La Frase dal Film:
"Vede signora Meyers, nello zainetto di Michael abbiamo trovato questo" "E va bene, un gatto morto non è una tragedia"
In un periodo in cui nessuna icona horror sembra essere intoccabile e diviene dunque materia di remake, la cosa tocca anche a Michael Myers, l'incarnazione del Male mascherata portata sulle schermo da Carpenter nel 1978. L'originale Halloween, manco a dirlo, è un classico dell'horror moderno. Il film di Carpenter pose le fondamenta del genere slasher, codificando alcuni punti imprescindibili come fosse un manifesto programmatico: la donna sessualmente (troppo) attiva muore, il killer psicopatico uccide di preferenza giovani festaioli, c'è sempre un'eroina verginale che ha la forza di opporsi al killer e alla fine di ucciderlo, etc. Le scelte stilistiche di Carpenter, il suo modo di far agire il killer in uno spazio limitato, ad esempio, verranno copiate negli anni. Il regista Rob Zombie, nato come rocker e poi fattosi strada nel cinema con due pellicole horror interessanti (La Casa dei 1000 Corpi, 2003; La Casa del Diavolo, 2005), accetta la sfida e, a suo stesso dire, "reimmagina" Michael Myers. Il risultato finito presenta sostanziali differenze rispetto a quello di Carpenter. Come era già stato per le sue pellicole precedenti, il regista inietta nella storia una forte dose di nichilismo e, in una certa misura, ed in modo molto più marcato di quanto avesse fatto prima, Rob Zombie sviluppa o cerca di far sviluppare una forte empatia con Michael Myers. Nulla di male in sé ma il problema qui è l'inevitabile confronto con l'originale. Carpenter aveva messo in scena un killer geneticamente malvagio e questo fin da bambino, senza cercare mai di delinearne troppo i confini biografici. Michael Myers è un'incarnazione del Male, il dr. Loomis lo sa, e benché sia uno psichiatra abbandona qualsiasi velleità clinica per definire il suo "paziente" come qualcosa di sub-super-umano. Myers è una sorte di angelo della morte donato al mondo dall'Inferno. Punto. Rob Zombie si discosta totalmente da questa visione e fa di Meyers una vittima di abusi, maltrattamenti e trascuratezze. Un "semplice" bambino che ricade nella teoria dell'abusato-abusatore. Interessante, ma che tristezza: é tutto un altro personaggio, è tutto un altro film. E' l'eziopatogenesi di un serial killer che usa le maschere per dissociarsi e dar sfogo ad un suo mondo interiore di violenze e morte. E' un film drammatico. La famiglia di Meyers che sembra quella dei Firefly de La Casa dei 1000 Corpi (che a sua volta sembrava la famiglia di Non Aprite Quella Porta) è il solito tripudio di incestusosità, alcolismo e trascuratezze tipiche dell'America di confine, un'amerca che evidentemente colpisce molto la fantasia di Rob Zombie e della moglie Sheri Moon, sempre nei film del marito a performare qualche spogliarello. In ogni caso, la visione di un giovane Meyers vessato e maltrattato non può che far parteggiare per lui e di certo la prima parte del film, un preambolo di mezz'ora, è interessante e ben realizzata, sebbene possa essere molte cose ma non Halloween. La seconda parte del film invece torna sul tracciato, con un Michael muto, gigantesco e assolutamente indifferente al bene e al male. Peccato però che in questo secondo blocco il personaggio di Laurie Strode perda gran parte della sua innocenza e del suo spessore che Jamie Lee Curtis era riuscita a rendere con maggior efficacia. Sembra quasi che la Laurie per Zombie sia un personaggio marginale, messo lì per mantenere il necessario legame con l'originale. Di fatto la figura femminile più importante del film non è la Strode ma la madre di Michael (che guarda caso è, ripeto, la moglie del regista). Prevedibilmente diverso anche l'approccio rappresentativo di Zombie rispetto a quello di Carpenter. Quest'ultimo puntava tutto sulla suspance e sull'atmosfera, Zombie calca la mano sulla brutalità e su una certa opposizione fra gli emarginati sociali e la collettività borghese. Il regista abbandona gli eccessi visti nei suoi film precedenti optando per una regia più pulita e regolare che però, sarà anche perché il materiale è noto, difficilmente riesce a intimorire lo spettatore. Come suo solito, il regista dà spazio a diversi curiosi cameo: Danielle Harris che era stata la figlia di Laurie Strodes in Halloween 4 e 5, c'è Brad Dourif nei panni dello sceriffo, Udo Kier come psichiatra, Ken Foree (Zombi, 1979) come cammionista e Sid Haig (il "pagliaccio killer" de La Casa dei 1000 corpi) nelle vesti del becchino. Malcom McDowell nei panni del dottor Loomis è una valida alternativa al compianto Donald Pleasence. Nonostante le critiche, Halloween the Beginning non è per nulla un brutto film e inserisce diverse variabili tali da rivificare il personaggio di Meyers, allo stesso tempo però compie delle virate stilistiche e soprattutto concettuali che minano la potenzialità dell'icona horror per come era stata pensata da Carpenter. Alla luce di questo appare assolutamente veritiera la dichiarazione di Zombie che ha definito il suo film un "reimagining".
