La Frase dal Film: "Lo
sai? L'ultima volta che io ti ho veduta,
tu ciucciavi il latte da un grosso biberon"
Soltanto Andolfi aveva fatto peggio con La
croce dalle sette pietre (1987) e Marfori non aveva scherzato con Il Bosco (1988), tuttavia Simonelli, con la benedizione di Fulci, riuscì anch'egli a fare un bel disastro con questo Hansel e Gretel. A dire la verità questo Z-movie rimane una macchia nella carriera del maestro Fulci, ormai in declino artistico e fisico, che non solo "presenta" il film in questione ma ci mette pure mano; la cosa si paleserebbe soprattutto nella scena
in cui la vecchia viene trafitta dal chiodo che le
strappa l'occhio; la cosa ricorda una scena del successivo ...E tu vivrai nel terrore! L'Aldilà (1981). Comunque sia la maggior parte della colpa per questa pellicola di infimo livello va a Simonelli che si era fatto conoscere come
writer per altre pellicole (Sette
scialli di seta gialla, 1972; La
morte negli occhi del gatto, 1973) e venne lanciato
furbescamente dai produttori Nannerini e Lucidi come
un discepolo di Lucio Fulci. Raccomandazioni o meno, presentazioni o meno, questo film è una vera trashata
di proporzioni inusitate, che vale la pena di essere
vista con alla mano vegetali fracichi da scagliare all'uopo contro lo schermo. La colonna sonora è di due tipi:
l'inascoltabile nennia dei bimbi e qualche funkettone da porno
piazzato a casaccio nel film (vedi la prima
volta che Silvia entra nello studio del commissario). I giovani protagonisti (i fratelli Cipollone!) sono incredibilmente gessosi e regalano di continuo sguardi vitrei, peggiori dei già memorabili occhi di
Patrik vive ancora. Le pistole sparano ma non si vede nessun fumo o fiammata, si sente solo il suono; tanto
che c'erano potevano direttamente usare le dita come i bambini. E tante, tante altre amenità che hanno fatto di Hansel e Gretel un imperdibile appuntamento per gli amanti del trash più spinto. Impossibile rivalutarlo, il film è decisamente troppo scarso. Solo per chi sa sopportare la serie Z.
Gli altri film del ciclo "Lucio Fulci Presenta" sono: Bloody Bsycho (di Leandro Lucchetti), Non avere paura della zia Marta (di Mario Bianchi) e Luna di Sangue (di Enzo Milioni).
MI
VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se
la casa è stregata, perché vai in
cantina?!
Ma come diavolo è venuto in mente
al regista di pensare che un quarto di bue fosse simile
ad un corpo umano maciullato? Il bello è che la telecamera
indugia sull'immagine. Da Leggenda!
Il momento finale in cui i due bimbi
"riposano finalmente in pace" (le facce, vi prego,
guardate le facce!) è quello davvero giusto per scagliare
cavoli e pomodori.
Qui siamo al di là del bene e del
male. Pochi secondi prima della fine del film vediamo Silvia
passeggiare pensierosa al fianco di uno steccato. Inciampa.
La scena non viene rifatta.