TRAMA
La ninfomane Maria (Dianne Galke) finisce all’ospedale psichiatrico gestito dal Dr. George (John Seeman) in cui operano infermiere lesbiche. Maria indulge con le donne ma quelle con le si diverte muoiono. Quando la notte si avventura fuori dalla sua camera Maria finisce in un onirico mondo di satanisti sanguinari.



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HARDGORE |
titolo
or.: Hardgore -
USA - 1974 - 63' - Colore |
di Michael Hugo (non accreditato)
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| GENERE |
HORROR - ADULT |
| IN BREVE |
Rarità e stranezza.Vale più per questo che per altro. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Raro caso di porno-horror vintage. Squinternato quanto basta, Hardgore (mai titolo fu più azzeccato) esiste in versione DVD, ma ridotta male, grazie alla Alpha Blue Archives o nella release della Something Weird in double-feature con Sex Seance con Vanessa Del Rio e altra bella gente, dove però, si badi, viene presentato con il titolo Horror Whore (puttana horror). Ci sarebbe anche un terzo aka per il film, ovvero Sadoasylum, che non abbisogna di traduzione. Più bizzarro che erotico, più discusso che visto e più discutibile che vedibile, Hardgore stupisce per la sua originale voglia di trasgredire, unendo splatter a sesso esplicito, entrambi territori al limite, soprattutto ai tempi in cui fu prodotto per un pubblico che rimane di nicchia ma assolutamente più numeroso al giorno d’oggi che allora. Ultra low-budget come si conviene a queste cose, il film di Hugo, che non compare nei credits come d'altronde nessuno degli interpreti, non è un semplice horror con inserti hard ma un vero e proprio hard sporco di sangue e ricco di situazioni che innalzano il livello weird della pellicola. Che non si pensi di trovarsi di fronte a un capolavoro di eccentricità, tuttavia che le scene del rituale satanico, l’atmosfera nell’ospedale psichiatrico e, soprattutto, le diverse situazioni psichedeliche sono un incentivo alla visione, per lo meno agli occhi dello spettatore curioso. Apprezzabile, ad esempio, la scena in cui Maria scende per un corridoio verso una porta caleidoscopica. Dal punto di vista splatter il film non va per il sottile e, per dimostrare che come sia difficile essere originali anche in ambito exploitation, una ragazza viene decapitata mentre “riceve” da dietro un satanista incappucciato, qualcosa di visibile anche in A Serbian Film (2010). Fra schizzi di sangue, gole tagliate, peni amputati e dildo elettri-ficcati, si sogghigna anche per organi genitali maschili che decollano come razzi e straripanti cespuglioni pre-pornoglabro anni ’90, fino alla quasi romantica copula su un piano rotante che vede protagonisti i due attori principali. Il delirio cultistico è raggiunto nel momento in cui la povera ma insaziabile Maria viene appesa per punizione al muro e ha la visione di peni che le spruzzano litri di sperma addosso. Nulla è però più spassoso del microfono che viene “pucciato” dall’alto nell’inquadratura in normalissime scene di dialogo, riportando il basito spettatore alla normalità di un modestissimo film di (sub)genere che, per inciso, recupera lo score musicale da The Adult Version of Jekyll and Hide (1972), da L'Invasione dei Ragni Giganti (1975) e dal Vixen (1968) di Russ Meyer. E chissà se i diritti sono stati pagati. Ma qual è il problema per un film che rivela follemente nel finale che tutto ciò che viene mostrato è accaduto in una sola ora? Quindi, signori, Hardgore vale la candela solo se siete in vena di sperimentazioni cinematografiche e, perché no, in cerca della visione di un porno vintage, che male non fa. Io credo che per questo film, una volta capito l’andazzo, sia anche lecito andare avanti veloce nelle scene di tedio estremo che, come in ogni porno che si rispetti, non mancano.
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