TRAMA

Due bambini vengono venduti dal padre ad una banda che si diletta nel traffico di organi. Nella base dei malviventi iniziano ad accadere dei fatti di sangue. Il commissario Roy, con l'aiuto di Silvia, inizierà ad indagare ma quello che si troveranno di fronte sarà la vendetta messa in atto dai fantasmi dei due bambini nei confronti dei loro assassini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.


HANSEL E GRETEL
Italia - 1989 - 87min - Colore

di Giovanni Simonelli

GENERE
HORROR
IN BREVE
Rivisitazione trashona (ma molto trashona!) della nota fiaba
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Lo sai? L'ultima volta che io ti ho veduta, tu ciucciavi il latte da un grosso biberon"

Soltanto Andolfi aveva fatto peggio con La croce dalle sette pietre (1987) e Marfori non aveva scherzato con Il Bosco (1988), tuttavia Simonelli, con la benedizione di Fulci, riuscì anch'egli a fare un bel disastro con questo Hansel e Gretel. A dire la verità questo Z-movie rimane una macchia nella carriera del maestro Fulci, ormai in declino artistico e fisico, che non solo "presenta" il film in questione ma ci mette pure mano; la cosa si paleserebbe soprattutto nella scena in cui la vecchia viene trafitta dal chiodo che le strappa l'occhio; la cosa ricorda una scena del successivo ...E tu vivrai nel terrore! L'Aldilà (1981). Comunque sia la maggior parte della colpa per questa pellicola di infimo livello va a Simonelli che si era fatto conoscere come writer per altre pellicole (Sette scialli di seta gialla, 1972; La morte negli occhi del gatto, 1973) e venne lanciato furbescamente dai produttori Nannerini e Lucidi come un discepolo di Lucio Fulci. Raccomandazioni o meno, presentazioni o meno, questo film è una vera trashata di proporzioni inusitate, che vale la pena di essere vista con alla mano vegetali fracichi da scagliare all'uopo contro lo schermo. La colonna sonora è di due tipi: l'inascoltabile nennia dei bimbi e qualche funkettone da porno piazzato a casaccio nel film (vedi la prima volta che Silvia entra nello studio del commissario). I giovani protagonisti (i fratelli Cipollone!) sono incredibilmente gessosi e regalano di continuo sguardi vitrei, peggiori dei già memorabili occhi di Patrik vive ancora. Le pistole sparano ma non si vede nessun fumo o fiammata, si sente solo il suono; tanto che c'erano potevano direttamente usare le dita come i bambini. E tante, tante altre amenità che hanno fatto di Hansel e Gretel un imperdibile appuntamento per gli amanti del trash più spinto. Impossibile rivalutarlo, il film è decisamente troppo scarso. Solo per chi sa sopportare la serie Z.

Gli altri film del ciclo "Lucio Fulci Presenta" sono: Bloody Bsycho (di Leandro Lucchetti), Non avere paura della zia Marta (di Mario Bianchi) e Luna di Sangue (di Enzo Milioni).

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Ma come diavolo è venuto in mente al regista di pensare che un quarto di bue fosse simile ad un corpo umano maciullato? Il bello è che la telecamera indugia sull'immagine. Da Leggenda!

Il momento finale in cui i due bimbi "riposano finalmente in pace" (le facce, vi prego, guardate le facce!) è quello davvero giusto per scagliare cavoli e pomodori.

Qui siamo al di là del bene e del male. Pochi secondi prima della fine del film vediamo Silvia passeggiare pensierosa al fianco di uno steccato. Inciampa. La scena non viene rifatta.