TRAMA

Entrato in possesso di una scultura abbastanza strana, J.P. Monroe, il giovane amorale proprietario del Boiler Room, un locale pubblico molto in, riesce a risvegliare Pinhead. Nello stesso tempo, la parte buona di Pinhead, ovvero il fantasma del Capitano Spencer, contatta una giornalista e le dice che dovrà affrontare Pinhead e soci, i quali cercano il cubo che apre le porte per l'Inferno. Alla fine si giungerà al regolamento di conti, ovviamente, ma non prima di aver assistito ad un apocalittico massacro compiuto al Boiler Room da un selvaggio Pinhead, il quale per l'occasione creerà tre nuovi cenobiti: Camerahead, CD the DJ, e Barbie.

 

 


HELLRAISER III
(titolo or.: Hellraiser III - Hell on Earth - USA - 1992 - 96min - Colore)

di Anthony Hickox

GENERE
HORROR
IN BREVE
Non è tempo sprecato ma questo sei suona più come un cinque.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Non esiste il bene, non esiste il male, Monroe, esiste solo la carne e il piacere che ci procura"

La saga continua e l'icona horror Pinehead assume un ruolo predominante nella pellicola e nella serie; in questo episodio, poi, viene data anche la possibilità a Doug Bradley (la faccia che si nasconde dietro i chiodi di Pinehead) di recitare in abiti "civili", ovvero nei panni del Capitano Elliot Spencer. A dirla tutta il film evita le visioni suggestive dell'inferno dei cenobiti e la presenza di Pinhead sembra quella di Satana stesso, più che quella di un "semplice" emissario dell'Inferno; cosa mai chiarita appieno...quello di Hellraiser è l'Inferno o solamente una dimensione parallela del dolore? Comunque sia, in questo terzo episodio si ha la possibilità di vedere il cenobita e i suoi nuovi amici in azione in un locale pubblico ed il massacro al Boiler Room è splatter e crudele più di quelli visti nella serie Wishmaster. Ma mentre gli SFX sono buoni ed il tasso splatter sembri salire rispetto ai capitoli precedenti, l'atmosfera generale del film perde qualche cosa con la decisione di abbandonare la dimensione immaginifica e quasi teorica dei primi due film per spostarsi alla vita "della città", cercando forse di attualizzare il prodotto. Insomma, il risultato finito è divertente ed intrattiene ma è di certo più superficiale, nonostante l'idea di contrapporre Spencer/Pinhead come la faccia buona e cattiva della stessa medaglia; e comunque il concetto del doppelganger non è cosa così originale. Dubito che questo risultato poco esaltante possa essere dipeso dal fatto che alla regia sia avvenuto un cambio (si è passati da Tony Randal a Hickox), è più probabile, semplicemente, che le saghe per loro natura e per decisioni produttive si limitino a tener acceso nell'immaginario collettivo un personaggio (in questo caso Pinhead) con un certo e precalcolato (a livello di marketing) ritorno proveniente dall'homevideo e dal merchandising più disparato, il tutto a discapito di altre cose fra le quali il film stesso. Pazienza, si dice in questi casi. Da segnalare, comunque, la scena blasfema del cenobita che fa i numeri in chiesa, elemento che lo avvicina ancor di più alla figura del Diavolo. Se siete appassionati della serie non perdetevi l'episodio, negli altri casi, per quanto assolutamente non fondamentale, provate a buttarci un occhio; non è tempo sprecato. O quasi.

La saga è composta da: Hellraiser: non ci sono limiti (1987), Hellbound: Hellraiser II: prigionieri dell'inferno (1988), Hellraiser III - inferno sulla città (1992), Hellraiser: La stirpe maledetta (1996), Hellraiser: Inferno (2000), Hellraiser: Hellseeker (2002), Hellraiser: Deader (2005), Hellraiser: Hellworld (2005).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il regista Anthony Hickox compare nel film sia come soldato in Vietnam che in un breve segmento in TV.

Quando Joey vede in tv la notizia del massacro al Boiler Room, telefona a Doc e gli dice di sintonizzarsi sul canale 12. Facendo zapping, Doc finisce sul sovramenzionato cameo di Hickcox e su una scena presa dal film Waxwork II - Persi nel tempo, 1991, dello stesso Hickox.

La scena in mezzo agli edifici in costruzione fu girata nel campus della Wake Forest University, a Winston-Salem, North Carolina. L'edificio in costruzione diverrà il Worrell Professional Center.

Inizialmente si pensò al writer Peter Atkins (che fra l'altro nel film fa la parte del barista e del cenobita Barbie) come regista per il film ma quando la Miramax prese sotto la sua ala la serie, chi di dovere pensò che Atkins non avesse abbastanza esperienza.