La saga di Halloween è composta
da: Halloween: la notte delle streghe (1978); Il
signore della morte (1981); Halloween
III: il signore della notte (1983); Halloween
4 (1988); Halloween 5 (1989); Halloween 6: la maledizione di
Michael Myers (1995); Halloween: 20 anni dopo (1998); Halloween: La Resurrezione (2003), Halloween the beginning (2007), Halloween II (2009) e Halloween III (2011).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 20 milioni di dollari ed è stato girato fra il 29 gennaio e il 22 marzo 2007, e successivi reshoots fra il 29 giugno e il 30 giugno 2007.
Le location sono: il manicomio (Ospedale Militare, Building 4 - 1611 Plummer Street, North Hills, Los Angeles), la scuola elementare (Eliot Middle School - 2184 N. Lake Avenue, Altadena, California), casa Meyers (Glendon Way, South Pasadena, California), vecchio zoo (Griffith Park - 4730 Crystal Springs Drive, Los Angeles), casa Strode (Harvard Blvd., Los Angeles), cada Doyle e casa Wallace (La France Avenue, South Pasadena, California), ufficio dello sceriffo (Los Angeles Police Museum - 6045 York Blvd., Los Angeles), cimitero di Haddonfield (Mountain View Cemetery - 2400 N. Fair Oaks, Altadena, California).
Nei vecchi televisori mostrati nel nel film, e soprattutto in casa Meyers, vegono trasmessi questi film: White Zombie (1932) citazione della band di Rob Zombie,
La Cosa da un Altro Mondo (1951) che si vedeva anche nell'originale film di Carpenter, Ultimatum alla Terra (1951), Il Pianeta Proibito (1956), Plan 9 from Outer Space (1959), Psycho (1960).
Nella scena in cui Annie e il suo boy fanno sesso, si possono sentire la colonna sonore e i dialoghi de La Notte dei Morti Viventi (1968) provenienti dal televisore.
Nei credits finali si possono vedere scene d'infanzia di Michael Myers.
La Dimension aveva intenzione di creare una sorta di Halloween vs Hellraiser, così come c'era stato Freddy vs Jason (2003). Fu fatto un sondaggio pubblico sul sito ufficiale e i votanti rigettarono la proposta che quindi fu scartata dalla casa di produzione.
La produzione del film fu ritardata a causa della morte di Moustapha Akkad, il produttore degli 8 film precedenti. Akkad è morto in un attentato terroristico in Giordania nel 2005.
Prima di accettare la "visione" di Rob Zombie, la Dimension stava per approvare un prequel che si sarebbe intitolato "Halloween: the Missing Years", che trattava principalmente degli anni passati in manicomio da Michael.
Una delle scene più complesse da realizzare fu compiuta lunedì 26 febbraio 2007 al City College di Los Angeles. Ci lavorarono 160 comparse e 100 tecnici.
La felpa indossata da Laurie Strode è un capo d'abbigliamento della linea Total Skull, di proprietà di Sheri Moon Zombie, attrice e moglie del regista.
Nella scena iniziale si sente la canzone "God of Thunder" dei Kiss e anche Michael indossa una maglietta del gruppo rock. I Kiss sono stati il gruppo che maggiormente ha influenzato la carriera musicale di Rob Zombie e sono stati anche un modello estetico per i membri della sua band, i White Zombie.
William Forsythe si ruppe la gamba prima di iniziare le riprese, motivo per cui nel film lo si vede ingessato.
Il film doveva essere distribuito nelle sale USA il wekkend di Halloween ma per evitare un testa a testa con Saw IV si anticipò l'uscita all'agosto 2007.
Diverse scene del film dovettero essere girate di nuovo dopo che un test screening aveva dato esito negativo. Fra le scene "nuove" la fuga di Michael dall'ospedale e il finale.
La morte di Danny Terjo fu inizialmente tagliata dalla produzione ma il regista s'impuntò, facendo notare come la sequenza mostrasse quanto Meyers fosse brutale e senza compassione. Rob Zombie la ebbe vinta.