'inseguimento della
bimba da parte del killer nella casa; per la precisione
quando la ragazzina si trova nello scarico della lavanderia
mentre Myers prova ad acchiapparla. E' un momento di grande
cinema horror. La dimensione paranormale del maniaco si
va sempre più accrescendo, non solo perché
è ormai chiaro che Myers è indistruttibile
(al pari di Jason e Freddy) ma fa capolino nella serie l'inquietante
presenza di un uomo in nero che non è chiaro, se
non alla fine (in parte), che cosa abbia a che fare con
Michael. Il successivo film della serie sfrutterà
proprio questo nuovo filone (con risultati discutibili).
Il paranormale viene marcato pure dai poteri particolari
di cui è dotata Jemie, la quale sembra essere collegata
telepaticamente al killer e pare poter avvertire quando
e dove l'uomo colpirà. Il momento di confronto fra
il maniaco e la bambina alla quale Myers permette di guardargli
il volto (con tanto di lacrima) e l'idea che la dannazione
del mostro possa essere sanata, non è per nulla male
ma la produzione glissa su tali aspetti avendo solo a cuore
il piano slasher e la possibilità di dare un finale
che possa perpetrare la saga. Peccato. La presenza del doc
Loomis è immancabile, ma questa volta la performance
di Donald Pleasence pone lo psicologo in una luce ambigua,
quella di un uomo che a furia di inseguire il suo acerrimo
nemico ha perso definitivamente la testa. L'impressione
generale è che la storia del folle di Haddonfield,
arrivata al quinto capitolo, abbia fatto il suo tempo e
che coloro che vogliono spingere a tutti i costi la saga,
facciano i numeri per inventarsi continue trovate al fine
di non scrivere la parola "End". Un certo intrattenimento
questo Halloween 5 lo garantisce, ma occorre passare
sopra parecchia superficialità sia tecnica che di
logica, e soprattutto occorre sopportare il personaggio
di Tina (Wendy Kaplan) che sembra Cindy Luper in amfetamina.
Per non parlare del suo ragazzo.
La saga di Halloween è composta
da: Halloween: la notte delle streghe
(1978); Il signore della
morte (1981); Halloween III: il signore della notte (1983); Halloween
4 (1988); Halloween 5 (1989); Halloween
6: la maledizione di Michael Myers (1995); Halloween: 20 anni dopo (1998); Halloween: La Resurrezione (2003), Halloween the beginning (2007), Halloween II (2009) e Halloween III (2011).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il bus da cui esce l'Uomo in Nero si ferma
ad una fermata prospicente al medesimo negozio in cui Jamie
e Rachel andarono a comprare un costume nel film Halloween
4 (1988).
In origine era programmato che Rachel fosse
uccisa tramite una forbiciata nella gola, ma l'attrice Ellie
Cornell ritenne che fosse una fine troppo violenta per il
suo personaggio, così la scena fu cambiata.
Le riprese dell'Uomo in Nero furono rigirate
in UK per ragioni ignote.
La scena in cui Michael Myers guida una
macchina mentre indossa un differente tipo di maschera fu
scritta inizialmente in modo che Myers indossasse una maschera
di Ronald reagan. L'idea fu rifiutata al fine di tenere
il film al di fuori di ogni polemica politica.