TRAMA

Per tre settimane la quattordicenne Hayley Stark (Ellen Page) e il fotografo trentaduenne Jeff (Patrick Wilson) chattano. Decidono di vedersi per la prima volta alla caffeteria Nighthawks. Nonostante la grande differenza di età, Hayley sembra flirtare con l'uomo e lui pare essere abbastanza refrattario. Nonostante questo Jeff non dice di no quando la ragazzina propone di andare a casa di lui. Una volta là i due si bevono un drink ma subito dopo Jeff si sente male. Quando si sveglierà si troverà legato ad una sedia.


HARD CANDY
(titolo or.: Hard Candy - USA - 2005 - 103min - Colore)

di David Slade

GENERE
DRAMA - THRILLER
IN BREVE
La favola di Cappuccetto Rosso ribaltata. La bambina è peggio del lupo, o no? Difficile prendere una posizione.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Just because a girl knows how to imitate a woman, does not mean she's ready to do what a woman does"*

Peccato che questo film sia stato distribuito dalla Lionsgate in modo che attirasse solo gli appassionati di horror, soprattutto perché Hard Candy non è un film dell'orrore; orrorifico sì, ma non è un horror. La pellicola di David Slade, alla sua prima esperienza con il lungometraggio, è un Cappuccetto Rosso alla rovescia che si gioca sul sottile filo dell'erotismo contorto, poiché è palesemente un film contro la pedofilia ma mettendo in scena ciò che mette (e soprattutto per il modo in cui viene messo) la "problematica" si sposta sul sadomasochismo. Che io sappia non ci sono precedenti filmici riguardanti una minorenne che sevizia un uomo adulto, quindi, oltre al fatto che la tortura fisica e psicologica sia di per sé qualcosa di disturbante, al fattore sadico viene messo il carico da cento proprio per il fatto che le azioni violente sono compiute da una quattordicenne. Dal momento che, in questo caso, è Cappuccetto Rosso ad essere crudele, è facile immaginare che lo spettatore sviluppi un'immedesimazione totale con il fotografo Jeff, sdraiato, legato e piangente sul tavolo di casa sua mentre Hayley si appresta ad evirarlo. In Hard Candy non è così semplice. La ragazza non è folle, o almeno non lo è del tutto, poiché ci presenta delle valide prove che fanno pensare che Jeff, non solo sia un pedofilo che adesca le ragazzine in internet, ma che sia anche un pedosadico, ovvero uno di quei soggetti che abusano dei bambini per poi ucciderli. Insomma, il lupo è sempre il lupo. Quindi da che parte stare? Chi guarda il film disapprova quello che la ragazza sta facendo ma, in un certo modo, viste le premesse, Jeff se l'è andata a cercare. O no? In Hard Candy non è così semplice, neppure questo. Fino alla fine del film non sappiamo se in effetti Jeff sia un pedofilo e quindi, paradossalmente, Hayley si è sbagliata e sta seviziando un povero innocente. Il finale darà delle risposte ma non chiarirà tutto sull'origine e sulle motivazioni dei protagonisti, lasciando una piacevole sensazione di spiazzamento (piacevole per me, ad alcuni la cosa potrebbe scocciare). Il regista Slade ha fatto un film che si concentra più sul confronto presente dei personaggi piuttosto che far riferimento ad un passato di cui sono stati partecipi. Il film, per quanto crudo, affascina e lega, e la cosa è strana nella misura in cui la pellicola non chiede allo spettatore un'identificazione con i protagonisti, identificazione che, oltretutto, sarebbe difficile attuare. Da un punto di vista tecnico il film è davvero pregevole, a partire da una regia controllata e geometrica fatta di primissimi piani e fondali monocromatici. David Slade è riuscito a massimizzare la location minimale (in fondo si tratta di un appartamento) che diventa un ampio palco, con differenti scenografie, su cui i due attori recitano lunghi dialoghi. La scenografia e la fotografia esaltano i colori pastello e le geometrie dell'ambiente; in alcuni momenti le immagini mi hanno ricordato i quadri di Mondrian. Più va avanti il film più lo scenario e gli eventi diventano meno plausibili così che il fatto narrato assume i contorni della metafora (di una favola nera?) più che di un dramma realmente possibile: questo l'elemento potenzialmente negativo del film, film che potrebbe non reggere all'esame di realtà. Sopra ogni cosa titaneggia la performance attoriale dei protagonisti: bravo Patrick Wilson ma soprattutto brava la giovane Ellen Page. Il fatto che il film tratti di pedofilia e che la giovane protagonista sia davvero bella (per quanto si tratti di una bellezza acerba) è un ulteriore elemento di difficile metabolizzazione per lo spettatore. Tranquillizza (in parte) la notizia che Ellen Page, al tempo in cui fu girato il film, non aveva ovviamente quattordici anni bensì diciotto. Insomma, al suo primo lungometraggio il regista Slade si imbarca in un film non facile che attrae e contemporaneamente allontana coloro che lo guardano; al di là della sensibilità personale e dell'argomento che può essere "difficile" più per gli uni e meno per gli altri, rimane una pellicola che a livello di regia e di recitazione è quasi impeccabile. Questo misconosciuto Hard Candy è uno di quei film da non perdere; consigliato anche l'acquisto.

*-trad: "Solo perché una ragazza sa come imitare una donna, non vuol dire che sia pronta a fare ciò che fa una donna"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Le locations del film sono: per la scena del parcheggio Arclight Cinemas - 6360 W. Sunset Blvd., Hollywood (Los Angeles); Burbank (California); Griffith Park - 4730 Crystal Springs Drive (Los Angeles).

Il titolo deriva dallo slang internet è starebbe ad indicare una ragazza minorenne.

Ellen Page stava per essere rifiutata per il ruolo di Hayley poiché, nel filmato mandato per il casting, aveva i capelli cortissimi, e la cosa era stata una necessità imposta da un altro film che stava girando.

Le riprese sono durate 18 giorni.

La scena iniziale al Nighthawks fu girata per ultima, con il set della casa di Jeff trasformato in un caffé. L'ultimissima scena ad essere filmata è stata quella nella quale Hayley va nel bagno del locale per mettersi la T-shirt.

Le scene nella casa di Jeff sono state girate per la maggior parte in senso cronologico.

A dispetto del forte contenuto fisico ed emotivo della pellicola, Ellen Page ha detto che la scena più difficile da girare è stata quella al Nighthawks, quando ha dovuto mangiare più tiramisù di quanto volesse.

L'ispirazione per il film viene dal Giappone. Il produttore David Higgins aveva letto degli articoli di cronaca in cui si diceva che alcune studentesse minorenni giapponesi agganciavano degli uomini in internet per degli appuntamenti "speciali". Da qui è stata sviluppata la storia.

Gli esterni della casa di Jeff sono stati girati nel giardino della casa del coordinatore degli stunts (Erick Brennan). L'arredamento interno si ispira a quello della casa del produttore Higgins, che aveva messo a disposizione la sua abitazione nel caso non fossero bastati i soldi per costruire i sets.

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