LA FRASE dal film:
"Non esiste il bene, non esiste il male, Monroe,
esiste solo la carne e il piacere che ci procura"
La saga continua e l'icona horror Pinehead
assume un ruolo predominante nella pellicola e nella serie;
in questo episodio, poi, viene data anche la possibilità
a Doug Bradley (la faccia che si nasconde dietro i chiodi
di Pinehead) di recitare in abiti "civili", ovvero
nei panni del Capitano Elliot Spencer. A dirla tutta il
film evita le visioni suggestive dell'inferno dei cenobiti
e la presenza di Pinhead sembra quella di Satana stesso,
più che quella di un "semplice" emissario
dell'Inferno; cosa mai chiarita appieno...quello di Hellraiser
è l'Inferno o solamente una dimensione parallela
del dolore? Comunque sia, in questo terzo episodio si ha
la possibilità di vedere il cenobita e i suoi nuovi
amici in azione in un locale pubblico ed il massacro al
Boiler Room è splatter e crudele più di quelli
visti nella serie Wishmaster.
Ma mentre gli SFX sono buoni ed il tasso splatter sembri
salire rispetto ai capitoli precedenti, l'atmosfera generale
del film perde qualche cosa con la decisione di abbandonare
la dimensione immaginifica e quasi teorica dei primi due
film per spostarsi alla vita "della città",
cercando forse di attualizzare il prodotto. Insomma, il
risultato finito è divertente ed intrattiene ma è
di certo più superficiale, nonostante l'idea di contrapporre
Spencer/Pinhead come la faccia buona e cattiva della stessa
medaglia; e comunque il concetto del doppelganger non è
cosa così originale. Dubito che questo risultato
poco esaltante possa essere dipeso dal fatto che alla regia
sia avvenuto un cambio (si è passati da Tony Randal
a Hickox), è più probabile, semplicemente,
che le saghe per loro natura e per decisioni produttive
si limitino a tener acceso nell'immaginario collettivo un
personaggio (in questo caso Pinhead) con un certo e precalcolato
(a livello di marketing) ritorno proveniente dall'homevideo
e dal merchandising più disparato, il tutto a discapito
di altre cose fra le quali il film stesso. Pazienza, si
dice in questi casi. Da segnalare, comunque, la scena blasfema
del cenobita che fa i numeri in chiesa, elemento che lo
avvicina ancor di più alla figura del Diavolo. Se
siete appassionati della serie non perdetevi l'episodio,
negli altri casi, per quanto assolutamente non fondamentale,
provate a buttarci un occhio; non è tempo sprecato.
O quasi.
La saga è composta da: Hellraiser: non ci sono limiti (1987), Hellbound: Hellraiser II: prigionieri dell'inferno (1988), Hellraiser
III - inferno sulla città (1992), Hellraiser: La stirpe maledetta (1996), Hellraiser: Inferno (2000), Hellraiser: Hellseeker (2002), Hellraiser: Deader (2005), Hellraiser: Hellworld (2005).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il regista Anthony Hickox compare nel film
sia come soldato in Vietnam che in un breve segmento in
TV.
Quando Joey vede in tv la notizia del massacro
al Boiler Room, telefona a Doc e gli dice di sintonizzarsi
sul canale 12. Facendo zapping, Doc finisce sul sovramenzionato
cameo di Hickcox e su una scena presa dal film Waxwork II - Persi nel tempo, 1991,
dello stesso Hickox.
La scena in mezzo agli edifici in costruzione
fu girata nel campus della Wake Forest University, a Winston-Salem,
North Carolina. L'edificio in costruzione diverrà
il Worrell Professional Center.
Inizialmente si pensò al writer
Peter Atkins (che fra l'altro nel film fa la parte del barista
e del cenobita Barbie) come regista per il film ma quando
la Miramax prese sotto la sua ala la serie, chi di dovere
pensò che Atkins non avesse abbastanza esperienza.