TRAMA

La storia segue le vicende di Michael Corleone, disegnatore di cartoni animati underground e grande giocatore di flipper, inserito in una New York meschina e violenta. Al suo fianco la sboccata fidanzata di colore Carol.


HEAVY TRAFFIC
titolo or.: Heavy Traffic - USA - 1973 - 77min - Colore

di Ralph Bakshi

GENERE
ANIMATION - EROTIC - COMEDY
IN BREVE
Chi aveva disegnato Fritz il Gatto ci riprova. Questa volta la visione delle cose è più sordida anche se la lacrima è nascosta dietro una grassa risata.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Listen, Michael. Uh, first thing in the morning, we will take them big-ass drawings of yours up to one of them big cartoon syndicates. You can sell 'em, we'll get some bread, get our clothes out of Angie's house and split for San Francisco..." "I'm gonna tell you, Carole, I don't wanna sell my cartoons to one of them places. They, uh - they ain't gonna buy that crap anyway. I'm an underground cartoonist. That's - that's where I belong"*

Il film di Bakshi che lo stesso Bakshi dice di preferire, uscito subito dopo il successo di Fritz il Gatto (1972) che, nonostante il rating X da film porno, aveva riscosso plausi sia dal popolo underground, ed era prevedibile, sia dalla critica più raffinata (ma non troppo). Heavy Traffic prosegue una lettura della società come discarica delle piccinerie di ogni individuo che, immancabilmente, cerca di coltivare il proprio limitato orticello. Comico, ma di base meno divertito di Fritz il Gatto, Heavy Traffic è uno sguardo deforme gettato su una città amorfa, New York City, abitata da mafiosi, papponi, drogati, violentatori e puttane. Si tratta di un cinema controculturale che si oppone a quello del sogno americano e del self made man che invece sarà un'icona che tornerà al pieno fulgore negli anni '80 con la presidenza Reagan. Eliminati i colori e i sollazzi da cartone animato satirico, l'America di Bakshi non è troppo dissimile da quella dipinta da Scorsese in Taxi Driver (1976) e in Mean Streets (1973). La poetica dell'eccesso portata avanti dal cartoonist sembra essere per lo stesso l'unico modo di rappresentare il disegno all'esterno dei circuiti (leggi Disney) nei quali il suo lavoro verrebbe depurato, sterilizzato e omogeneizzato, perdendo qualsiasi potenzialità sovversiva. Nonostante durante la produzione Bakshi dovette "limitarsi" in modo da evitare un rating impietoso, come era accaduto per Fritz il Gatto, Heavy Traffic rimane un pezzo di cinema d'animazione di forte impatto e di violenza serpeggiante, anche dietro la risata. A sottolineare l'azione del film il jazz di John Coltrane, a sottolineare la visione di Bakshi il successo di critica e pubblico ottenuta dal film. Al di là dei temi trattati, Heavy Traffic potrebbe non piacere a tutti anche perché non è un cartone per tutti.

* Trad: "Ascolta, Michael. Mmm, per prima cosa la mattina, porteremo quei tuoi disegni cazzuti ad una di quelle grosse aziende di cartoni animati. Tu puoi venderli, ci compreremo un po' da mangiare, lasciamo giù i vestiti da Angie e scheggiamo a San Francisco..." "Te lo devo dire, Carole, non voglio vendere i miei cartoni in uno di quei posti. Loro, cioé, loro comunque non si comprerebbero sta merda. Io sono un disegnatore di cartoni underground. E' così, è quello il mio posto"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nel film in alcuni momenti sono stati inseriti come fondali alcune scene prese da due film: Quarantaduesima strada (1933) e Anno 1943 (1943).

Michael al cinema guarda il film Lo Schiaffo (1932).

Durante la lavorazione del film, Bakshi litigò pesantemente con uno dei produttori. Quest'ultimo cercò di licenziare Bakshi e di ingaggiare Chuck Jones in modo che completasse il lavoro. Per un certo periodo Bakshi venne effettivamente allontanato dal progetto ma successivamente venne riassunto, anche perché Jones aveva rifiutato.

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