La Frase dal Film:
"...I was wrong and everything you thought you
know about us is wrong. We live in the house's next to you,
we work in the stores you shop at, our kids play with your
kids. We're just tryin' to be an ordinary family, tryin'
to figure out where we feedin' in the world"*
Il primo impatto che si ha guardando il
film è che sia molto, troppo, amatoriale. Un po'
art house e manieristico nel voler rappresentare uno spaccato
crudo, satirico ed orrorifico della famiglia americana.
I protagonisti si muovono fra le stanze disadorne di un'ampia
casa, questionando ogni minuto e lasciando trasparire tremendi
attriti che sono andati a sostituirsi ad una serentità
persa dopo la prematura dipartita del padre e della madre
che ci vengono presentati solo in brevi filmati registrati
con un handycam. In breve si viene a sapere che gli Hamiltons
rapiscono delle persone (preferibilmente donne ma non solo)
e le tengono a "stagionare" in cantina: chiaro
che la mente non può che andare
a Non aprite quella porta
(1974). Insomma, la tematica è stata aggiornata ai
nostri tempi, i componenti della famiglia non sono dei mostri
sfigurati e dementi (anzi, Darlene è una darkettona
niente male!) ma essenzialmente siamo alle prese con la
solita banda di folli cannibali, direte. No, non è così
e vi toccherà guardarvi tutto il film prima di capire
il motivo che muove i giovani Hamilton a uccidere le persone
e anche a scoprire che cosa si celi nella gabbia della cantina
dalla quale escono dei terribili versi e che parrebbe ospitare
chissà quale mostro vorace. Questo film non è
uno di quelli che conquista al primo impatto, occorre che
lo spettatore dia credito alla pellicola per parecchi minuti
prima di entrare in empatia con la storia e non garantisco
che questo possa in tutti i casi avvenire. The Hamiltons è un "diesel" che si prende i suoi tempi mentre gioca con i clichés del genere horror, facendo credere "che" e poi cambiando strada: la sorte di una delle ragazze segregate della quale pare innamorarsi il più giovane della famiglia, e il mistero che sottende alle azioni criminali dei giovani riescono a reggere l'attenzione dello spettatore per un'oretta e mezza. Le caratterizzazioni e le performances sono generalmente buone, l'impostazione generale (più o meno volontaria) crea un senso di realismo a volte pregevole a volte troppo amatoriale. Più che ad un horror pare di trovarsi di fronte ad un dramma famigliare-psicologico ma alcune scene decisamente violente riportano subito in carreggiata; non fatevi però confondere dalla bella locandina, The Hamiltons non è un film splatter. Nonostante ciò, la pellicola, che certo non si potrebbe definire un film d'intrattenimento, trasmette in pieno la sua atmosfera oscura e deprimente: perfetta per essere guardata se siete di umore "un po' così" e non certo con un gruppo di amici. Non manca qualche tocco di erotismo pervert con bacio saffico e bacio incestuoso. The Hamiltons non è, in definitiva quel genere di horror da adolescenti né indicato per coloro che cercano dall'horror solo blood & slash; si tratta di un film lento che decide di trattare una tematica horror di vecchia data (che non vi rivelo sennò farei spoiling) in maniera completamente diversa, partendo dalla soggettività del carnefice che suo malgrado si trova a vivere una data "malattia". Un buon esercizio di cinema indipendente.
* Trad: "...Sbagliavo e tutto
quello che voi pensavate di sapere di noi è sbagliato.
Viviamo nella casa accanto alla vostra, lavoriamo nei negozi
in cui vai a fare acquisti, i nostri bambini giocano con
i vostri bambini. Noi stiamo solo cercando di essere una
famiglia normale, provando ad immaginarci dove poter trovare
da mangiare sulla Terra"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Petaluma
(California) fra il febbraio e il marzo del 2005.
"The Butcher Brothers" è
lo pseudonimo scelto dai due registi per i loro comuni film
a tematica horror.
Phil Flores ha detto che The Hamiltons
vorrebbe essere una rivisitazione horror del film Una
Storia Americana (Capturing the Friedmans,
2003).
Il film è stato girato con una Panasonic
DV Cinema / HD Varicam ed è stato editato col Final
Cut Pro.