La Frase dal Film:
"Mi vogliono qui e ci sto bene, è casa mia"
Come film dalla Dreamworks e quindi ontologicamente
(sì, oggi ho mangiato il vocabolario) mainstream
e come rifacimento da 80.000.000 di dollari de Gli
Invasati (The Haunting, 1963) questo Haunting
- Presenze riesce ad intrattenere discretamente il
suo pubblico, con una fotografia curata, con una grande
cura scenografica (di E. Zanetti) e con degli SFX digitali
al tempo topnotch (yes, I've eaten the dictionary today).
Buon intrattenimento per 113 minuti a patto di non soffermarsi
troppo sulla piattitudine dei protagonisti e sulle becere
stereotipie che incarnano, sulla recitazione non al meglio
(Liam, ma che fai?!), sulla trama non così avvincente,
sulla paura e sull'horror che non c'è. Sulla carta
dovremmo essere d'innanzi ad un film neo-gotico poiché
è proprio l'ambiente a partecipare alle e a sviluppare
le paure dei protagonisti, in verità Haunting
è più un thrillerone patinato che dà
a volte l'impressione di essere stato costruito apposta
per ri-lanciare e mettere in primo piano l'innegabile bellezza
della Zeta-Jones. Chi ha letto il libro (La casa degli
invasati - The Haunting of Hill House - di Shirley
Jackson) dal quale è stato tratto il film poi, vi
dirà ovviamente che questa pellicola di De Bont non
ha nulla a che fare con le terrificanti pagine del romanzo,
in effetti giudicato come uno dei migliori libri di fantasmi
di tutto il '900; ma si sa che sempre "è meglio
il libro". Decisamente meglio la prima parte in cui
gli scricchiolii e la sinistra sontuosità del maniero
distraggono dall'artificiosità del resto. Con il
progredire della storia gli SFX hanno la meglio e stroppiano
trama, recitazione e quant'altro e ci si trova proiettati
nella casa delle streghe di Disneyworld. Di sangue non se
ne vede neppure una goccia e la scena più "forte",
ovvero la decapitazione di un personaggio, è dry
più di un Martini; vero horror per famiglie. Ma,
come dicevo prima, un certo grado di intrattenimento è
presente perciò mi sento di consigliare questo film
per qualche Blockbuster night con presenza di donna che
in genere evita l'horror ma che con Haunting potrà
avere qualche brivido senza cadere in deliquio. I maschietti
si accontentino di vedere la Jones in versione lesbo-spocchiosa
con stivalone nero stile mistress SM. C'è a chi piace...
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Gli scricchiolii e gli altri rumori che
si sentono nella casa furono preregistrati e riprodotti
durante le riprese in modo da suscitare reali e più
naturali espressioni di paura da parte degli attori.
La casa del film (Harlaxton Manor) si trova
a Grantham, Inghilterra ed è di proprietà
della University of Evansville (Indiana, USA). E' usata
come sede per gli universitari che fanno stages e si dice
che una fantasma, visto di quando in quando, abiti davvero
fra quelle mura.
Il titolo pensato inizialmente The
Haunting of Hill House fu cambiato anche in previsione
del fatto che poco dopo sarebbe uscito in sala House
on Haunted Hill (Il
mistero della casa sulla collina, 1999).
Liam Neeson soffre di vertigini così,
nella scena in cui doveva salvare Nell sulla scala, la sua
paura era più che vera.
Liam Neeson soprannominò Catherine
Zeta-Jones "The Welsh Gazelle" (La Gazzella di
Welsh), perché quando facevano corsa insieme lei
lo lasciava sempre indietro...più probabile che Neeson
da dietro avesse una prospettiva migliore!
Per costruire il mega camino che si vede
nel film ci si ispirò a quello che si vede nel film
Quarto Potere (Citizen Kane, 1941). Infatti
la Zeta-Jones dice all'inizio che il design della casa sembra
alla "Charles Foster Kane".
Al momento dell'arrivo nelle sale si rumoreggiava
che lo stesso Steven Spielberg avesse diretto alcune scene
o avesse messo le mani nella post-produzione poiché
non era soddisfatto del risultato. Queste voci non sono
mai state confermate.
La maggior parte dei sets che si vedono
nel film furono ricostruiti in un hangar che aveva ospitato
il "The Spruce Goose", il gigantesco aeroplano
costruito da Howard Huges.