LA FRASE dal film:
"Ecco l'eterno dilemma dell'umanità: adducendo
l'ignoranza mendicate pietà"
Al quinto episodio la saga di Hellraiser
compie una virata e la cosa ha indispettito non pochi
fans. Peccato, perché credo che reimpostare le
tematiche di Pinhead e soci in altri ambiti sia stata
la mossa giusta per portare nuova linfa ad una Legacy,
quella di Hellraiser appunto, che iniziava a peredere
colpi. Portare l'inferno dei Cenobiti all'integrazione
con un thriller poliziesco ha cambiato le prospettive
(ma non le ha stravolte) riconducendo l'orrore surreale
e metafisico ad una dimensione palpabile e "possibile".
Dopotutto l'inferno di Thorne incarna i suoi sensi di
colpa e le sue colpe, cosa che potrebbe essere condivisa
dai più. Quindi perché non accettare un
cambiamento? Perché rimanere attaccati ad una
saga ed ai suoi immutabili stilemi, riducendo la visione
ad un atto autoreferenziale quasi autistico? Dopo tali
paroloni sento che le mie forze vengon meno e perciò
proseguirò spedito prima di cadere in deliquio.
La regia è curata, patinata, e il protagonista
è un interprete sfaccettato né totalmente
buono né totalmente cattivo (e quindi più
reale): interessante quella sua peculiarità di
saper maneggiare con destrezza gli oggetti e di saper
nascondere di tutto nella giacca. Nel corso del film
passerà dall'essere un manipolatore ad essere
manipolato da Pinhead. Benché la presenza dei
Cenobiti sia estremamente ridotta e Pinhead appaia sullo
schermo per meno di 3 minuti in tutto (cosa che ha fatto
infuriare non poco gli afecionados), ci vengono presentati
nuovi esseri: le Twins (le gemelle) sia "semplici"
che wired, cioé con dei cavi che partono dal
mento e vanno al torace, e anche una versione diversa
di Chatterer, questa volta il Cenobita si trascina sul
pavimento come Sadako di Ringu ma è
formato da sola testa, braccia e un po' di busto. Ottimi
gli SFX ma il blood level di questo episodio è
inferiore a quello dei precedenti. Gli altri attori
fanno un buon lavoro ma non rimane in mente nessuno
a parte lo psichiatra che assomiglia in modo impressionante
a Spielberg. Di certo i mometi più riusciti sono
quelli in cui Thorne si trova precipitato nei suoi medesimi
incubi ed il finale, che non sto qui a rivelarvi, è
crudele e senza uscita portando a conclusione un film
che se fosse stato più circostanziato (rispetto
l'origine e l'entità dei Cenobiti, già
nota ai conoscitori della saga) sarebbe potuto essere
benissimo un buon film horror stand-alone. Il finale,
oltretutto, ricorda un bellissimo corto digitale che
potete trovare in rete e che vi consiglio caldamente
di scaricare: si intitola Half Gray. E' davvero
una chicca. Se dovessi consigliare fin qui uno dei capitoli
della saga di Hellraiser, a parte il primo, penso che
la mia scelta cadrebbe su questo quinto capitolo, nonostante
alcuni momenti banali ed altri ridicoli (i Cenobiti
cowboys che usano il kung-fu) tengano ben lontano il
film in questione dalla zona podio. A voi il giudizio
finale.
La saga è composta da: Hellraiser
- non ci sono limiti (1987), Hellbound
- Hellraiser II: prigionieri dell'inferno (1988), Hellraiser
III - inferno sulla città (1992), Hellraiser
- La stirpe maledetta (1996), Hellraiser V - Inferno
(2000), Hellraiser -
Hellseeker (2002), Hellraiser
- Deader (2005), Hellraiser
- Hellworld (2005).