La Frase dal Film:
"Pensi che Dio avesse intenzione di mangiare Isacco? E' per questo che ha detto ad Abramo di ucciderlo?" "Mangiarlo? Certamente no. E comunque l'angelo intervenne in tempo" "Non sempre".
Se il film in questione si fosse intitolato, chessò, "Charlie Rising", si sarebbe potuto dire che il risultato era niente male e che, come racconto della genesi di un serial killer slasher style (ma più di classe) il risultato era sopra la media. Il guaio è che a "sorgere" è Hannibal e non un Charlie qualunque, il che porta all'imprescindibile collegamento-confronto con i precedenti film e con colui che è stato il vero ed unico Lecter, cioé Anthony Hopkins. E sono guai. Il Silenzio degli Innocenti a suo tempo aveva introdotto nel genere thriller l'utilizzo e lo studio del criminal profiling e l'analisi dei particolari propri della criminologia, cosa che affascinò non poco il pubblico abituato ad un modello di thriller ancora molto legato allo stile hitchcockiano; ne seguirà una sequela di imitatori e di prodotti televisivi correlati (CSI, ...). Il successone del film del 1990 portò anche all'inevitabile nascita dell'Hannibal-franchising che è durato fino a che Hopkins non ha capito, con Red Dragon (2002) che forse era il caso di abbandonare la nave prima che colasse a picco. Ma la macchina era già stata messa in moto e De Laurentiis spinse per capitalizzare ancora sul successo di un personaggio sul quale lui per primo aveva creduto (Manhunter, 1986), che aveva abbandonato e che poi aveva riaccolto quando, tale "figliol prodigo", aveva dimostrato di poter tornare a casa con le tasche piene di soldi. Per Hannibal Lecter: Le Origini del Male, De Laurentiis commissionò allo scrittore Harris un trattamento della storia per lo schermo (e infatti Harris risulta come sceneggiatore) che poi fu ulteriormente sviluppato in romanzo; il romanzo non ottenne una grossa approvazione soprattutto da parte degli afecionados di Harris anche a motivo del fatto che il racconto nasce in forma "breve" e viene stampato sui libri in modo da risultare più dilatato e dare l'impressione di un romanzo lungo (e quindi può costare di più). Insomma, che il libro possa essere ritenuto la novellizzazione della sceneggiatura o il film un adattamento dal libro (come dicono i credits), questo rimane argomento da dibattersi al di fuori di questa recensione. La non partecipazione di Hopkins al progetto avrebbe dovuto spingere a qualche riflessione, infatti dopo Il Silenzio degli Innocenti che altra ragione c'era di guardare i seguiti se non per la presenza di Hopkins nelle vesti di Hannibal? Quindi che senso ha un film di Hannibal senza Hopkins? I tecnici impegnati nella produzione pensarono di recuperare digitalmente Hopkins e di modificarlo per renderlo più giovane; una soluzione disperata che venne fortunatamente abbandonata. La soluzione fu quella di ingaggiare un giovane e discreto attore (ma con un insopportabile ghigno stampato in faccia) e di trasformare forse il migliore e più colto e più affascinate villain del XX secolo nell'ennesima vittima di una pessima infanzia. Tutta l'attenzione che Harris aveva prestato nei suoi romanzi precedenti alla costruzione del personaggio e della storia, qui vengono meno. L'eziopatologia di Hannibal, ovvero il perché è diventato un cannibale, regge davvero a stento a livello psichiatrico ma qui si tratterebbe di riflessioni tecniche che forse sono anche superflue. Il problema è che se ci può stare che il giovane Hannibal c'entri fisicamente davvero poco con Hopkins, è più grave che la variazione fra i due come individui è tale che risulta incredibile che si tratti dello stesso uomo. Ciò che prima era thriller raffinato diventa un dramma della vendetta incentrato su eliminazione di coloro che un tempo fecero lo "sgarro" a Lecter, ed in maniere particolarmente originali (si direbbe per esaltare il pubblico). Nessuno