LA FRASE dal film:
"Completa la tua opera, altrimenti sappi che tuo
figlio per migliaia di anni avrà il grosso rimpianto
di non essere morto ora" "Per carità
di Dio!" "Sembro forse un essere al quale
interessi disquisire sulla carità di Dio?!"
C'è chi si è lamentato di
questo film perché ha tradito lo spirito iniziale
dell'opera innestandola con elementi fantascientifici. Può
essere. Di certo il regista Yagher si deve essere risentito
quando si è accorto che la produzione aveva fatto
dei tagli al film a sua insaputa mentre il film era ancora
in lavorazione. Si dice che la pellicola originale del regista
contenesse più sangue, più trama e che si
sforzasse di spiegare tutto quello che avveniva sulla scena.
Yagher la prese male, tanto che si rifiutò di firmare
l'opera (che viene infatti attribuita ad Alan Smithee, pseudonimo
usato a Hollywood quando non si vuole riconoscere il proprio
operato) e la Miramax chiamò Joe Chappelle per concludere
la pellicola e rimontarla. Questi problemucci in fase di
produzione non giovano certo al prodotto finito ma se è
pur vero questo ed è altrettanto vero che il quarto
capitolo devia pesantemente dalle premesse è ancor
più vero che il risultato, in larga misura, è
più che accettabile. Si sono perse le atmosfere di
Barker, ok, ma i salti temporali e le diverse location,
soprattutto quelle nella Francia del XVIII secolo, hanno
un loro fascino. Ben vengano anche i nuovi cenobiti (Twins),
il cane infernale (The Chatter beast), Angelique (deliziosa
in vesti non-cenobitiche) ed il vecchio Pinhead che in questa
puntata sembra ormai uno scafato capobanda che non fa più
paura a nessuno. Soprattutto, perdendo di vista le suggestioni
Barkeriane, sembra proprio che i Cenobiti siano in cerca
di una loro dimensione di mostri, di cosa possano essere
capaci, di quale sia il loro punto debole, etc. In tale
ricerca, a livello di plot, si ravana nel cilindrone dell'horror
in cerca di suggerimenti e se in Hellraiser
III Pinhead parla e agisce come il Maligno, in questa
puntata il cattivo diventa vulnerabile alla luce come un
vampiro. Se non si riesce a dare un'idenatità definitiva
ai Cenobiti credo che sia pure difficile crargli intorno
un mondo (leggi, un film) che ne giustifichi la presenza,
ed è forse per questo che negli ultimi due film della
serie si è cercato di piazzarli un po' ovunque nella
speranza di capire dove potessero stare meglio. Detto questo,
Hellraiser - Bloodline è un pezzo di puro
intrattenimento (e zero paura) che non annoia, che presenta
ambienti differenti, che sollazza il gore-seeker con buone
(ma non esagerate) dosi di sangue ed SFX ben curati. Benché
non superiore al primo capitolo della serie, la stirpe maledetta
è nettamente meglio del terzo e più fluido
e avvincente del secondo. Se amate Pinhead non perdetevi
questa puntata.
La saga è composta da: Hellraiser
- non ci sono limiti (1987), Hellbound
- Hellraiser II: prigionieri dell'inferno (1988), Hellraiser
III - inferno sulla città (1992), Hellraiser
- La stirpe maledetta (1996), Hellraiser
- Inferno (2000), Hellraiser
- Hellseeker (2002), Hellraiser
- Deader (2005), Hellraiser
- Hellworld (2005).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Guillermo del Toro rifiutò la proposta
di girare il film, così fece Stuart Gordon.
Benché durante la promozione del
film sulle riviste specializzate apparvero delle foto di
Cenobiti vestiti con abiti vittoriani e parrucconi bianchi,
Cenobiti vestiti in tal guisa nel film non se ne vedono
affatto.