psycho thriller qui, Hannibal Rising è Il Giustiziere della Notte (1974) aggiornato agli anni 2000. Tutta la psicologia criminale che aveva unto alla perfezioni gli ingranaggi dei racconti di Harris, viene qui espunta a favore di una storia di grande prevedibilità. In un periodo cinematografico in cui imperversano le riduzioni su grande schermo di eroi fumettistici, il giovane Hannibal presenta codesta biografia: viene cresciuto in un castello, un gruppo di cattivi spietati capeggiati da un uomo dagli "occhi da lupo siberiano" gli uccidono la sorellina, viene adottato da una giapponese aristocratica che lo educa alla via della spada, è il più giovane nella storia di Francia ad essere ammesso ad una prestigiosa università di medicina; quindi ovviamente si fa giustizia (con uno stile che proviene dal cinema vampiresco) per sparire poi nel nulla. Qui c'è ben poco del "serial killer", qui siamo in piena DC Comics. La scia di morte enumera 25 vittime: qui siamo nel campo, invece, dello slasher. Tutti i grossi problemi del film sono relativi al fatto che si fregia di un nome che poi non sa gestire ed il pubblico infatti non ha gradito perché a monte di un budget di circa 50 milioni di dollari il film ne ha incassati finora 82 (dato 11/2008). A livello realizzativo il film, che è una ricca produzione mainstream, ha un buon impatto: la presenza di Gong Li porta un po' di luce nelle tenebre, almeno esteticamente; ingaggiare nel ruolo del cattivo il comico Rhys Ifans (lo squinternato in Notthing Hill, 1999) è al limite del miscasting. Di solito in questi casi si dice che il film avrebbe avuto un bon potenziale ma, eccetera, eccetera; in verità un film che si intitola Hannibal e non ha dentro Hopkins non ha in partenza nessun potenziale se non quello di essere accusato di pubblicità ingannevole. Vedibile e godibilissimo ma non come un film che tratta di Lecter.
Preceduto da Manhunter: frammenti di un omicidio (1986), Il Silenzio degli Innocenti (1990), Hannibal (2001) e Red Dragon (2002).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il "villaggio" di Melville è, in verità, parecchio distante da Saskatoon (almeno 4 ore di viaggio) e non è in una foresta ma in una prateria.
Se Hannibal fosse stato veramente addestrato nell'arte della spada, senza riguardo per la mano dominante, avrebbe tenuto l'elsa (tsuka) con la destra sopra la sinistra.
Tornando a Kaunas (Lituania) da Parigi, ad Hannibal vengono vistati i documenti a Medininkai ma questa città sta nella parte est della Lituania (sui confini della Bielorussia) mentre lui, logica vuole, che provenga dalla parte ovest. Oltretutto nel periodo in questione quei territori erano repubbliche sovietiche e quindi Medininkai non era per nulla un luogo di frontiera.
Questo per gli appassionati di militaria. L'aereo anticarro Stuka montava due cannoni da 37mm e non da 20mm come si vede nel film (ma come avete fatto a non accorgervene?!). Ogni cannone montava 6, 8 o 12 proiettili e la frequenza di fuoco era abbastanza lenta (più o meno 160 colpi al minuto). Quindi i cannoni non avrebbero potuto sparare come si vede nel film, né a quella velocità né per tutto quel tempo.
Fra gli attori provinati per il ruolo di Hannibal c'erano: Hayden Christensen, Macaulay Culkin, Hugh Dancy, Rupert Friend, Dominic Cooper,Tom Sturridge, e Tom Payne.
Dal set furono rubati una testa mozzata e un pene di gomma.
Mentre Hannibal s'inietta l'ipnotico, in sottofondo si sente la Variazione Goldberg di Johann Sebastian Bach, lo stesso pezzo che ascolterà nella fuga compiuta ne Il Silenzio degli Innocenti. La registrazione usata per il film è quella di Glenn Gould del 1955, negli altri film si è usata quella di Gould del 1981.
"Lady Murasaki" (Shikibu Murasaki) è il nome di una scrittrice giapponese del XI secolo il cui racconto "The Tale of the Genji" è ritenuto un capolavoro della letteratura nipponica.